Campo di Marte, Lucca

LUCCA – Campo di Marte, folgorati sulla via di Damasco

di PAOLO PESCUCCI – Campo di Marte, Inaugurato il nuovo reparto Covid nel padiglione che Tambellini e Regione volevano distruggere e svendere

Con i soliti ritardi, in gran pompa, presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, assessori e consiglieri regionali, sindaco e dirigenti vari, il 29 dicembre si è inaugurato il nuovo reparto Covid da 150 letti presso il padiglione ex- chirurgico del Campo di Marte di Lucca: lo stesso che, quando volevano svendere il Campo di Marte, era considerato da abbattere e ricostruire, e adesso miracolosamente tornato sano, adesso miracolosamente ha l’agibilità sismica.

Doveva essere inaugurato il 15 dicembre, ma sono passate altre due settimane. Se avessero deciso di farlo a febbraio sarebbe stato pronto ad aprile, se avessero deciso durante l’estate delle cicale sarebbe stato pronto a settembre, ma anche se avessero deciso a settembre appena eletto il Giani, sarebbe stato pronto a novembre.

Forse se questa tribolata Toscana avesse avuto per tempo un adeguato numero di posti letto e personale avrebbe potuto evitare certe inspiegabili zone rosse; ancor meglio, se negli anni delle precedenti le giunte regionali avessero evitato di ridurre i letti ed il personale sanitario a livelli così bassi, forse si sarebbero avuti meno morti e meno danni all’economia. All’inaugurazione è mancato una grande cartello da dedicare ai cittadini della piana di Lucca, con scritto “CHIEDIAMO SCUSA”.

Quello che sta succedendo al Campo di Marte, ma anche in altre parti della toscana, è il fallimento evidente di anni ed anni di politica sanitaria regionale. I 150 letti uniti ai 50 riattivati in primavera, sono il segno evidente che il San Luca è troppo piccolo, è un ospedale costruito su calcoli sballati, su ipotesi fantasiose cui sono complici molti dei politici lucchesi che a suo tempo si sarebbero dovuti opporre a quello scempio.

Adesso lo stesso Giani ha detto: “In prospettiva, quando l’emergenza sarà passata, a Lucca si sta parlando del rapporto con il territorio e con ospedali destinati alla cura intermedia, quindi di lunga degenza”. Quello della lunga degenza e delle cure intermedie sono proprio i temi che i comitati sanità, le forze politiche di opposizione, hanno battuto e ribattuto. Adesso son tornati di moda anche nella maggioranza.

Ora anche Tambellini dice: “I posti letto all’ospedale Campo di Marte servono per il Covid, perché siamo ancora in piena emergenza. Una volta superata questa fase bisogna pensare alla continuità di questi spazi per il loro uso, sono spazi nuovi che possono diventare momenti importanti integrati nell’ambito della medicina territoriale, secondo anche le direttive che provengono dall’Europa, ovvero dalla consapevolezza più alta che si ha della sanità pubblica”. Belle ed auliche parole che però stonano con le parole sul Campo di Marte pronunciate pochi mesi fa. Poi non sono spazi nuovi, ma spazi che c’erano: e che certa politica aveva chiuso e voleva distruggere.

Rimane un particolare che non abbiamo sentito nei discorsi inaugurali, ma che domandiamo pubblicamente: nel nuovo reparto quanti medici, quanti infermieri e con quali contratti sono stati assunti? Perché spendere due milioni di euro per riattivare quei letti e poi tenerli senza personale sarebbe un ulteriore incongruenza. Speriamo in una esauriente risposta.

Sarà interessante capire quale è il progetto sul futuro del Campo di Marte, che dovrà tornare ad essere il centro della sanità lucchese. Forse, gli esperti regionali si potrebbero abbassare a sentire anche i progetti che da tempo i comitati sanità e le forze di opposizione in vari consigli comunali avevano proposto, ricevendo a quei tempi sprezzanti dinieghi.