Laura Bassi
COMMENTI, FOCUS, IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli

L’omaggio di Google a Laura Bassi

di BEATRICE BARDELLI – La notizia è apparsa ieri nel primo pomeriggio sul sito di Google a firma di Kyle Bradshaw.

Venerdì, per la prima volta nella sua storia, Google ha dedicato il suo Doodle giornaliero ad una grande figura di donna: Laura Bassi. La notizia è apparsa ieri nel primo pomeriggio sul sito di Google a firma di Kyle Bradshaw con queste parole: “Google is replacing their homepage logo with a Doodle honoring Italian physicist Laura Bassi, the first woman to obtain a doctorate in science” (“Google ha aggiornato il logo della sua pagina con un Doodle che rende onore alla fisica italiana Laura Bassi, la prima donna ad avere ottenuto una laurea in scienze”).

Laura Bassi, nata a Bologna, allora territorio dello Stato Pontificio, il 29 ottobre 1711, è stata una fisica ed accademica italiana. Proprio in questo giorno, il 17 aprile 1732, non ancora ventenne, nel Palazzo Pubblico di Bologna,  aveva discusso davanti ad un pubblico di professori e religiosi le 49 tesi della disputa De universa re philosophica. Il suo eloquio era stato talmente brillante che, poco dopo, il 12 maggio, le fu conferita la laurea in filosofia su decisione del Senato Accademico e grazie al sostegno del cardinale Prospero Lambertini, il futuro papa Benedetto XIV. “Quell’avvenimento, di portata storica, fu talmente straordinario che per più giorni in città si susseguirono festeggiamenti in onore della neo dottoressa alla quale fu in seguito assegnata una cattedra universitaria in filosofia”, si legge sul sito della Enciclopedia delle donne alla voce Laura Bassi Laura Bassi, tuttavia, non era stata la prima donna a laurearsi all’Università di Bologna, l’antica “Alma Mater Studiorum”, fondata nel 1088 e considerata la più antica del mondo occidentale.

L’Università di Bologna

La data della sua fondazione era stata fissata nel 1888 da una commissione presieduta da Giosuè Carducci quando teneva all’Università di Bologna la cattedra di Eloquenza italiana che in seguito verrà chiamata Letteratura italiana. La commissione aveva, infatti, accolto le ipotesi di alcuni storici che avevano individuato in Irnerio, morto presumibilmente dopo il 1125, come il fondatore dell’Ateneo Felsineo nonostante i primi statuti universitari risalgano al 1317. In quella  prestigiosa Alma Mater Studiorum,  ben 500 anni prima di Laura Bassi, si era laureata ed era stata docente di giurisprudenza un’altra straordinaria intellettuale bolognese, Bettisia Gozzadini (1209 – 1261), considerata la prima donna al mondo titolare di un insegnamento universitario. Anche se non fu la prima donna in assoluto ad ottenere in Italia la laurea in filosofia in quanto, prima di lei, nel 1678, l’aveva ottenuta all’Università di Padova la veneziana Lucrezia Corner Piscopia, tuttavia Laura Bassi non si limitò a svolgere la libera docenza in Filosofia. La sua grande perspicacia e la sua eccezionale intelligenza la portò a discutere di lì a poco, il 27 giugno del 1732, una tesi di Filosofia naturale (“Sull’acqua come corpo e come parti di altri corpi”) come si chiamava allora quella che oggi è denominata Scienza naturale. E sempre in quell’anno, il 29 ottobre, ricevette dal Senato dell’Ateneo bolognese la cattedra onoraria di filosofia con uno stipendio di 500 lire.

Ma…per la storia delle Donne c’è sempre un “ma”

Appunto perché donna, come si diceva allora “causa sexus”, Laura Bassi poté insegnare solo in speciali occasioni, su permesso dei superiori, e durante le visite di principi e alti prelati. Celebre divenne la sua prima lezione nel teatro anatomico dell’Archiginnasio di Bologna del 17 dicembre 1732. Tuttavia i suoi interessi non avevano limiti, la sua fame di conoscenza e di ricerca senza tregua la portarono ad occuparsi tra l’altro di logica, algebra, geometria, metafisica, sui testi originali, dal momento che conosceva molto bene il greco ed il latino oltre che il francese. Come si legge sempre nella Enciclopedia delle donne, la sua intensa attività accademica le permise di contattare alcuni tra i più importanti studiosi dell’epoca come Voltaire ed il giovane Alessandro Volta e di ricevere attestati di stima da parte di filosofi e di ricercatori sia italiani che stranieri. Tra i suoi studenti, molti diventeranno famosi, tra questi Lazzaro Spallanzani, tra l’altro suo cugino, considerato il “padre scientifico” della fecondazione artificiale.

Una donna eccezionale

Laura Bassi rappresentò allora ma rappresenta bene ancora oggi una vera eccezione. Consapevole delle sue capacità, e dei suoi “diritti” ante litteram come donna di sapere, accettò di sposarsi, nel 1738, a 27 anni, con Giuseppe Veratti, medico e lettore di Fisica particolare all’Università bolognese, solo dopo che questi le aveva promesso che non avrebbe mai ostacolato le sue ricerche e la sua ardente attività di studiosa. Da donna eccezionale quale era accettò, con passione, anche le sue otto maternità e, con dolore, la perdita di tre dei suoi otto figli. Persino papa Benedetto XIV, che l’aveva sostenuta ai suoi esordi, volle conferirle una onorificenza davvero storica. Non solo il papa volle nominarla nel 1745 “accademica benedettina” con una pensione di 100 lire l’anno ma per permetterle questo dovette istituire per lei un 25simo posto all’interno dell’Accademia stessa. Anticipando di poco più di un secolo la straordinaria storia dei coniugi Pierre e Marie Curie, nel 1749, Laura, insieme al marito, allestì nella propria casa un laboratorio per tenere corsi di fisica sperimentale aperti agli studenti universitari dal momento che non esistevano corsi simili all’interno dell’ateneo. Per questi motivi, il Senato accademico decise di riconoscerne la pubblica utilità e di assegnare a Laura Bassi uno stipendio davvero alto per quei tempi, 1000 lire l’anno. Fu solo a partire dal 1776, ben 27 anni dopo i suoi primi corsi “casalinghi”, che Laura poté cominciare ad insegnare Fisica sperimentale agli studenti del Collegio Montalto di Bologna.

Gli studi e le ricerche

Riassumendo dall’Enciclopedia delle donne. A Laura Bassi si devono importanti approfondimenti e contributi alla diffusione della Fisica newtoniana e della Fisica non aristotelica sempre  sostenuti dall’evidenza sperimentale. Laura fu in grado di utilizzare il calcolo differenziale per lo studio del moto di sistemi a più corpi, studiò il moto dei fluidi e l’elettricità e, mediante una serie di esperimenti relativi al comportamento dell’aria a varie condizioni di pressione e volume, arrivò a provare che nelle giornate molto umide la legge di Boyle perdeva molta della sua precisione, cosa che invece non accadeva nelle giornate a bassa umidità. Per quanto riguarda i fenomeni elettrici, specie quelli riconducibili all’elettrologia, i suoi studi, che si possono collocare nello stesso periodo di quelli svolti da Benjamin Franklin,  traevano origine dall’osservazione di una particolare proprietà delle cariche elettriche (e del campo elettrico) che tendono a concentrarsi nei punti di maggior curvatura degli oggetti, dunque sulle punte. Congetturò anche l’esistenza d’una relazione diretta tra il campo elettrico e il campo magnetico, sulla base di studi teorici, e scoprì le proprietà elettriche del vetro e, in collaborazione con il marito, svolse attività sperimentali relative allo studio delle proprietà della polvere da sparo.

La morte e la memoria

Laura Bassi si spense a Bologna a 67 anni, il 20 febbraio 1778, e fu sepolta nella chiesa del Corpus Domini. Nel 1891, una Dichiarazione Ministeriale, conseguente ad un Regio Decreto, intitolò la Scuola Normale Superiore Femminile di Bologna a Laura Bassi, prima donna laureata nello Studio bolognese, eminente figura di scienziata e di intellettuale dell’Europa dei Lumi. Oggi, a Bologna, è stato intitolato a Laura Bassi l’attuale Liceo che prevede quatto possibili indirizzi: Linguistico, Musicale, Delle Scienze Umane ed Economico Sociale e persino una cittadina in provincia di Napoli, Sant’Antimo, le ha intitolato un Liceo statale con diversi indirizzi di studio (scientifico, linguistico, delle scienze applicate e delle scienze umane). In Italia, nel 2019 è stato dato il suo nome alla prima nave italiana rompighiaccio per ricerche oceanografiche. In Europa,  in Austria le sono stati dedicati il Quality Engineering Centre of Expertise presso l’Università di Innsbruck e il Centre of Visual Analytics Science and Technology presso l’Università Tecnica di Vienna. Ma la fama del suo nome ha raggiunto persino la nostra galassia: a lei sono stati dedicati sia un cratere sul pianeta Venere che un asteroide della fascia principale del sistema solare scoperto nel 1991 e denominato “15742 Laurabassi”.