Giorgio Pini, neuropsichiatra
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LIBRI – Giorgio Pini: Bimbe rare, rarissime anzi uniche”

Giorgio Pini, neuropsichiatra infantile e psicologo, propone la propria testimonianza di medico e di studioso delle malattie rare

Giorgio Pini, classe 1950, nato nel cuore di Lucca in Piazza San Salvatore o Piazza della Misericordia. Neuropsichiatra infantile laureato a Pisa, quindi specializzato a Siena in Psicologia. Per molti anni medico ospedaliero, è stato primario del reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl Versilia (ora Asl Toscana Nord Ovest). Adesso è in pensione. Il lavoro del padre, ufficiale di Marina, l’ha portato in gioventù a conoscere l’Italia in quel modo particolare che offre solo il vivere in un luogo, dalla Sardegna al Friuli Venezia Giulia, Venezia dove si diplomò: anche questo, probabilmente, ha contribuito ad avere poi negli studi successivi la larghezza di esperienze umane che gli hanno consentito di vedere il mondo dei pazienti con lo spessore umano che dà al professionista una marcia in più.

La giornalista Elena Torre nel luglio scorso ha lo ha inserito nei ‘Consigli di lettura’ della Biblioteca Guglielmo Marconi di Viareggio: riproponiamo il video.

“Bimbe rare, rarissime anzi uniche” è il titolo del libro di Giorgio Pini uscito nel luglio scorso, propone la testimonianza di medico e di studioso delle malattie rare che colpiscono le bambine, patologie complesse e sovente improvvise nelle quali s’intrecciano gli effetti di alterazioni genetiche e i disturbi e comportamentali compromettendo la normale e fisiologica evoluzione dell’infanzia e dell’adolescenza.

Dice Michele Zappella (neuropsichiatra infantile, docente all’università di Siena e direttore scientifico della rivista Autismo e disturbi dello sviluppo, ha dato il nome a una variante della malattia di Rett): “Pini ha scelto una narrazione aperta a tutti, raccontando come la Versilia sia diventata un luogo importante in tutto il mondo per gli studi di neuropsichiatria e per l’approccio alle malattie rare. Con lui abbiamo lavorato assieme a Viareggio e a Siena, dove abbiamo trattato il caso di una bambina di cui si parla nel libro, che presentava sintomi differenti dall’autismo. Dopo avere scambiato opinioni con altri colleghi, in particolare una neuropsichiatra di Genova che ci aveva parlato della sindrome di Rett, abbiamo invitato a Siena il professor Rett in persona. Da lì è iniziato un percorso innovativo e dai risultati incoraggianti” (Carlo Gnetti, Intervista a Michele Zappella, sossanita.org).