Celebrato a Livorno il trentesimo anniversario della tragedia del Moby Prince: il messaggio del sindaco Luca Salvetti
31 anni compiuti da poco, un bel lavoro dopo un percorso di studi da incorniciare, un marito e una figlia di 5 anni, una vita divisa tra due splendide regioni, la Toscana dove risiede e la Sardegna terra di origine dove vivono i suoi parenti. Una esistenza felice, piena di amore e di giorni bellissimi, una esistenza che la pandemia in atto prova a guastare senza però riuscirci perché il suo carattere è troppo solare. Un affetto sviscerato per la sorella più grande di 4 anni e un legame forte con mamma e papa’. La bella storia di una ragazza, Ilenia, una bella storia che purtroppo è solo frutto della mia immaginazione quando qualche giorno fa mi sono trovato a rivedere le immagini del video della famiglia Canu girato a bordo del Moby Prince pochi istanti prima dell’impatto con l’Agip Abruzzo. Ilenia è la bambina di appena un anno che insieme alla sorella e ai genitori sale a bordo gira per i saloni e poi entra nella cabina. Ilenia è la più piccola vittima del disastro, senza quel terribile evento adesso avrebbe appunto 31 anni e sarebbe stata la protagonista di quella bella storia che mi sono immaginato, come lei ci sarebbero state altre 139 persone che in questi 30 anni avrebbero fatto mille cose e vissuto storie uniche. Tutto questo è stato cancellato in una tragica e insopportabile sliding door imboccata la quale c’è stata la morte atroce di 140 persone, il dolore dei familiari e l’angoscia di un’intera città di un intero paese.
Questo anniversario non è uguale a tutti gli altri:
Non è uguale perché arriva dopo la scelta difficile da digerire della sentenza della sezione Civile del Tribunale di Firenze riguardo alla causa contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero della Difesa promossa dai familiari.
Non è uguale perché a distanza di 30 anni siamo ancora ad inseguire giustizia e verità, in mezzo a ricostruzioni approssimative o fantasiose che puntualmente escono nei giorni del ricordo
Non è uguale perché la Pandemia ci costringe ancora una volta a non potersi abbracciare e a non poter condividere emozioni e sensazioni nella maniera più naturale.
non è uguale per me e per tutti voi perché qui non c’è una persona come Loris Rispoli simbolo di un percorso straordinario di lotta ed impegno in questa vicenda maledetta di una strage che non ha nessun responsabile.
Loris in questo momento ci ascolta, con la sua tempra da combattente sta condividendo nel suo animo e nella sua mente le parole dette e le sensazioni provate in queste ore. A lui va un saluto affettuoso.
La giornata di oggi è molto intensa, ed è cominciata con il riconoscimento a chi ha salvato Alessio Bertrand è proseguita con la toccante cerimonia in Fortezza Nuova e la funzione religiosa presieduta dal Vescovo, con il passaggio dalla sala del consiglio comunale e andrà avanti con la lettura dei nomi delle vittime all’andana degli anelli la deposizione delle corone e le rose lanciate in mare per concludersi poi al teatro Goldoni dove prima del concerto con il requiem di Mozart procederemo alla consegna delle Livornina d’oro all’associazione 140, la massima onorificenza cittadina che abbiamo voluto consegnare nel 30 anniversario della tragedia. Un modo per dire ad alta voce e con passaggi estremamente significativi che tutti noi non abbiamo intenzione di dimenticare ne ora ne mai.

