Giancarlo Pappalardo Fiumara
ARTE, ATTUALITA', FOCUS, IN ITALIA, LA CULTURA

L’Italia della cultura: la Chiesa del Convento di Giarre

Riapre alla città, dopo un secolo, la Chiesa del Convento di Giarre, finanziata da Gianfranco Pappalardo Fiumara e dal Mythos Opera Festival.

C’è un pezzo d’Italia che non si è arresa né alla pandemia né al declino culturale del Paese, dal nord al sud, e sovente solo grazie all’iniziativa volontaria. Di questi giorni è la notizia della riapertura, dopo quasi un secolo, del complesso monumentale della Chiesa del Convento di Giarre, nota anche come Chiesa delle Anime purganti dei Frati agostiniani scalzi di Valverde. La notizia nella notizia è la sponsorizzazione dell’evento: non di una grande azienda, ma da parte di un attore culturale del territorio: il Mythos Opera Festival e il suo alter ego: Gianfranco Pappalardo Fiumara, pianista e docente al Conservatorio di Palermo.

La Chiesa del Convento delle anime purganti dei frati Agostiniani Scalzi di Valverde è stata edificata a Giarre nella seconda metà del ‘700 ed è tra le più antiche della città. Gli Agostiniani giunsero a Giarre da Valverde nel 1730, su richiesta del Vescovo di Catania Andrea Riggio, per compiere la loro missione, ovvero la pietà per i defunti. Al suo interno, interrate, sorgono le cripte in cui venivano inumati ed imbalsamati i morti. Nel 1818 un terremoto danneggia la struttura. Nel 1858 la chiesa viene ampliata e restaurata grazie al contributo di 900 ducati del decurionato di Giarre. Al 1868 risale il verbale di cessione del Convento al municipio. Tra il 1915 ed il 1918 la chiesa accoglie un centinaio di profughi di Cismon del Grappa (Vicenza). Nel 1937 padre Catalano, vice parroco della Chiesa Madre di Giarre e rettore della Chiesa del Convento rimette in funzione la chiesa. Negli ultimi decenni la chiesa, chiusa al culto negli anni ’60, viene ripetutamente saccheggiata e vandalizzata. Nel 1979 padre Giuseppe Raciti avvia una ricognizione dell’edificio e delle sue suppellettili. Dal 2015 la Chiesa del Convento viene inserita tra i luoghi della memoria della Grande guerra in Sicilia. Il terremoto del 26 dicembre 2018 comporta nuovi danni con il crollo di alcuni costoloni.

Maestro Pappalardo Fiumara, cosa rappresenta questa chiesa?

E’ la più antica di questo comune ionico, fu fondata nel ‘700, è un pezzo artistico e affettivo della nostra terra.

Com’è nata questa idea?

Mythos Opera Festival è una realtà culturale ormai riconosciuta a livello nazionale, ma sempre sensibile alla propria terra. Personalmente, ho pensato che poteva essere un’occasione del mio attaccamento affettivo. Lo scorso dicembre, dopo aver visitato la chiesa con l’architetto Fiorenza abbiamo deciso di intervenire per la pulizia e la messa in sicurezza dei luoghi. L’ho fatto con molta gioia perché abbiamo restituito un bene storico alla comunità giarrese. Adesso ci stiamo impegnando affinché si possano realizzare interventi più cospicui.

Il prossimo passo?

Presenteremo un progetto di ristrutturazione, già predisposto dall’architetto Teresa Pidatella, alla Soprintendenza per essere finanziato dal Fec, Fondo per gli edifici di culto. Il progetto prevede, tra l’altro, il ripristino della facciata esterna e la ripavimentazione, ma adesso la chiesa può essere fruita in sicurezza per cerimonie ed eventi culturali. Non appena sarà possibile, Covid permettendo, ospiteremo l’Orchestra ed il Coro del Conservatorio di Palermo che in collaborazione con le corali del territorio offriranno un grande concerto”.

Lei finanziatore e insieme il contributo di volontari, quindi.

Proprio così. A dirigere i lavori è l’esperto in Beni culturali e restauro conservativo Nicolò Fiorenza, a titolo gratuito. L’impianto di illuminazione interno e i corpi illuminanti, che hanno reso ancora più suggestivi gli ambienti, sono stati donati da un’azienda del territorio. Nicolò Fiorenza dopo avere visto la chiesa così deturpata si è reso subito disponibile ed entusiasta dell’idea. Così siamo riusciti a restituire un bene alla città. La comunità locale ha dimostrato grande curiosità ed è sembrata davvero felice di riscoprire e di riappropriarsi di questo luogo.

L’architetto Fiorenza, per altro, si sta occupando anche delle opere d’arte.

Sì, tutte le opere d’arte di questa chiesa sono ben custodite all’interno del Duomo di Giarre. Quando riusciremo a completare gli interventi potremo rimetterle al loro posto. Nel corso degli interventi l’architetto Fiorenza ha fatto anche delle scoperte: sotto la pavimentazione, all’ingresso, è stato trovato, casualmente, grazie alla caduta di alcuni massi, un altro ambiente in cui riposano diversi corpi mummificati, i resti di quelli che erano i nostri avi giarresi.


Alla riapertura della Chiesa del Convento erano presenti anche il sindaco di Giarre Angelo D’Anna, il neo-assessore alla Cultura Ermelinda Nicotra, e l’arciprete della Chiesa Madre di Giarre Nino Russo. “Ho questa chiesa nel cuore da quando ero vice parroco a Giarre” ha detto padre Nino Russo”, l’ho vista via via spogliata nel corso degli anni e per me è stata una ferita nel cuore. Quando sono tornato da arciprete ho fatto fare un primo intervento di messa in sicurezza. Poi sono intervenuti questi amici, Gianfranco Pappalardo Fiumara e Nicolò Fiorenza, che avevano letto un articolo, e si sono detti disponibili ad avviare i primi interventi di pulitura e di messa in sicurezza. È il monumento più antico di Giarre con delle opere d’arte bellissime. Vogliamo che rimanga un luogo di culto. Faremo le celebrazioni liturgiche, ma vogliamo anche che diventi un centro di cultura come le antiche cattedrali medievali, un luogo di concerti e di manifestazioni culturali”.

(foto: Ufficio stampa Mytho Opera Festival – Maria Bella)