Sport IN CAMPO - di Andrea Boccardo

Le atlete del Kama Sub di Camaiore insignite dal Coni

Tre giovani promesse del nuoto pinnato camaiorese – Carlotta Farnesi, Caterina Giovannoni e Francesca Giannoni – sono state insignite della prestigiosa medaglia di bronzo al valore atletico a Roma dal CONI

Un ulteriore successo per i ragazzi del Kama Sub allenati dal Campione del Mondo Simone Mallegni, suggello di un 2019 da incorniciare. 

C’è qualcosa di intrigante nel nuoto pinnato che lo differenza da tutti gli altri sport acquatici e lo proietta nella reificazione dell’essere umano, il miracoloso connubio tra quest’ultimo e la manifestazione spettacolare della Natura: si tratta proprio della pinna, fardello gravoso per il nuotatore che tenta con fatica di emergere dalla torma di molecole d’acqua che lo circondano, ma allo stesso tempo oggetto fantastico che avvicina l’umanità all’eleganza degli animali d’acqua, signori incontrastati dell’elemento fluido per eccellenza che ci culla fin dall’embriogenesi ma che ci può togliere la vita se non riusciamo a governarlo. 

E la pioggia di medaglie portate a casa dai bravissimi ragazzi del Kama Sub Camaiorein questo annus mirabilis che coincide con il 2019 è la dimostrazione tangibile fatta di oro, argento e bronzo che questi giovani e prorompenti fisici sanno dominare l’ambiente acquatico con la forza di tritoni. L’ultimo riconoscimento rappresenta il fiore all’occhiello di una stagione da incorniciare per gli allievi allenati dal pluricampione Simone Mallegni (Campione del Mondo 2009 ed Europeo 2010 di nuoto pinnato, professionista presso il Centro Sportivo Carabinieri): la medaglia di bronzo assegnata dal CONI per evidenti meriti sportivi ha certificato Carlotta FarnesiCaterina Giovannoni e Francesca Giannoni come alcune delle ragazze di punta della FIPSAS, e per il Kama Sub la punta dell’iceberg di una pletora di vincitori. 

Occorre dire che la determinazione e la passione profusa da Simone è totale e viaggia a ritroso fin dal lontano 1995, anno di nascita della società. A quasi venticinque anni dall’inizio attività essa ha collezionato più di cento titoli italiani con più di cinquanta tesserati, raggiungendo un blasone che sul territorio di Camaiore fornisce grande lustro alla cittadinanza. Il nuoto pinnato affascina non solo grazie al fatto che ci si può muovere in acqua come un vero e proprio delfino ad alte velocità, ma anche in virtù di una squadra unita, compatta, dove i momenti di intenso sforzo fisico si associano a momenti di serenità, condivisione ed amicizia che solo lo sport può creare. Ed il medagliere maschile nazionale degli Under 18 la dice lunga sulla qualità indiscussa dei ragazzi lanciati in acqua, visto il primo posto assoluto davanti al Nuoto Belle Arti di Roma. 

In particolare vola su alte quote Dario d’Alessandro, classe 2003, che è stato convocato nella nazionale giovanile per i Mondiali disputati a giugno a Sharm el Sheik. Dario si è aggiudicato la convocazione per il team Azzurro dopo aver centrato i tempi di accesso alla Nazionale migliorando tutti i suoi personali agli ultimi campionati italiani disputati a San Marino. Grande soddisfazione anche per Cristina Francone che ha sfiorato il podio agli europei di Istanbul nel giugno 2019, e Carlotta Farnesi, sesto posto agli Europei 2019 di Berlino in Orientamento Subacqueo. Diverse medaglie ottenute anche da Lorenzo della MaggioreMattia Caldani e Caterina Giovannoni

Coloro che si avvicinano al nuoto pinnato hanno dentro di sé un daimon, un angelo custode che li ispira verso la velocità e la perfezione del gesto atletico” ha confermato raggiante Simone Mallegni, una vita spesa in acqua, tantissimi successi ottenuti e ora da diverso tempo coach della squadra “non tutti sanno che è uno sport abbastanza antico che affonda le sue radici in Italia addirittura al 1936. Al tempo si gareggiava con le due classiche pinne di gomma ed esistono filmati dello studio Luce dove gli italiani nuotavano già con queste pinne ai tempi del fascismo. Oggi con le famose supermonopinne costruite in vetroresina o carbonio con rivestimento in gomma carbonilica si è avuta un’evoluzione impressionante e si riesce a raggiungere i 20 chilometri orari grazie all’inclinatura della pala che simula l’angolo dei cetacei. Si sfrutta la spinta di ritorno come la natura ha insegnato ai delfini.” 

“ La medaglia sportiva del CONI assegnata a Rebecca, Francesca e Carlotta è il valore aggiunto di un percorso  di performances ad alto livello di cui devono andare fiere e che inorgoglisce il Kama Sub intero. Il nuoto pinnato per me come insegnante è la punta di diamante di una serie di attività acquatiche che comprendono l’apnea e l’orientamento subacqueo. Devo ringraziare ovviamente i miei collaboratori con i quali componiamo un team affiatato per la passione e l’esperienza che profondono quotidianamente: questi sono la già citata Carlotta Farnesi, Marco Leva e Laura Pardini.” 

Nuotare con i piedi bloccati come la fusoliera di un aereo a reazione: insieme scommessa per sconfiggere la brutalità dell’acqua ed eterna speranza di riappropriarsi dell’ anima ferina insita nella razionalità umana, di dominare con la tecnica il lato istintuale nascosto nell’ombra proiettata sul fondale della piscina. Sta forse racchiusa qua dentro l’essenza della filosofia sportiva di Kama Sub, una realtà solida sul territorio camaiorese che ha saputo trasformare la passione dello stare in acqua in un crescendo di successi nazionali e non solo.