Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

LE MERAVIGLIE DELLA MENTE. L’incredibile concretezza del pensiero (di Ugo Cirilli)

Siamo abituati a considerare il pensiero un’entità astratta: non si vede, non si sente, è intangibile.

E se il pensiero provocasse reazioni fisiologiche nell’organismo? Immediatamente, assumerebbe una connotazione molto più concreta.

Possiamo eliminare il condizionale dal discorso: ciò che chiamiamo pensiero, infatti, ha davvero conseguenze a livello fisico.

Quando elaboriamo una congettura o visualizziamo un’immagine mentale come un ricordo, questo accade grazie alle cellule chiamate neuroni, che comunicano tra loro attraverso impulsi elettrici.

Una rete di neuroni si attiva e il pensiero o l’immagine generati danno un segnale preciso.

Se si tratta di elementi positivi, sperimentiamo sensazioni di piacevolezza, relax, interesse, buonumore. Se sono invece pensieri preoccupanti, entriamo in una condizione di allerta più o meno forte.

Ma come avviene questo passaggio, la trasformazione di un “evento mentale” in uno stato fisiologico di benessere o malessere?

Ormoni, stress e autocontrollo

Il cervello si serve degli ormoni per mandare un segnale all’organismo: alcuni sembrano influenzare positivamente l’umore, come la serotonina, altri invece accrescono lo stress, come il cortisolo.

Lo stress non nacque come un fattore negativo: i nostri antenati, in certe situazioni di pericolo, dovevano entrare rapidamente in una condizione di allarme. Non si sarebbero salvati, altrimenti, dai rischi del loro habitat. Lo stress diventa dannoso quando si fa frequente, prolungato, scatenato magari da paure immaginarie e motivazioni astratte come accade spesso a noi contemporanei.

La ricerca ha evidenziato il ruolo di alcune aree cerebrali nel regolare le reazioni emotive e l’autocontrollo: dosare le “cascate di ormoni”, tornare più o meno rapidamente a una situazione di quiete ed equilibrio.

Queste aree, come quelle legate ai cinque sensi, al movimento, al linguaggio, risentono dell’esperienza. Proprio così: nascono nuove connessioni tra neuroni, se ne rafforzano o indeboliscono altre a seconda della vita che conduciamo.

Discutiamo spesso con un familiare e, ogni volta, anziché cercare di controllare il malessere lo esasperiamo con scenate spossanti? Al solo vedere quella persona, potremmo abituare la mente a innescare una reazione di stress fortissimo che peggiora la situazione.

Ci impegniamo nel tempo ad arginare l’ira, a frenare l’aggressività, a ritrovare la calma? L’area cerebrale dell’autocontrollo potrebbe uscire rafforzata da tale situazione.

Insomma, è possibile paragonare un po’ grossolanamente le funzioni del cervello ai muscoli: l’allenamento può influire sulla loro efficienza.

Conoscere i rischi e le incredibili risorse della mente è il primo passo per imparare a dirigerla verso i nostri obiettivi, adottando i comportamenti opportuni. Da tale visione nasce questa rubrica: un viaggio nella psiche, per capire come azioni ed eventi esterni si riflettono sull’interiorità e vivere meglio. Un grazie ai lettori che vorranno seguirla!