Massimiliano Bindocci, 5Stelle Lucca
ATTUALITA', FOCUS, IN TOSCANA

Lucca in mano a una Fondazione bancaria

di MASSIMILIANO BINDOCCI (Movimento 5 Stelle) – Mancanza di trasparenza, ruoli impropri privati e pubblici, la politica inquinata.

di Massimo Bindocci

Riceviamo e pubblichiamo, dal capogruppo in Consiglio Comunale di Lucca del Movimento 5 Stelle.


La vicenda della riqualificazione della manifattura sta evidenziando alcuni tipici malcostumi della società nostrana. La poca trasparenza, il comportamento improprio di alcune realtà è la poca lungimiranza della politica che inizia la campagna elettorale un anno prima.

La poca trasparenza della gestione è evidente, perché solo dopo quasi un anno si è appreso degli enormi spazi commerciali, tutto il resto è fuffa. Orbene, in nome della trasparenza non si è capito ancora molto, se non che tra omissioni, dichiarazioni, provocazioni, ci sarà una zona commerciale ed una serie di appartamenti, di cui uno mega lussuoso, e che la passerella dalla manifattura alle mura ci sarà. Altro che vincoli!. Parcheggi? Poco o niente, ma a caro prezzo per i cittadini e la città. Inoltre, calerà una grande realtà internazionale con zero investimenti e, a suo dire, pochi guadagni certi. Cui prodest?


I ruoli impropri. Una fondazione (la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca) che propone, e che siccome ha le risorse, dispone. Una Amministrazione Comunale che corregge – richiamata dalle opposizioni – la punteggiatura. Questo ruolo della Fondazione è a mio avviso improprio: dovrebbe sostenere le proposte meritevoli della città e del Comune, non vincolare il sostegno alle opere che decide lei.

Ovviamente il grosso cantiere sarà gestito, probabilmente, senza appalti pubblici in quanto la Fondazione è un soggetto privato.

Altro ruolo, anomalo quello di Confcommercio che accetta tutto questo, benché si vada a penalizzare i commercianti presenti, e non ci siano ad oggi garanzie alcune. Confcommercio già sorprese quando avvenne il raddoppio del suolo pubblico senza quasi batter ciglio, adesso dice poco sulla manifattura. La gestione Pasquini – un presidente non commerciante bensì funzionario è un sintomo evidente di un cambio di prospettiva – sta diventando quella di un soggetto politico della città e non quello di un soggetto portatore legittimo di interessi degli esercenti. La sensazione inoltre, parlando con chi frequenta l’associazione, è che siano poi sempre i soliti ad egemonizzare la linea a Lucca.

Voglio anche esprimere solidarietà a tutti i ristoratori, ai gestori di bar, alberghi, alcuni dei quali stanno organizzando in questi giorni dei pullman per andare a Roma e fare manifestazioni. Hanno diritto a ristori adeguati e tempestivi, ad aperture veloci nel rispetto dei protocolli.

Una visione complessiva non c’è. In Consiglio Comunale siamo davvero pochi a pensare al bene pubblico, alla fruibilità della città, alla qualità della vita e ad una città per l’uomo. E cominciata, invece, la campagna elettorale. Non c’è stato ad oggi nessun processo partecipativo, si intende superare i vincoli preesistenti, e non si vuole considerare, per lo meno pubblicamente, che su altri spazi ci sono cose da fare (si pensi al Carmine e anche a vicolo San Carlo, se non alla Cavallerizza e Pulia). Si devono coinvolgere, le professioni, gli artigiani, le imprese, le famiglie. Occorre progettare. Invece, solo posizioni precostituite con chi pensa al prossimo giro di giostra.

Ad ognuno il suo mestiere. Gli esercenti hanno bisogno di essere rappresentati e difesi, anche quelli meno simpatici, anche quelli fuori dal centro storico. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca sostenga secondo statuto le proposte della città e non viceversa. L’Amministrazione Comunale apra alla partecipazione e coinvolga la città sulle scelte strategiche. Mentre la politica locale deve recuperare una visione prospettica nell’interesse generale. E soprattutto non si cominci la campagna elettorale un anno prima, usando la città come campo di battaglia.