Edoardo Ferragina_avvocato tributarista

L’evasione fiscale torna a crescere e supera i 100 mld di €

di EDOARDO FERRAGINA Avvocato tributarista – L’aumento del tax gap trainato dall’evasione dell’imposta sui redditi delle società.

L’evasione fiscale torna a crescere e nel 2022 il divario fiscale complessivo (il cosiddetto “tax gap”) ha superato la soglia dei 100 miliardi di euro. Tale dato, che rappresenta un serio segnale di allarme per il nostro sistema tributario, emerge dall’analisi del contenuto della relazione annuale sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva, predisposta dalla Commissione di tecnici istituita dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Dopo un quadriennio (2017-2021) caratterizzato da una significativa contrazione del fenomeno, attribuibile in larga parte a riforme strutturali orientate alla prevenzione e alla semplificazione, tale dato impone una riflessione approfondita non solo sulle cause, ma anche sulle strategie di contrasto adottate.

Il calo registrato fino al 2021 è stato notevole ed il tax gap è passato da 108,4 a 82,4 miliardi, soprattutto grazie ad interventi normativi mirati, tra cui l’obbligo di fatturazione elettronica (D.Lgs. n. 127/2015), l’introduzione dello “split payment” e della cedolare secca per le locazioni (D.Lgs. n. 23/2011).

Tali misure hanno dimostrato l’efficacia di un approccio che privilegia l’utilizzo della tecnologia per prevenire il fenomeno dell’evasione e l’incentivo fiscale anziché la mera repressione ex post, ma la recente recrudescenza del fenomeno suggerisce che l’effetto di queste riforme si sia attenuato e che un adeguamento degli strumenti di contrasto non sia più differibile.

Secondo la relazione, l’aumento del tax gap nel 2022 è trainato in particolare dall’evasione dell’IRES (imposta sui redditi delle società) e delle imposte che trovano origine nelle locazioni. In particolare, l’aumento del divarioIRES indica l’emergere di fenomeni di evasione fiscale più sofisticati a causa della crescente diffusione di pratiche di pianificazione fiscale aggressiva, che rappresentano una sfida significativa per l’attività di accertamento.

Com’è noto, da tempo, la risposta dell’ordinamento si articola su un duplice binario: da un canto, il potenziamento degli strumenti di prevenzione e compliance, e, dall’altro, l’affinamento delle tecniche di repressione e controllo.

Le linee guida dell’Agenzia delle Entrate (circolari nn. 19/E/2019; 16/E/2016; 4/E/2021) e le recenti riforme legislative confermano la priorità all’adempimento spontaneo (tax compliance). In particolare, la Legge delega per la riforma fiscale n. 111/2023 rappresenta un vero e proprio manifesto programmatico che delinea un sistema basato su fiducia e cooperazione, i cui principi cardine includono il potenziamento del regime di adempimento collaborativo, l’introduzione della possibilità di una “certificazione da parte di professionisti qualificati” dei sistemi di controllo del rischio fiscale (Tax Control Framework), e “nuove e più penetranti forme di contraddittorio preventivo ed endoprocedimentale”, volte a risolvere le contestazioni degli Uffici prima che sfocino in un contenzioso. A supporto delle attività del Fisco vi è la piena interoperabilità delle banche dati e l’uso di tecnologie di analisi avanzata (big data, machine learning), strumenti essenziali per realizzare interventi preventivi e per indirizzare l’attività di controllo verso i soggetti a più alto rischio fiscale, riducendo l’impatto sui contribuenti onesti.

Particolare attenzione è da sempre dedicata al contrasto delle frodi IVA, delle indebite compensazioni di crediti d’imposta e dell’utilizzo di dichiarazioni d’intento false, e viene inoltre sottolineata la necessità di indagare attentamente il ruolo dei professionisti che elaborano o commercializzano “modelli di evasione fiscale”, condotta che, com’è noto, integra una specifica circostanza aggravante (ai sensi dell’art. 13-bis del D.Lgs. n. 74/2000).

In conclusione, il ritorno del tax gap sopra i 100 miliardi di euro è la spia di un fenomeno giuridicamente complesso e in continua evoluzione. La sfida da affrontare resta quella di un sistema tributario più equo, in cui il contrasto all’evasione non si risolva solo una ricerca di gettito, ma rappresenti piuttosto la leva per la riduzione del carico fiscale sui contribuenti onesti che, da sempre, sono le vere vittime dell’evasione.