Lucca, copertura dei canali
FOCUS, LUCCA - di Paolo Pescucci

LUCCA – La sicurezza della copertura di canali e fossi

di PAOLO PESCUCCI – Il cedimento spontaneo della copertura del canale demaniale Penitese sotto la pista ciclabile in viale S. Concordio.

Nei giorni passati è avvenuto un cedimento spontaneo della copertura del canale demaniale Penitese sotto la pista ciclabile in viale S. Concordio. Un episodio che per fortuna non ha provocato vittime, ma solo perché in quel momento sulla ciclabile non passava nessuno., ma dalle foto è facile vedere che sarebbe potuto andare assai peggio, il fatto che adesso centinaia di metri di pista ciclabile siano recintati ci dice in quale situazione di pericolo i cittadini siano stati per mesi, se non anni.

Partendo da questo gravissimo episodio e da altro simile che si era verificato sul fosso Benassai in via Guidiccioni vorremmo riflettere su un pericolo diffuso nel territorio del comune di Lucca.

Il territorio lucchese è caratterizzato da una ricca rete dei fossi e canali; patrimonio che i nostri avi hanno costruito nei secoli, che era un vanto dell’agricoltura lucchese e che le amministrazioni comunali hanno sperperato in pochi decenni in nome del dio cemento. Un cemento che si riteneva indistruttibile, con cui si cementavano gli alvei e si tombavano i canali, brutta parola quella di tombare, dà l’idea di qualcosa che si chiude per sempre. Ma non è per sempre, i ferri del cemento armato possono degradarsi, specie se non fosse stato eseguito a regola d’arte, quindi le coperture vanno verificate e restaurate, specie quando vi passa sopra la gente o peggio il traffico.

Il Comune di Lucca, il consorzio di Bonifica hanno un programma di verifica della copertura di canali e fossi o aspettano i crolli per intervenire in emergenza? Con sorpresa sentiamo assessori comunali dire che non c’era stato nessun preavviso, domanda si sono fatti i controlli? Se non controlli non c’è nemmeno il preavviso.

Cerchiamo di essere positivi, cerchiamo di trovare una soluzione a questa situazione di incertezza, di pericolo che si è venuta a creare nel tempo. I fossi e canali tombati sono molti, si va da corso Garibaldi in pieno centro a decine di strade della periferia allargate tombando i canali esistenti. Questo oltretutto provoca spesso allagamenti perché i canali tombati non riescono ad avere le portate precedenti. Quindi gli uffici tecnici si mettano di buona lena a studiare l’opportunità di mantenere tutte queste tombature e procedano ad un’attenta verifica delle coperture, spesso realizzate con esili lastre, come si vede dalle foto allegate relative al recente crollo.

Certo ci vogliono i soldi, ma un comune che spende decine di milioni di euro in progetti contestati dalla popolazione come la mega pensilina al porto della Formica o le immaginifiche padelle del parco della montagnola può rinunciare e spendere i soldi in cose più urgenti ed utili per la sicurezza di tutti i cittadini come un’attenta risistemazione idraulica del territorio e dei suoi canali.

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