di FORTESTOMACO – Ritorna l’inviato in Versilia, dopo una breve convalescenza dovuta al troppo cibo politico assorbito in queste settimane.
di Fortestomaco
Ci siamo presi un piccolo periodo di convalescenza: seguendo infatti gli avvenimenti della politica viareggina nelle scorse settimane il nostro mal di stomaco ci ha fatto temere il peggio. Un’ingestione di così vari e tanti cibi, mescolanze e miscele di ogni tipo – dolce, acido, carne, pesce verdure, creme, pistacchi, melanzane ammuffite, broccoli avariati etc. – assorbiti e ingurgitati tutti insieme e in pochi giorni ci ha debilitato assai. Meno male che anche i partiti e i vari gruppi hanno ultimamente allentato il ritmo delle loro piroette, dei loro salti mortali, dei loro contorsionismi, il ritmo delle loro convulsioni.
Ma sotto sotto, nel silenzio delle loro cucine, i cuochi sono comunque al lavoro. Che staranno preparando? Che menu presenteranno alla clientela viareggina? Quelli del Cantiere della Sinistra sono un po’ attardati: stanno ancora discutendo se una Peperona Solanina Verde può andar giù senza scatenare, come invece risulta, forte e diffusa acidità; se invece non sia meglio ricorrere agli Avocadi, molto più leggieri e digeribili; se si debba utilizzare un po’ di panna per diluire l’impatto. Se, infine, sia meglio cercare un alimento esotico esterno e alternativo sempre che gli Chef strateghi di Firenze – gli Strozzis i Rucellai, i Portinari di turno- siano d’accordo a favorire questo nuovo menu… Magari in cambio della promessa di riutilizzare i prodotti avanzati e/o di scarto in un’altra successiva festa elettorale.
Questi cannavacciuolini locali della sinistra, però, sono un po’ birbantelli: stanno infatti meditando… – si fa per dire naturalmente, visto che il meditare è una delle azioni umane più profonde, quelle che distinguono il nostro genere dalle bestie – un espediente rivoluzionario: “se presentassimo” dicono i cuochi rossi, “una denuncia ai Nas dei Carabinieri contro il Principe per fargli chiudere il suo ristorante?”.
Quelli del Cantiere, in particolare il partito più rappresentativo, non dovrebbero così sostenere gare e confronti, discussioni, presentare ricette, alimenti, programmi di cottura alternativi. Dovrebbero solo riuscire a coinvolgere i Tre dell’Ave Maria, i leghisti antivannacciani, qualche dubbioso dei Fratellini d’Italia e voilà! Tutto più semplice. Un’ispezione e i sigilli all’entrata, poi un Commissario! Il Pd Versiliese e quello Viareggino ai Commissari c’hanno già fatto l’abitudine! Nella loro Divina Commedia i gruppi carbonari piddini e i loro dirigenti entrano, escono, rientrano o stanno ibernati in un posto in attesa delle nuove elezioni, o dell’arrivo dell’inviato celeste con i pieni poteri. E’ in vigore da tempo nella loro Divina Commedia la più che famosa Legge del “Passo e ripasso a volte contrappasso ma sempre da un incarico all’ altro” .
I più coerenti ambientalisti – integralisti fino all’eccesso- sono proprio i piddini: il riciclo, il riutilizzo, rifiuti zero e le ricollocazioni sono il loro input morale e categorico, l’essenza sublime della loro vita.
Possibile che la personalizzazione della politica e la sua spettacolarizzazione a Viareggio siano i soli mezzi per ottenere un fine? C’è un’idea, un argomento che non sia il ponticello o le presunte malvagità del Miracolo o la richiesta delle sue dimissioni? Colmo dei colmi: in primo piano a denunciare e chiedere una tabula rasa chi c’è? Ma è lui: Zig Zag! La personificazione della coerenza, quello che aveva votato tutte le delibere fino a ieri, tutti gli atti comunali riguardanti la Fondazione pucciniana da otto anni a questa parte, sempre zitto, ventre a terra a copertura totale. “Nooo! ma che dite ma? Questa è una vera e propria cattiveria, una calunnia, un venticello.
Zig Zag: uno dei rappresentanti più autorevoli della nuova sinistra viareggina in construction, quella di centro, quella che sta con te, con il tuo avversario, con gli astenuti e un po’ con tutti. Quando Zig Zag è costretto a muoversi, a fare dei passi significativi, lo fa pregando e chiedendo perdono… Non sappiamo a chi rivolge le sue preci perché in effetti lui si trova già in un altro mondo. Non fate rumore, mi raccomando, non lo svegliate di soprassalto il sonnambulo: potrebbe trasformarsi di botto in un pericoloso anarchico.
Il Cantiere di Centrosinistra dica una volta per tutte, tre cose, tre parole – come la famosa canzone estiva – possibilmente all’unisono, tutti assieme senza sfumature e distinzioni, su quello che si vorrebbe fare per Viareggio, su tre cose alternative alla cucina del Principe: non le solite critiche a tutto quello che non va nelle proposte o nelle delibere di questa Amministrazione comunale, ma idee propositive, progetti futuri per lo sviluppo della città! Viceversa, il Cantiere purtroppo non c’è!
Non fidatevi di Branca Branca-Branca Leon-Leon-Leon, o del nome già rivelato al Notaio della Peperoncina Solanina Verde: un po’ del suo aroma – non intenso da lasciare grasso sulle pareti, invero assai lieve e quasi impercettibile – nella cucina del Principe però ha vagato per un po’: allora, quando tra i prodotti dell’Ortolano Capo – peperoni, broccoli, sedani, ravanelli etc.- c’erano amorosi connubi, baci e abbracci, quando era questione di feeling.
I cuochi del centrodestra sono anch’essi alle prese con i loro menù: scarsità di cibi e alimenti, piatti assai scoloriti e solo qualche goccia d’aceto balsamico vannucciano ma niente di più. Qualcuno pensa infatti di dare una mano ai cuochi del Principe per finire la stagione, anche se poi rimane un problematico interrogativo; proprio lo stesso che Lenin si era posto all’epoca della rivoluzione: Che fare? A differenza di Il’ic Ul’janov però, il costruendo cantiere delle destre non sa proprio cosa fare. Dovrebbe provare diverse pietanze, districarsi tra sistematici assaggi prima di presentare un menù passabile. Soprattutto dovrebbe scegliere se ci sarà un loro Esecutive Chef , un loro gran Master Chef o se ci si accontenterà di fornire ad altri ristoratori qualche commis cook, qualche sguattero e qualche cameriere.
Il Principe dei ristoratori è invece al lavoro: ha rimesso a posto la squadra della cucina e dopo averne buttato fuori tre o quattro esala aromi, il cacciuccator imbratta piatti sostituendoli con Chef specializzati, di primordine, di cultura ed esperienza. Sta rinnovando i menu, cerca di dare continuità futura e maggiore spessore al ristorante Viareggio del futuro. Pragmatismo, abilità e scaltrezza sono i suoi ingredienti preferiti naturalmente come sempre con eccessi di presuntuosa spocchia. Le recensioni sull’attività però sono buone tanto che gli stessi cacciuccator cacciati se ne fanno un vanto lamentandosi solo che s’è rotto l’incantesimo per colpa di quel prepotente e autoritario Principe e delle sue svolte repentine a destra: badate bene, non di un mese fa ma, come dicono loro, ma di 4 anni or sono. I cacciuccator locali vanno capiti, hanno tempi di reazione un po’ attutiti e rallentati: i fumi, gli aromi, i vapori della cucina hanno annebbiato loro la visuale e purtroppo hanno perso il senso del tempo e del reale.
Poi c’è movimento anche al ristorante della Faraona. Lei stessa la Premier Chef, con in mano l’elisir del coraggio, cerca di rinfrancare e ri-accozzare i rappresentanti della vera sinistra del civismo ex- Del Ghingaro: quelli duri e puri, quelli che non piegan mai la schiena, i difensori del libretto rosso e del breviario di liturgia. Come i piddini hanno già un cavallo di razza pronto nella scuderia: niente po’ po’ di meno che Federico Varenne il famoso saltator d’ostacoli, campione di corsa Tris, stratega, così si autodefinisce, dei più importanti lavori pubblici realizzati negli ultimi otto anni a Viareggio. Varenne è un dono divino caduto dal cielo come la manna di Mosè: non lasciamolo scappare da Viareggio, la città ha un estremo bisogno di lui!
E se venisse invece un papa straniero ma non tanto, meglio una papessa, una bambola mariolina in grado di far rientrare tutti in un unico recinto? I piddini o almeno una loro parte; e alla reginetta già candidata in pectore un bell’incarico a Firenze? E all’attuale segretario di Viareggio? A lui, appena Miracolo al posto del ponticello farà costruire una piramide, la parte della Sfinge nell’Aida di Verdi, una parte alla sua portata per la quale è richiesta scena muta e poca mimica, senso del mistero e dell’ignoto. Poi l’esercito del popolo maoista del post Kuomintang, i Leghisti senza lega, il Centro con lo Zig Zag in testa …. Viareggio stai serena, c’è chi pensa a te dalla mattina alla sera!
L’ipotetica papessa è per ora al Matinée del giovedì, il ballo liscio al Garden Blu con l’orchestra Serenede, e poi quando spengono le luci, taccion le voci e nel buio sente sussurrar: prego vuol ballare.. Grazie – risponde – preferisco di no. Non ballo il tango col casqué, perciò grazie. Prego grazie scusi tornerò.. Sì, torneranno alla carica!
(foto: licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/917756)
