Conversazione con Giancarlo Del Monaco
CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli, COMMENTI E CULTURA, LIBRI E AUTORI, Recensioni libri

LIBRI – Conversazione con Giancarlo Del Monaco

Scarica gratuitamente: Aldo Belli “Conversazione con Giancarlo Del Monaco” – la lirica in Italia, un grande regista internazionale

Come annunciato, ecco l’eBook (che i nostri lettori possono scaricare gratuitamente, conservare e leggere) della lunga conversazione con il Maestro Giancarlo Del Monaco, che ringrazio anche qui per l’onore e l’attenzione che ha concesso al nostro giornale. Non voglio aggiungere altro. Mi limito a pubblicare il passaggio finale della mia appendice. Buona lettura.


L’esilio

Sono arrivato alla fine, e quindi all’esilio di Giancarlo Del Monaco, come avevo anticipato all’inizio di questa appendice. Per spiegarmi manterrò l’affetto per l’aggettivo ‘banale’.


La parola deriva dal francese banal, che significa anche ‘comune a tutto il villaggio’. Nella volgarizzazione quotidiana della lingua italiana è diventata una parola associata alla mancanza di originalità o di particolare interesse, qualcosa di ovvio e scontato nel suo significato. A ben vedere, la sovrapposizione dei due significati (la derivazione francese e l’italiano) mostra una non-opposizione dei contrari: comune a tutto il villaggio (quindi in positivo, voce che non esclude nessuno, fatto a conoscenza di tutti, assenza di segreti) e mancanza di originalità, scontato (quindi in negativo, inutile, espressione di saccenza, tempo perso nel ripetere ciò che già si sa). Significanti contrari, ma solo apparentemente: perché una cosa a conoscenza di tutti diventa scontata per il fatto che è nota, ma non per questo che non sia vera.

Che Giancarlo Del Monaco sia uno dei più grandi registi internazionali di teatro lirico sta scritto nella sua biografia, lo sanno tutti, sicuramente nell’ambiente del teatro, della lirica e della cultura musicale (comune al villaggio). E’, dunque, banale ripeterlo (scontato). Ma è vero. Per cui, se così è, mi sono chiesto banalmente: perché Giancarlo Del Monaco, a 77 anni, ha lavorato in tutto il mondo, ed è costretto all’esilio artistico dal suo, nostro, Paese.

Per invidia professionale? Per il brutto carattere (che non ho avuto modo di riscontrare)? Perché è un professionista che, oltre al suo verso creativo, appena assume una responsabilità vuole vedere le carte dei bilanci e fare le cose alla luce del sole? Perché non ha mai avuto appartenenze politiche (in Italia largamente determinanti)? Perché considera un valore la meritocrazia (in Italia mai andata molto di moda)? Altrimenti, significa che tutti i teatri stranieri che lo hanno scritturato come regista e come sovrintendente erano ciechi e sordi, ovvero si sono sbagliati prendendo un abbaglio.Da quanto ho capito durante la nostra conversazione, probabilmente sono domande alle quali neppure lui è in grado di rispondere.

La verità, però, rimane. E non riguarda solo il sentimento di amarezza privato di un regista, di un uomo tagliato in grande: riguarda la dignità morale e culturale di una nazione.
Un Paese che costringe le proprie energie intellettuali migliori e giovani ad emigrare e che non riconosce le esperienze del proprio patrimonio umano, annegato nell’indifferenza verso i meriti e rassegnato alla mediocrità, quale futuro potrà mai avere? Su quali fondamenta, che incessantemente la storia alimenta, questo Paese può sorreggere il palcoscenico del proprio presente.

Penso che Giancarlo Del Monaco incarni perfettamente lo spirito italiano della nostra epoca: la grandezza del genio italiano che prosegue e resiste, e al tempo stesso l’incoscienza, la mancanza di consapevolezza della ricchezza, di quanto l’Italia possiede.


QUESTA EDIZIONE è stata realizzata in formato .pdf per favorire una più diffusa agevole lettura (nei prossimi giorni l’eBook sarà disponibile in formato Apple e Kindle su tutti i canali internazionali on line di libri, e a seguire uscirà anche la versione in inglese). Per i Mac/Iphon/Ipad si consiglia la lettura con l’app (preinstallata) iBook – Per gli Android si consiglia di scaricare da Play Store l’app gratuita Adobe Acrobat.

Conversazione con Giancarlo Del Monaco