TACCUINO - di Antonio Carollo

Lontananze di orizzonti

Sole, aria di mare, luce, iodio, sodio, acqua. Cammina, respira, respira profondamente, sul bagnasciuga, piccolo essere vivente chiamato uomo. E’ una forma di egoismo? C’è l’egoismo buono e quello sgradevole o cattivo?

Le onde arrivano baldanzose, spumeggianti; frenano per l’attrito sull’alto fondale, si placano, spandendosi dolcemente sull’ampia levigata lucente battima (che è più larga di certe spiagge che conosco, cementificate fin quasi all’acqua).

Bianche onde dall’aspetto apparentemente minaccioso ma generose , utili: portano nuova sabbia, oltre a degli inevitabili detriti; ogni anno la spiaggia, di qualche centimetro, avanza verso il mare. Gli stabilimenti balneari, sono molto distanti, così pure la città. E’ l’effetto, sembra, dell’azione di un mare ricco di acque alluvionali provenienti dal Serchio e dall’Arno.

E’ il medesimo fenomeno, in scala minore, che ha costretto la città di Pisa ad arretrare, rispetto al mare, di oltre una decina di chilometri. Sto leggendo la straordinaria storia della gloriosa Repubblica Marinara di Pisa, il suo porto, sempre a Bocca d’Arno, era alla sua periferia (secoli XI-XIV).

Ma insomma, se quest’uomo, come una specie di nero fantasma, si aggira per queste sabbie, e guarda, guarda, un po’ stordito, verso le lontananze degli orizzonti, alla ricerca, chissà?, di un infinitesimo di infinito?, come vogliamo giudicarlo per il suo inconsapevole (o consapevole) egoismo?