di PAOLO PESCUCCI -L’assalto delle motoseghe e quello dei politici che mandano le motoseghe che si atteggiano a sostenitori di Greta
Tutto è cominciato con l’abbattimento dei cedri a San Concordio, abbattimento per il quale è stato ufficialmente chiesto di vedere la relazione del tecnico che ne attestava la necessità, ma a quanto sappiamo dopo mesi non è ancora stata data una risposta al consigliere comunale Bindocci che l’ha ufficialmente chiesta. Però si sono allontanate con la forza le persone che si opponevano all’abbattimento.
Ormai da qualche mese a Lucca si parla di alberi.
La gente pare essersi improvvisamente accorta che pian piano un albero qui quattro o cinque là, decine di vecchi alberi, decine di testimoni del tempo, decine di curatori della qualità dell’aria, sono stati abbattuti. Qualche voce dice sia accaduto per favorire l’avvento del 5G ostacolato nella sua propagazione dalle fronde degli alberi: sarà vero? Quello che è certo è che le piante in ambiente urbano se non curate, se potate in modo indiscriminato dalle motoseghe, soffrono e si ammalano. Potature dirette da chi? Da agronomi, arboricoltori o da tecnici dalle qualifiche altisonanti, ma che della cura degli alberi sanno ben poco?
Dopo le proteste, dopo l’entrata in vigore delle linee guida del Ministero dell’Ambiente sull’abbattimento di alberi, giusto i primi di luglio, anche in Comune hanno cominciato a chiamare il tecnico agronomo che ne sanciva la condanna a morte, d’altra parte se firma per non abbattere la responsabilità cade su di lui. Ma possono bastare le relazioni di tecnici esterni chiamati a consulto quando ormai c’è ben poco da fare? Non sarebbe opportuno che un Comune come Lucca si dotasse di un Tavolo del Verde, dove siano chiamate persone qualificate a redigere un ben ragionato piano comunale e soprattutto di uno o più agronomi, con lo specifico compito di curare negli anni la salute degli alberi?
Capisco che il sindaco è responsabile se un albero su suolo pubblico cade e danneggia, ma allora ancor più si curi il benessere gli alberi quando sono sani, non si aspetti ad intervenire quando è tardi.
Adesso, complice probabilmente l’interesse dei cittadini sul tema, appaiono piani comunali per piantare qualche migliaio di alberi, la sempre presente Fondazione CrL finanzia una neonata associazione privata per piantare 3.000 alberi: bene, benissimo. Ma se si tenesse presente che per ogni albero adulto abbattuto occorre ripiantarne fino a 25, saremmo meno contenti. Se poi si sapesse che il Comune è tenuto per legge a piantare un albero per ogni nuovo nato e dare al genitore il tipo e la localizzazione dell’albero piantato, ci potremmo domandare quanti alberi ha fatto piantare il sindaco nei suoi oltre 7 anni di mandato: solo per questo, ci dovrebbero essere circa 4.500 nuovi alberi. Quanti neo genitori hanno ricevuto il certificato con indicato il tipo e dove ubicata la pianta associata a loro figlio?
Il sindaco poi, tenuto a redigere il bilancio arboreo: potrebbero i cittadini sapere in quale parte della sua pagina web il Comune di Lucca lo rende visibile?
Infine, già ad agosto del 2019 al Comune di Lucca è stata depositata una mozione che considerato l’inquinamento dell’aria nella piana di Lucca, l’alta attività depurativa delle piante, chiede di piantare almeno 1.000 piante all’anno in modo continuativo, insieme a tanto altro come il Piano Urbanistico del Verde e il rispetto della legge sui nuovi nati: ma detta mozione non ci si è degnati nemmeno di portarla in discussione. Però si atteggiano ad improvvisati amanti del verde.
Quindi, doppio assalto sugli alberi: quello delle motoseghe assassine, e quello dei politici che mandano le motoseghe ma che poi si atteggiano a neo-verdi, da sostenitori di Greta e delle sue battaglie.
Paolo Pescucci è nato a San Gimignano, Biologo Nutrizionista. Esperto di informatica. Ha lavorato in aziende farmaceutiche italiane e multinazionali. Appassionato di fotografia e storia, ha realizzato numerosi video. E’ presidente dell’Associazione Culturale “Lucca Curiosa”.
