Tatjana Rojc "La figlia che vorrei avere"
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LIBRI – Tatjana Rojc “La figlia che vorrei avere”

Romanzo – Sanja, nata e cresciuta su una delle frontiere europee più calde tra Trieste e la Slovenia, un amore reale ed uno platonico

Tatjana Rojc è nata a Trieste nel 1961, critica letteraria e scrittrice, ha partecipato al Salone di Torino nel 2014 e nel 2015. È docente di lingua e letteratura slovena e collabora con diversi atenei. Dal 4 marzo 2018 è senatrice (Partito Democratico) e membro della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa.

“La figlia che vorrei avere” (edizioni La Nave di Teseo, 2017) narra la vicenda di Sanja, nata e cresciuta su una delle frontiere europee più calde tra Trieste e la Slovenia. La storia, attraversata da correnti invincibili e profonde, ha segnato la sua vita e e quella della sua famiglia. Sanja ha appena perso la zia Nora, un punto di riferimento fondamentale nelle sue radici matriarcali: lei era la figlia che avrebbe sempre voluto avere.

Il doloroso distacco porta Sanja ad indugiare tra i ricordi, ripercorre i passaggi più importanti della sua vita: la giovinezza, gli studi, la passione per il canto e le lettere, un matrimonio infelice e giovanissimo, un aborto segreto, e l’amore per due uomini più grandi e influenti.

L’amore reale è quello del secondo marito, Leone: un uomo saggio e comprensivo, ma anche estrememente geloso; quello platonico, invece, è per Boris: un intellettuale, un maestro dal quale Sanja ha tratto l’insegnamento più grande: la fiducia nella vita e nelle sue infinite possibilità di risollevarsi.

Con una scrittura elegante e lirica, in cui le descrizioni del paesaggio e delle riflessioni di Sanja si elevano a vera opera poetica. Questo è il primo romanzo scritto in italiano da una delle più fini autrici slovene, capace di coniugare l’intimità di un racconto personale ed emotivo con il grande affresco della Storia.