La Manifattura, Lucca
LUCCA - di Paolo Pescucci

LUCCA. I Comitati: Tambellini e Bertocchini si dimettano

di PAOLO PESCUCCI – Un folto gruppo di associazioni, comitati, sindacati, ha tenuto una conferenza stampa sul project della Manifattura Sud.

Sabato,17 Aprile un folto gruppo di associazioni, comitati, sindacati ha tenuto una conferenza stampa durante la quale è stato consegnato un promemoria che chiede, in relazione al project sui parcheggi già esistenti nella zona della Manifattura Sud, un processo partecipativo ed auspica le dimissioni di Tambellini e Bertocchini. Questo il testo del promemoria. Questi i partecipanti alla conferenza stampa: Legambiente Lucca, Rete territoriale dei comitati, Unitiperlamanifattura, Salviamo la Manifattura, Italia Nostra sez.ne Lucca, Comitato per S.Concordio, Comitato assi viari, Comitato vivere il centro storico, Area Programmatica minoranza, Cgil sindacatoaltracosacgil, Comitato sanità. (Paolo Pescucci)


Promemoria per conferenza stampa del 17 aprile 2021

Riconfermiamo quindi il nostro no alla privatizzazione della Manifattura e alla sua derubricazione a puro contenitore di funzioni di cui Lucca non ha alcun bisogno e che anzi colpirebbero al cuore la sua identità e le sue caratteristiche producendo un danno economico, sociale e ambientale per chi ci lavora e per chi ci vive. Occorre una visione strategica d’insieme per un futuro equo ed ecologico in cui collocare un bene storico così importante come la ex Manifattura, da valorizzare e riqualificare, in primo luogo con fondi pubblici, oggi disponibili, in funzione dei bisogni culturali, sociali ed ecologici della città.

Gli ultimi fatti

La denuncia da parte dell’opposizione in Consiglio Comunale della scoperta di un progetto Coima protocollato il primo marzo, mai smentito dai proponenti, mai reso pubblico dalla Giunta Comunale, che prevederebbe tra l’altro una catena di negozi per circa 4000 metri quadri, un super appartamento, ed un collegamento con le Mura, riconferma l’assoluta mancanza di trasparenza di tutta l’operazione e il carattere di speculazione immobiliare del progetto Coima. La condizione perché tutto ciò possa avvenire è la privatizzazione e la vendita della Manifattura. Noi non possiamo chiedere le dimissioni del Sindaco ma se le desse sarebbero auspicabili. Così come sarebbe plausibile che i soci della Fondazione chiedessero le dimissioni del Presidente o quanto meno un’assemblea straordinaria in cui fare piena luce su questa operazione così anomala e opaca, verificare se rientra nella mission della Fondazione stessa e se è corretta o meno da ogni punto di vista.

Assenza di trasparenza

La giunta comunale per correggere errori macroscopici di tipo tecnico amministrativo e soprattutto per evitare l’accusa di danno erariale evidente nelle prime proposte ha cambiato ulteriormente il progetto Coima e ha suggerito alla società milanese la quarta proposta, in modo anomalo, ambiguo e del tutto inusuale, con dei lati ancora oscuri e incerti dal punto di vista delle normative. Ambiguo e opaco resta il ruolo della Fondazione, soggetto privato che viene presentato, in modo non corrispondente al vero, come una sorta di filiale dell’amministrazione comunale.

Arroganza del potere

Di fronte alle richieste di informazioni e alle specifiche contestazioni che venivano mosse al progetto da un vasto e trasversale schieramento sociale, politico, culturale, le forze politiche del governo cittadino hanno saputo solo offendere, e sbeffeggiare, dimostrando una mancanza di cultura politica e di visione strategica, cementificando, privatizzando, costruendo momenti di finta partecipazione sulle scelte urbanistiche. Va sottolineato inoltre come questo progetto non facesse parte del programma elettorale di Tambellini e come sarebbe arrogante imporre ora, con un puro atto autoritario, una scelta così importante destinata a incidere sul tessuto urbano per i prossimi decenni.

La partecipazione

Alla richiesta da noi presentata il Sindaco non ha mai risposto né in modo informale né formale. Noi pretendiamo una risposta ufficiale. In considerazione dell’art.3 della nostra Costituzione e della legge regionale 46/2013 riteniamo l’attivazione del processo partecipativo sulle scelte dell’amministrazione comunale uno strumento imprescindibile per separare una concezione e una prassi veramente democratica da una sostanzialmente oligarchica. Per questi motivi, in accordo con l’Autorità indipendente della regione Toscana e in concorso con un suo funzionario sarà realizzato a breve un progetto di percorso partecipativo sulla Manifattura, corredato da un numero di firme previsto dalla normativa, di cittadini lucchesi entro il 31 maggio. La partecipazione non può essere negata. Noi chiediamo quindi che l’Amministrazione comunale respinga il progetto Coima, anche nella sua quarta edizione, ormai divenuto impresentabile, e si avvii il percorso partecipativo aperto all’ascolto, al confronto e all’approfondimento di soluzioni alternative da parte dei soggetti economici, sociali, ambientali e di tutti i cittadini.