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MAL DI SCHIENA? Cosa fare

by Elena Martinelli

La prof. Elena Martinelli spiega cosa fare per la prevenzione e il trattamento postural back school del Metodo C.A.MO. (CON ILLUSTRAZIONI)

Il dolore di origine meccanica rappresenta il 97-98% di tutti i mal di schiena e colpisce un numero sempre crescente di persone, l’età di insorgenza si è notevolmente abbassata con prevalenza significativa nei giovani. E’ un sintomo dunque molto diffuso del quale è difficile stabilire sia la causa che la concatenazione degli eventi che lo determina. Fanno parte della componente meccanica del mal di schiena le alterazioni posturali e gli sforzi localizzati, dunque è possibile intervenire a livello preventivo educando le persone fin da bambini a controllare la propria postura affinché si mantenga in un range fisiologico che garantisca una buona distribuzione dei carichi.

Siamo bipedi

Siamo infatti bipedi in un ambiente gravitazionale con una base d’appoggio piccola, i piedi, che possono condizionare moltissimo tutto l’arto inferiore e la colonna vertebrale, così come l’atteggiamento della colonna vertebrale condiziona la distribuzione dei carichi sul bacino e sugli arti inferiori. La postura non fisiologica di conseguenza crea degli “aggiustamenti” non virtuosi che compromettono tutto l’assetto del corpo; la colonna vertebrale risente in particolare delle situazioni di sforzo localizzato e si creano sollecitazioni che sono alla base della patomeccanica del Back Pain (mal di schiena).

Quasi tutti i tessuti componenti il rachide ne sono dunque interessati: dischi intervertebrali, cartilagini, tendini, legamenti, muscoli, vasi e nervi che possono subire danni dai quali dipende il sintomo dolore, ma dobbiamo sapere che anche molti movimenti creano sovraccarico sulle strutture componenti la colonna vertebrale, come pure la sedentarietà e la scarsa efficienza articolare e muscolare.

I programmi integrati e personalizzati

Da queste considerazioni scaturiscono i programmi integrati e personalizzati di Scienze Motorie Applicate e la Postural Back School metodo C.A.MO.® che affrontano il problema da vari punti di vista e prevedono:

– analisi posturale del soggetto e studio delle sue abitudini, mansioni e posture lavorative/hobby;

– riequilibrio posturale adattato, con esercizi personalizzati che tengano conto delle condizioni iniziali del soggetto e le sue capacità di apprendimento motorio affinché egli impari il controllo volontario della nuova postura. Gli esercizi sono semplici e il metodo permette che riescano a modificare lo schema posturale e evitare le ricadute (Fig. 1,2,3,4,5,6,7);

– una serie di norme di educazione comportamentale per evitare gesti e posizioni che sottopongono la schiena a carichi eccessivi e/o mal distribuiti: evitare i sovraccarichi nei gesti della vita quotidiana (alzarsi dal letto, lavarsi i denti, rifare i letti, pulire il pavimento, ecc.) per i quali si forniscono strategie alternative, compensare adeguatamente le posture fisse prolungate per esigenze lavorative modificando la postura lavorativa stessa o gli arredi, se questi sono la causa scatenante del dolore, cambiare spesso posizione, effettuare esercizi di scarico e decontratturanti(Fig. 8,9,10,11,12)

  • esercitarsi a rispettare quanto si è appreso in modo che diventi abituale
  • una volta che gli esercizi adattati alle sue esigenze sono stati appresi correttamente, il soggetto dovrà continuare ad eseguirli anche a domicilio

In età adulta e anziana

In età adulta e anziana le patologie a genesi non infiammatoria, non neoplastica, non dismetabolica del rachide sono indicate come “degenerative” e il mal di schiena, anche se condizionato da problemi di senescenza, affonda le radici in atteggiamenti posturali incongrui, sedentarietà, posture fisse prolungate o sforzi e sovraccarichi accumulati nel corso della vita lavorativa e sportiva; in molti casi si tratta di persone in buona salute e che non presentano all’esame clinico segni obiettivi patologici né apprezzabili alterazioni radiologiche; in altri casi si associano contratture muscolari e limitazioni funzionali con posture antalgiche.

La collocazione nosologica non è ancora interamente chiarita. Molto spesso queste persone finiscono in una spirale caratterizzata da frequenti ricadute, abuso di farmaci, sindromi depressive, ricorso a trattamenti di varia natura.

Nonostante che dalla fine degli anni ’70 molti studiosi si siano interessati al problema e molte siano le pubblicazioni (tra le quali anche le mie), nel nostro Paese le maggiori carenze si riscontrano proprio sul piano della prevenzione che, alla luce delle acquisizioni scientifiche ed esperienze nel nostro settore, merita invece di essere considerata non solo concretamente possibile ma anche indiscutibilmente efficace. Ma affinchè la prevenzione non si esaurisca in inutili proclami si deve articolare a tutto campo, dalla progettazione degli strumenti e oggetti di vita e di lavoro (ergonomia progettuale), all’informazione dei cittadini che, attraverso conoscenze corrette, riescono ad imparare a gestire il proprio corpo verso obiettivi di salute.

Le Scienze Motorie permettono di conservare la salute della colonna vertebrale

Ma anche quando questi disturbi, o vere e proprie malattie, sono già presenti, sono ancora molte le cose che possiamo fare per ridurre o fugare le sofferenze: purchè si sappia, purchè si voglia, purchè si operi lungo percorsi corretti e solidamente sperimentati. Le Scienze Motorie permettono di conservare la salute della colonna vertebrale: nei bambini ad esempio bisogna controllare spesso la postura e i vizi posturali devono essere rimossi con un efficace training di riequilibrio posturale, così importante in un rachide in crescita, e con programmi di esercizio fisico (da non confondersi con lo sport) che non creino situazioni di sovraccarico ma permettano uno sviluppo armonioso del corpo.

L’abitudine al controllo posturale imparata fin da bambini si mantiene facilmente nell’età adulta e anziana e porta benefici che nessun altra medicina può dare e quando il sintomo dolore si presenta e il medico esclude patologie gravi, è di nuovo il nostro intervento la scelta di elezione. Il programma deve essere condotto da laureati in Scienze Motorie e concordato con il medico (pediatra di libera scelta, medici di medicina generale, specialisti) e deve creare un corpo disponibile al cambiamento con esercizi personalizzati di mobilizzazione articolare e di forza muscolare ed essere calibrato sulla persona e la sua postura, armonizzarsi con le sue abitudini di vita (lavoro, sport, hobby) e creare quei condizionamenti per cui la persona riesce ad imparare a gestirsi e a gestire anche il proprio disturbo.

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