Annie Ernaux
COMMENTI, FOCUS, LA PIETRA DI MINERVA - Giancarlo Altavilla, LIBRI E AUTORI, Recensioni libri

LIBRI – “La donna gelata” di Annie Ernoux

di GIANCARLO ALTAVILLA – Narra la sua quotidianità di bambina, di ragazza e di donna, narra la sua piccola storia e scrive quella di tutti.

Quante volte gli scrittori e gli studiosi si sono chiesti cosa sia la letteratura. Per alcuni, essa è svago, fantasia, metafora del mondo. Per altri, il narrare e il raccontare sono la voce del contesto storico, sociale e culturale in cui si formano. La buona letteratura deve rifuggire dal disimpegno politico, pensano alcuni critici; altri, invece, affermano che essa debba, tutto al contrario, offrire un sollievo alle fatiche del vivere, per distrarre, per incoraggiare, per elevare le miserie quotidiane fino a trasfigurarle in poetiche avventure. La letteratura è stile, eleganza e suggestione; parola scritta che diventa suono, emozione a sorpresa che si trasforma in pensiero e rimembranza.

Poi c’è Annie Ernoux. Annie Ernoux è una scrittrice francese, e i suoi libri sono scrigni di letteratura. Le sue opere rifuggono da qualunque possibilità di classificazione, perché sono la sintesi di tutte le cose. Non sono romanzi, non sono racconti; non sono saggi di storia, né di filosofia, non sono dissertazioni di cronaca o di sociologia; non sono memorie e non sono poesie. I libri di Annie Ernoux sono la sintesi di tutte le cose. Ella narra la sua vita, per esprimere l’umanesimo del suo tempo. Narra, di libro in libro, la sua quotidianità di bambina, di ragazza e di donna, e disegna il quadro di ciò che eravamo, di quel che siamo. Narra la sua piccola storia e scrive quella di tutti.

Il racconto della sua adolescenza è l’analisi della famiglia occidentale negli anni ’40 del secolo scorso: i ruoli genitoriali, la marginalità dei figli, la semplicità delle ambizioni e la inconsistenza dei mezzi. La sua educazione sentimentale è quella della borghesia prudente e lavoratrice del ‘900. I suoi sogni, le ambizioni, le lotte e le conquiste sono quelle del 68 francese e di quello di tutti gli altri giovani ribelli nel mondo. La libertà, l’autodeterminazione, la parità, il femminismo, l’amore: i grandi temi di sempre sono tutti magicamente narrati nei libri della Ernoux, che tuttavia parla d’altro. Ella racconta la sua vita, nella sua normalità. Nei suoi libri ci sono il padre e la madre, la fatica di lavorare e studiare, l’incertezza di cosa voler essere, la lotta tra l’ambizione di essere originale e la comodità di adeguarsi e omologarsi. E, non sullo sfondo, ma avviluppata al dipanarsi di una vita a piccoli passi, c’è sempre la storia di tutti, la società, la politica e l’avanguardia.

I libri della Annie Ernoux sono di quelli che devono essere letti tutti, con lentezza, perché non c’è una fine della storia da conoscere, ma un continuo e generoso manifestarsi di constatazioni e sorprese in ogni pagina, che ci consegnano una sensazione di vissuto, in bella copia. In questi giorni le librerie offrono il bellissimo libro La donna gelata, che la Ernoux scrisse alcuni anni fa. Un libro bellissimo, scritto con la sincerità dell’autobiografia e la forza della metafora sociale, della affinità culturale. Come gli altri, anche La donna gelata è un libro che deve essere maneggiato con cura, indugiando sulle pagine e le parole. Bella la scrittura asciutta ed elegante, sempre letteraria, mai ridondante, nella quale una punteggiatura originale segna il battere e levare di una prosa musicale. Frastorna la leggerezza e la pudicizia del racconto di vita, che a tinte leggere sostiene e scuote il greve tema della famiglia, del matrimonio e della affermazione di sé.

La letteratura è impegno e disimpegno, è gioco e denuncia, verità e finzione. La letteratura di Annie Ernoux è il sorprendente espandersi della vita di ognuno nelle complesse sfere della vita di tutti.