Celestino Marchini, Lucca
LUCCA - di Paolo Pescucci

Lucca, l’assessore Marchini fuori perché non sta al gioco

di PAOLO PESCUCCI – Il licenziamento di Marchini da parte del sindaco Tambellini: venuta meno la fiducia sì, ma a quale scopo?

Nelle scorse settimane la politica lucchese è rimasta sorpresa dall’improvvisa defenestrazione dell’assessore Marchini.

Il semplice fatto che abbia avuto dei dubbi sui numeri dell’intervento che Coima e Fondazione vorrebbero fare sulla manifattura, il rifiuto di votare una nuova proposta basata su un documento di una cinquantina di pagine consegnato poche ore prima, un voto quindi sulla fiducia, senza adeguati controlli è bastato alla defenestrazione, all’oblio anche da parte della lista a cui si appoggiava.

Certo viene da chiedersi se chi vota a favore della proposta Coima-Fondazione o relative controproposte del sindaco Tambellini è bene informato sui numeri e sulle caratteristiche di questo strano progetto, se è bene informato sui possibili danni erariali che il loro voto favorevole potrebbe avvallare. Anche Marchini per anni ha avvallato la politica di quest’amministrazione e le relative storture, non si può tornare vergini dopo esser stati allo stesso tavolo per anni.

Comunque in questi giorni Marchini ha pubblicato su Facebook un lungo intervento in argomento del quale riprendiamo alcuni punti significativi, chi volesse leggerlo integralmente può andare sul suo profilo.

Ritengo che almeno parte delle le sue parole, dei suoi numeri e fatti dovrebbero esser fatti conoscere ai cittadini e consiglieri che ancora parlano della manifattura forse più per sentito dire che leggendo le carte.

Riporto di seguito alcuni virgolettati delle esatte parole di Marchini che come assessore le carte le maneggiava, parole che vanno a confermare quello che i comitati e i cittadini informati dicevano da tempo.

“Il progetto nel tempo mi è sembrato che assomigliasse a un elastico: 90 appartamenti/25appartamenti (ma con quale metratura complessiva?); poco commerciale/4000 metri commerciali; circa 560/425 posti auto; concessione parcheggi 50 anni/40 anni; la disponibilità di un baluardo/esclusione del baluardo; non realizzazione di nuovi parcheggi in un raggio di 1000 metri (addio parcheggio stazione, parcheggio scambiatore a Lucca est, all’interno della città – decadono i presupposti indicati nel Piano Strutturale per realizzarvi parcheggi, ecc.,) / poi raggio di 500 metri; accesso e uscita da Porta S. Anna/accesso da Porta S. Anna e uscita da Porta S. Pietro (peggioramento del traffico e modifica alla ZTL); non poter modificare il traffico nella zona (addio eventuale pedonizzazione di via del pallone o cambio del senso di marcia di via della Corticella); potenziale aumento del traffico in via dei Tabacchi e del Ghironcello”.

Un progetto, comunque, elastico più o meno dannoso, ma pur sempre dannoso, che dovrebbe esser sostituito da un recupero dell’edificio che mantenga la proprietà pubblica e vincoli meno la comunità.

Poi un particolare che anche i comitati non sapevano, ma chi era dentro l’Amministrazione Tambellini saprebbe e non avrebbe detto ai cittadini, la famosa passerella di collegamento Manifattura-Mura, che non è pedonale, bensì carrabile anche qui le esatte parole: “vista nel rendering non sembrerebbe male, ma che in realtà, il rendering non riporta le due colonne che sostengono a metà strada la passerella, colonne riportate nella tavole, visto che è carrabile”.

Di quali tavole parla Marchini? I comitati ed i cittadini e penso i consiglieri comunali di minoranza non le hanno viste, si fa votare il consiglio comunale senza informarlo adeguatamente? Poi se è carrabile più che passerella non è corretto chiamarlo ponte?

Quello che ancora sconcerta è che nonostante la proposta alternativa vantaggiosa presentata da Music Innovation Hub che quantomeno manteneva la proprietà pubblica, come in tutte le ristrutturazioni di manifatture tabacchi in Italia, qui a Lucca si continui a considerare solo la proposta Coima-Fondazione che darebbe a Coima la proprietà della manifattura ad un prezzo irrisorio, come dice Marchini: “prezzo a metro quadrato periziato oggi non si acquista nemmeno una capanna cadente”.

Allora bene fanno i comitati ed i cittadini a raccogliere, in questi giorni, le firme per chiedere alla regione di promuovere quel processo partecipativo che il Comune non ha voluto fare e che sarebbe stato di suo interesse per chiarire e decidere assieme quale è la miglior soluzione per la manifattura sud.