di FORTESTOMACO – Tra i rumori, le promesse, le foto dei candidati con le loro belle facce, con quei sorrisi ammalianti e suadenti, nel culmine della campagna elettorale ecco a voi un po’ di malgoverno cittadino!
Cominciamo con un po’ di storia. Su una banchina del porto c’erano una volta venti box metallici che servivano ai pescatori come magazzini per le reti e altro materiale. La Capitaneria di Porto aveva rilasciato a ciascuno di loro la relativa concessione demaniale. I pescatori volevano migliorare quelle strutture e renderle più adeguate e confacenti alla loro attività a terra. Le normative per l’accesso ai finanziamenti erano però alquanto complesse e le singole imprese dei pescatori, anche se associate tra loro, avrebbero avuto notevoli difficoltà ad avviare la pratica. Lo sviluppo e il potenziamento dell’attività bussava però alle porte: si rendevano necessari magazzini moderni, con spazi più ampi sia per il deposito materiali e delle attrezzature, sia per consentire piccoli lavori di riparazione e una rudimentale attività di officina.
Nel lontano 1997 l’ingegner Alessandro Volpe, progettista incaricato dal Comune di Viareggio, un bel giorno convocò i pescatori a cui propose di sostituire quei box arrugginiti con dei veri e propri magazzini. I pescatori sorrisero soddisfatti! In cambio di questa operazione che avrebbe portato alla realizzazione delle nuove strutture in un numero superiore a 24, con adeguati servizi igienici e da consegnare gratuitamente, ai pescatori si chiedeva il consenso alla richiesta di voltura delle concessioni a favore del Comune. L’accordo fu stipulato e fu garantito un diritto di assegnazione a coloro che erano stati intestatari della vecchia concessione. Subito dopo si procedette allo sgombero dei vecchi box per iniziare i lavori che l’anno successivo, 1998, vennero ultimati consegnati ai singoli pescatori.
Questo è l’antefatto. Una storia passata di rapporti costruttivi e positivi tra l’Amministrazione Comunale e la categoria dei pescatori, con un dare e un avere equilibrato e coerentemente rispettato: interesse pubblico da una parte e riconoscimento di una funzione e di un lavoro da migliorare per una categoria, quella dei pescatori, ritenuta importante e da valorizzare e sostenere.
Ben altra altra storia è quella di 25 anni dopo quando la memoria è assai sbiadita. Nel dicembre del 2024 viene chiesto ai pescatori di sgombrare i magazzini al fine di poter effettuare lavori di manutenzione, laggiù nell’ area delle vele: viene comunemente chiamata così perché ciascun magazzino si fregia di una vela sul frontespizio. Nel mese successivo, gennaio 2025, lo sgombero è ultimato ed iniziano i lavori che riguardano una revisione dell’impianto elettrico, le chiusure dei magazzini, la sostituzione dei tetti, l’imbiancatura e la sistemazione delle vele.
Oggi, Maggio 2026 i lavori sono stati ultimati… ma… Le vele ristrutturate al primo colpo di vento forte si sono rotte, le porte sono state realizzate a chiusura con motore elettrico, senza aperture manuali però…. C’è sempre un ma e un però di mezzo: infatti ancora non è stato effettuato l’allaccio con Enel e quindi le porte sono a chiusura, come dire, per davvero stagna… Non si aprono.
E’ passato quasi un anno e mezzo e i poveri pescatori hanno dovuto lasciare, per tutto questo tempo, le reti e altre attrezzature sulla banchina all’acqua e al vento e tra poco arriverà il sole caldo dell’estate. La concessione dell’area che è affidata al Comune da un anno e mezzo non è così utilizzata e chissà quanto altro tempo occorrerà per arrivare all’inaugurazione. La campagna elettorale è costellata di inaugurazioni, ma questa alle Vele forse non rientra sicuramente tra quelle dei programmi elettorali. Tanto il peso elettorale della categoria è considerato pari allo zero! Qualcuno interverrà? La concessione in queste condizioni è a rischio revoca?
Ma poteva esserci solo questo? Certo che no! Infatti le colonnine di erogazione acqua e luce ci sono per figura, un po’ come le statue dei cocomeri o dei pomodori messe ogni tanto sulla passeggiata a mare: fanno le belle statuine!
L’acqua e la luce ? La corrente alle colonnine c’è, è gratis perché? L’energia elettrica doveva, infatti, essere a pagamento con carta: ma i display messi in orizzontale ed esposti ai raggi solari, dopo circa una settimana si sono bruciati, ustionati come succede al bagnante tedesco dall’incarnato bianco latte che si mette gnudo al sole allo zenit e ci sta parecchie ore. Display inutilizzabili al cento per cento! I bellissimi display son fermi, potranno funzionare mai? Per l’acqua la situazione è più semplice: l ‘acqua in banchina non c’è!
A quel punto i responsabili comunali e delle ditte, geni a tutto tondo, stabilivano che il controllo doveva passare attraverso un collegamento internet (cosi era previsto)… Però… però… Si sono scordati che mancava una linea telefonica e quindi, come ordinato dalla conseguenza logica, il relativo collegamento alle colonnine non esiste. Indi, per forza di causa maggiore, corrente gratis per tutti!
Non essendo praticabili i magazzini chiusi ermeticamente tutto il materiale che stava dentro e le merci varie continuano oltre l’anno e mezzo a stazionare sulla banchina. Ma in Comune (e forse, anche altrove) sono tranquilli: tanto gli incendi si attizzano solo sulle colline e pericoli al mare non ce ne sono! I pescatori devono pensare solo ad accalappiare qualche branzino, qualche orata, un po’ di seppie, due o tre cefali. ma pochi ghiozzi perché già ce ne stanno tantissimi! L’Amministrazione Comunale e il fior fiore delle professionalità dirigenziali sono tutti a servizio dei pescatori! Prima o poi si troverà una soluzione… Forse, una bacchetta magica tra gli straccali del mare!
La cura e l’interesse per i pescatori che, si sa, vivono nell’oro e c’hanno le tasche piene di euri tanto che se li seguite quando camminano potreste risolvere i vostri problemi di fine mese, è sistematica, senza sosta, senza risparmio. Ce so io er dirigente, ce so io l’assessore nun te preoccupà e… Uffa , come cantava Gigi Proietti, però nun me rompe er ca!
Visitando l’area sono sorti anche altri interrogativi che ad oggi non hanno risposta. Accanto alle Vele ci sono ulteriori magazzini assegnati dal Comune a ditte che nel corso degli anni hanno chiuso i battenti, o se ne sono andate. Dentro però ci sono altri inquilini. Ci chiediamo: ma hanno una autorizzazione? Un pezzo di carta scritto e sottoscritto da entrambi (gli inquilini e il Comune) tenuto conservato come una reliquia nei propri archivi, del formale ri-affidamento del magazzino? Qualche genio dirigenziale potrebbe intentare una risposta? Qualche pezzo grosso dell’Amministrazione Comunale potrebbe chiarirci o dirci che siamo erranti nell’errore e che tutto è a posto perché carta canta villan dorme?
Come alle sedute medianiche, noi, sulla banchina delle Vele, quelle spinte lontano o strappate dalla furia del libeccio o del maestrale, aspettiamo che lo spirito si manifesti. Certo si comprendono le difficoltà dell’amministrare, non sottovalutiamo le tante tagliole della burocrazia, ma almeno una volta, almeno una volta !non parlate come il Dott. Azzeccagarbugli e non ci rispondete che a saper ben maneggiare le gride nessuno è reo e nessuno innocente. Per favore, siate seri, non ridateci i capponi del Renzo Tramaglino, ma mettete a posto e ridateci i magazzini funzionanti con i relativi annessi e connessi…ma alla svelta!
PS: ben venga una smentita da chi di dovere, pronti a pubblicarla ad ogni ora.
