Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli MAGGIO MUSICALE – In cerca di voti anche a teatro

MAGGIO MUSICALE – In cerca di voti anche a teatro

Monica Barni, assessore alla Cultura e vicepresidente della Regione Toscana

“Questo teatro ha una malattia, dare biglietti gratis” risponde il sovrintendente Pereira all’assessore alla Cultura della Regione Toscana Monica Barni

Stiamo ai fatti, come sempre. L’assessore alla Cultura della Regione Toscana ieri pomeriggio ha lanciato una dichiarazione dicendosi “allibita” di fronte al comportamento del sovrintendente del Maggio Fiorentino Alexander Pereira chiedendo quali siano i criteri “perché a me sfuggono, che lo portano a considerare ragionevole il costo di 100 euro per assistere a un’opera. Non certo quelli che stanno alla base della cultura concepita come servizio pubblico. Peccato che i finanziamenti che ogni anno riceve il suo teatro sono, glielo ricordo, per l’80% provenienti da istituzioni pubbliche, una quota che mi parrebbe determinante per dare un’offerta conseguente, cioè pubblica”. Peccato sì, assessore Barni: che all’arrivo del manager austriaco a Firenze, il Maggio Musicale si presentava con un debito progresso da 57 milioni di euro, ma di questo probabilmente l’assessore Monica Barni non è a conoscenza (vuole che le aggiunga le migliaia di biglietti omaggio elargiti dal Festival Pucciniano, con il denaro pubblico, della quale lei è stata informata da mesi e che tutt’ora finge di non sapere?).

La risposta del sovrintendente Pereira: “lei lamenta che un posto per l’opera in giugno costa 100 euro”, in realtà “la metà dei biglietti costeranno 50 euro… per tutti gli altri c’è la possibilità di comprare il biglietto per la visione on line a 9.90 euro. Per dare la possibilità alla gente di venire in teatro, a coloro che non possono pagare il prezzo necessario io devo anche trovare gli appassionati che possono pagare 100 euro e di più. Con un prezzo medio di 26 euro a biglietto il teatro non è in grado di portare la qualità necessaria per far aumentare il pubblico, per trovare i turisti internazionali, per trovare i finanziamenti privati, o, detto più semplicemente, per rendere onore alla grande tradizione del Maggio Musicale”.

Conclusione. Tutto è buono avvicinandoci al giorno del voto elettorale, anche dalla platea di un teatro si possono cavare voti: a quanto pare, non è solo Salvini a sollecitare la pancia degli italiani, chissà se il vecchio slogan “Cultura gratis per il popolo” avrà ancora successo (ovviamente, io glielo auguro assessore Barni per il suo futuro politico). Per il momento l’unico dato certo è che il vero trionfo della cultura in Italia anche nell’opera lirica sono le centinaia di milioni di euro pubblici sul cui destino nessuno ha mai risposto né risponderà ai toscani e agli italiani.

(foto: sito istituzionale Regione Toscana)

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