Cronaca della Versilia, Cronaca selezionata da Toscana Today, TEMPO DI ELEZIONI

L’inspiegabile felicità del commissario PD Franchi

il PD scende a Viareggio al minimo storico, e solo grazie al premio di maggioranza ottiene 3 consiglieri, come nel 2015

di Alberto C. Giampieri

Alessandro Franchi, il commissario inviato da Firenze per assumere pieni poteri nel Partito democratico viareggino, può essere soddisfatto. È saltato sul carro del vincitore e il Pd sarà ammesso alla spartizione di incarichi e prebende. Lo chiamano, quelli che parlano “bene”, spoil system.

Ma a quale prezzo? Vediamo un po’. A Viareggio il Pd, alle elezioni regionali, ha ottenuto il 27,3%: non moltissimo, ma quanto basta per mantenere il ruolo di primo partito davanti alla Lega, che segue a una manciata di voti. Attenzione: a Viareggio, come nel resto della provincia, il centrosinistra alle regionali  è stato comunque sconfitto, e questo vorrà pur dire qualcosa, ma Franchi è contento perché ha vinto la sfida per il sindaco.

Vediamo però cos’è accaduto alle comunali. I democratici, rappresentati da una lista messa insieme frettolosamente in seguito al brutale commissariamento del partito, si sono sottoposti a una clamorosa dieta dimagrante, precipitando nei consensi sotto il 10 per cento. Non crediamo che un risultato simile – a una sola cifra – sia mai stato registrato a Viareggio da quando esiste il Pd. E neppure ai tempi dei Ds, o del Pds. Ma Franchi è contento perché ha vinto. Sebbene vampirizzati dall’asso pigliatutto Del Ghingaro, grazie al premio di maggioranza (hanno o non hanno vinto, perbacco?) i democratici viareggini conquistano tre seggi nel nuovo consiglio comunale.

Quanti ne aveva il Pd nel 2015 quando il candidato sindaco Luca Poletti venne sconfitto (con il suo 16,9%)? Tre. Appunto. Ma Franchi è contento perché ha vinto. Chi sono i tre eletti? Persone degnissime, nessuna delle quali ha mai avuto in tasca la tessera del partito. Ma Franchi è contento perché ha vinto e  annuncia la “pulizia etnica” dei piddini che si sono messi di traverso, frenando le spinte lucchesi e fiorentine per l’alleanza con Del Ghingaro. Poco importa che l’abbraccio col sindaco professionista si stia rivelando come minimo soffocante.

In ogni caso l’unico che avrebbe il diritto di essere felice e soddisfatto è proprio lui, il riconfermato sindaco. È riuscito in un piccolo capolavoro politico, pompando voti non solo dal Pd, ma anche dallo schieramento di centrodestra. Chapeau, bravissimo. Ma Franchi è contento perché ha vinto. E chi si accontenta gode.