Marco Bertola, giovane manager camaiorese in Cina

Una bella storia da raccontare, una storia nella quale ci sono impegno, talento, cultura del lavoro, voglia di alzare ogni giorno – responsabilmente – l’asticella, senza mai dimenticare la famiglia, gli affetti più cari.

Marco Bertola è un giovane manager camaiorese (figlio dell’ex sindaco Giampaolo, in carica come primo cittadino dal 2002 al 2012) che da tempo occupa un posto di grande responsabilità in una grande azienda che ha sede in Cina.

Fra un viaggio (di lavoro) e l’altro, le mattinate in ufficio, gli incontri di lavoro, gli impegni familiari, ha trovato il modo – e lo ringraziamo per questo – di raccontarci la sua storia: una storia che può essere un motivo di ispirazione (è il nostro augurio) per altri giovani italiani. Ecco dunque il racconto di Marco Bertola,  che scivola via con una spruzzata di storia e interessanti riflessioni e analisi di economia mondiale.

Da Camaiore alla Cina, come è cambiata la tua vita?
Il cambiamento è stato significativo. Nonostante io abbia avuto la possibilità di viaggiare parecchio prima della partenza per la Cina – non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti, Europa ed Asia -, questa scommessa è stato un passo cruciale per la mia crescita professionale in primis, ma anche sul piano culturale nonché sociale, generando significative riflessioni. In una prima fase ho vissuto in Cina da solo, senza la mia famiglia: era una prova generale, una sorta di testa di ponte per capire se come, questa nuova esperienza di vita, avrebbe potuto coinvolgerci positivamente. Gli esordi non sono stati semplici, anzi, i dubbi circa la possibilità di trasferirsi con successo in Cina insieme a mia moglie e le mie due figlie, erano all’ordine del giorno.
 Anche perché il compito a me affidato non era quello di subentrare in un’azienda già ben collaudata, ma di sviluppare, in un periodo relativamente breve la neonata Fosber Asia con sede a Foshan.

UNA METROPOLI DA 10 MILIONI DI ABITANTI, IN UN’AREA CHE GENERA UNA PRODUZIONE INTERNA PARI ALLA RUSSIA

Ci puoi dare un’idea non solo del luogo in cui abitate, ma anche dell’ambiente nel quale hai affrontato e state affrontando le sfide quotidiane?
Foshan è una metropoli da circa dieci milioni di abitanti che situata nella provincia del Guangdong, precisamente nella Greater Bay Area (GBA), cioè la megalopoli che è compresa nel Pearl River Delta, comprendente undici città (le principali sono Guangzhou, Foshan, Dongguang, Shenzhen, Zhuhai, Zhongshan, Jiangmen e Huizhou) e due amministrazioni speciali (Hong Kong e Macao). Quest’area, percorribile in circa tre ore di macchina da parte a parte – traffico permettendo – non solo è la più densamente popolata a livello mondiale con una popolazione stimata in circa 70 milioni di abitanti ma con un PIL di 1.5 miliardi USD nel 2017, genera una produzione interna pari alla Russia, con la differenza che qui il PIL è concentrato in una superficie di 56mila chilometri quadrati, contribuendo pesantemente con quasi il 15%, al PIL Cinese.Come se già questo non fosse sufficiente, per comprendere appieno l’importanza strategica rivestita da questo angolo di mondo, il Governo Cinese, nel suo piano quinquennale del dicembre 2016, ha pianificato che la GBA sarà la più grande area per lo sviluppo tecnologico e digitale, la nuova Silicon Valley della Cina e che a seguire, entro il 2035, dovrà diventare il baricentro dell’innovazione mondiale.

Quindi, una grande opportunità.

Sì, da questa breve presentazione, si può comprendere la grande opportunità ma anche l’enorme concorrenza e complessità del progetto affidatomi, nel gettare le basi e realizzare il successo di Fosber Asia non solo in Cina ma in tutto il continente asiatico. Scontato dirlo: la differenza culturale impatta grandemente.
Lo scoglio maggiore risiede nella comprensione della lingua (e a seguire lettura e scrittura dei caratteri) ma  notevoli sono le differenze negli usi e costumi adottati. Lo stesso concetto del tempo ha differenti connotati rispetto ai nostri, nel senso che, sebbene la Cina sia riuscita in poco più di vent’anni a uscire da una situazione di povertà generale, garantendo il raggiungimento diffuso di un benessere che copre ormai maggior parte della popolazione, il tempo, soprattutto nelle contrattazioni commerciali subisce un rallentamento quasi incomprensibile per noi occidentali.
Io, come pure la mia famiglia, abbiamo avuto due elementi chiave che ci hanno permesso di poter vivere attivamente e con successo la nostra esperienza di vita qua. Il primo è stato un inesauribile quanto prezioso e gioioso supporto da parte della proprietà del gruppo che ha acquistato Fosber (DongFang Precision) e del nostro Presidente di Fosber Group , oltre che da ogni singola persona che lavora in Fosber Asia e Dong Fang. Supporto che, benché non più fondamentale come all’inizio, continua a essere presente ogni qualvolta se ne verifichi la necessità.

I CINESI SONO FELICI DI AIUTARE GLI STRANIERI, SE HAI VOGLIA DI FARE TI ACCOLGONO A BRACCIA APERTE, TENGONO CHE LA LORO NAZIONE ABBIA UNA VALUTAZIONE POSITIVA

Il rapporto con la gente?
Il secondo elemento è stato il genuino quotidiano apprezzamento della nostra vita in Cina. Anche in questo caso potrebbe apparire scontato. Invece c’è una sostanziale differenza tra l’accettare e il dover far fronte alle varie sfide in maniera passiva e quella invece di rinnovare giornalmente il proprio entusiasmo pur consapevole che ogni giorno è fecondo di situazioni e novità che mettono alla prova la tua resilienza.Ecco, la Cina in generale e ancora di più ciò che riguarda il business, se vissuta con un approccio positivo e di grande umiltà, umiltà di imparare e capire scevra dai preconcetti preconfezionati occidentali, può essere vista come un ottimo allentamento per incrementare la propria resilienza e la capacità di sondare altri punti di vista. Perché i cinesi, anche i cittadini comuni, sono estremamente felici di poter aiutare uno straniero a meglio integrarsi e far sì che apprenda e che abbia una valutazione positiva della propria nazione, delle persone, degli usi e dei costumi. Le persone sono molto calorose ed accoglienti e la sola nota critica (personale)… che fa molto caldo-umido da metà aprile a metà settembre in quanto il clima è tropicale trovandosi, Foshan, sotto il Tropico del Cancro.
La Cina, se hai voglia di fare e creare e di metterti seriamente alla prova, ti accoglie a braccia aperte.Qual è il tuo lavoro? Rifaresti tutto quel che hai fatto fino ad oggi? Da ragazzo qual era il tuo sogno nel cassetto? In cosa consiste il tuo lavoro? Quali studi hai fatto? Reputo indispensabile fare un salto indietro e raccontare lo sviluppo professionale da me intrapreso, che ha fatto sì di poter arrivare quattro anni fa in Cina per sviluppare e creare nuove opportunità di lavoro e innovazioni tecniche, in Fosber Asia, ad oggi ben avviata start-up. Infatti da un organico composto da circa trenta persone tra impiegati e operai e tecnici, ad oggi posso far conto su uno staff di 140 dipendenti con diversi Italiani nella sede di Foshan, dove oltre a seguire a livello di service tutte le produzioni di Fosber Group, produciamo la linea di macchinari dedicata al mercato asiatico.

DAL SERVIZIO MILITARE NEI CARABINIERI A CAPO DEL PROGETTO PRODUZIONE OUTSOURCING,  UN GRUPPO CON UN FATTURATO DI OLTRE 200 MIL. DI EURO

Direi un risultato magistrale.
La 
Fosber SPA è una dei due leader al mondo che produce e commercializza l’intera linea di macchine per la produzione di cartone ondulato. Attualmente ha un fatturato di Gruppo superiore ai 200 milioni di Euro ed oltre 450 dipendenti (in costante aumento).
 Mi sono diplomato all’Istituto Tecnico Industriale Enrico. Fermi di Lucca nel “lontano” 1998, era Luglio, dopo poco più di un mese ho ricevuto una proposta di lavoro da Fosber Spa.

Fosber all’epoca come ancora oggi, è molto vicina agli istituti superiori ed universitari delle provincie di Pisa e Lucca e, attraverso stage ed incontri, seleziona ragazzi con elevato potenziale anche direttamente dagli Istituti Tecnici quali appunto l’ITI. 
Nel settembre del 1998 è iniziata la mia esperienza lavorativa come assemblatore meccanico nella sede di Monsagrati, seguendo la costruzione di macchinari ed effettuando qualche occasionale trasferta fuori sede.

Circa 6 mesi dopo l’inizio, ho ricevuto “la chiamata alle armi” ed ho lasciato l’azienda per svolgere il servizio militare di leva (svolto con entusiasmo nell’Arma dei Carabinieri). Contestualmente alla mia partenza l’azienda ha formalizzato il mio contratto di lavoro in uno a tempo indeterminato.

Al mio rientro dal servizio di leva, mi venne  proposto una posizione all’interno dell’ufficio tecnico progettazione, nel quale poi sono rimasto per circa 6 anni. Questi anni sono stati basilari per raffinare ed implementare la mia formazione tecnica sulle macchine progettate da Fosber. Successivamente, si è presentata una nuova opportunità, ovvero divenire Capo Commessa di Produzione, iniziando così a conoscere e seguire alcune attività nel mercato Cinese e le logiche di produzione. 
Pochi anni dopo, la Direzione mi ha incaricato di seguire il progetto relativo alla produzione in Outsourcing, in modo da contribuire al progetto aziendale che si prefissava di rendere più flessibile e competitiva la nostra struttura produttiva. Obbiettivo raggiunto nel giro di cinque anni, arrivando a coprire più del 50% di produzione attraverso una rete di Partner strategici selezionati e seguiti dal team che, in quel quadriennio, ho costruito.

Una bella storia. Da raccontare. Una storia nella quale ci sono impegno, talento, cultura del lavoro, voglia di alzare ogni giorno – responsabilmente – l’asticella, senza mai dimenticare la famiglia, gli affetti più cari. Marco Bertola è un giovane manager camaiorese (figlio dell’ex sindaco Giampaolo, in carica come primo cittadino dal 2002 al 2012) che da tempo occupa un posto di grande responsabilità in una grande azienda che ha sede in Cina. Fra un viaggio (di lavoro) e l’altro, le mattinate in ufficio, gli incontri di lavoro, gli impegni familiari, ha trovato il modo – e lo ringraziamo per questo – di raccontarci la sua storia. Una storia che può essere un motivo di ispirazione (è il nostro augurio) per altri giovani italiani. Ecco dunque il racconto di Marco Bertola,  che scivola via con una spruzzata di storia e interessanti riflessioni e analisi di economia mondiale.

Da Camaiore alla Cina, come è cambiata la tua vita?
Il cambiamento è stato significativo. Nonostante io abbia avuto la possibilità di viaggiare parecchio prima della partenza per la Cina – non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti, Europa ed Asia -, questa scommessa è stato un passo cruciale per la mia crescita professionale in primis, ma anche sul piano culturale nonché sociale, generando significative riflessioni. In una prima fase ho vissuto in Cina da solo, senza la mia famiglia: era una prova generale, una sorta di testa di ponte per capire se come, questa nuova esperienza di vita, avrebbe potuto coinvolgerci positivamente. Gli esordi non sono stati semplici, anzi, i dubbi circa la possibilità di trasferirsi con successo in Cina insieme a mia moglie e le mie due figlie, erano all’ordine del giorno.
 Anche perché il compito a me affidato non era quello di subentrare in un’azienda già ben collaudata, ma di sviluppare, in un periodo relativamente breve la neonata Fosber Asia con sede a Foshan.

UNA METROPOLI DA 10 MILIONI DI ABITANTI, IN UN’AREA CHE GENERA UNA PRODUZIONE INTERNA PARI ALLA RUSSIA

Ci puoi dare un’idea non solo del luogo in cui abitate, ma anche dell’ambiente nel quale hai affrontato e state affrontando le sfide quotidiane?
Foshan è una metropoli da circa dieci milioni di abitanti che situata nella provincia del Guangdong, precisamente nella Greater Bay Area (GBA), cioè la megalopoli che è compresa nel Pearl River Delta, comprendente undici città (le principali sono Guangzhou, Foshan, Dongguang, Shenzhen, Zhuhai, Zhongshan, Jiangmen e Huizhou) e due amministrazioni speciali (Hong Kong e Macao). Quest’area, percorribile in circa tre ore di macchina da parte a parte – traffico permettendo – non solo è la più densamente popolata a livello mondiale con una popolazione stimata in circa 70 milioni di abitanti ma con un PIL di 1.5 miliardi USD nel 2017, genera una produzione interna pari alla Russia, con la differenza che qui il PIL è concentrato in una superficie di 56mila chilometri quadrati, contribuendo pesantemente con quasi il 15%, al PIL Cinese.Come se già questo non fosse sufficiente, per comprendere appieno l’importanza strategica rivestita da questo angolo di mondo, il Governo Cinese, nel suo piano quinquennale del dicembre 2016, ha pianificato che la GBA sarà la più grande area per lo sviluppo tecnologico e digitale, la nuova Silicon Valley della Cina e che a seguire, entro il 2035, dovrà diventare il baricentro dell’innovazione mondiale.
Da questa breve presentazione, si può comprendere la grande opportunità ma anche l’enorme concorrenza e complessità del progetto affidatomi, nel gettare le basi e realizzare il successo di Fosber Asia non solo in Cina ma in tutto il continente asiatico.

Scontato dirlo: la differenza culturale impatta grandemente.
Lo scoglio maggiore risiede nella comprensione della lingua (e a seguire lettura e scrittura dei caratteri) ma  notevoli sono le differenze negli usi e costumi adottati. Lo stesso concetto del tempo ha differenti connotati rispetto ai nostri, nel senso che, sebbene la Cina sia riuscita in poco più di vent’anni a uscire da una situazione di povertà generale, garantendo il raggiungimento diffuso di un benessere che copre ormai maggior parte della popolazione, il tempo, soprattutto nelle contrattazioni commerciali subisce un rallentamento quasi incomprensibile per noi occidentali.

Io, come pure la mia famiglia, abbiamo avuto due elementi chiave che ci hanno permesso di poter vivere attivamente e con successo la nostra esperienza di vita qua.
 Il primo è stato un inesauribile quanto prezioso e gioioso supporto da parte della proprietà del gruppo che ha acquistato Fosber (DongFang Precision) e del nostro Presidente di Fosber Group , oltre che da ogni singola persona che lavora in Fosber Asia e Dong Fang. Supporto che, benché non più fondamentale come all’inizio, continua a essere presente ogni qualvolta se ne verifichi la necessità.

I CINESI SONO FELICI DI AIUTARE GLI STRANIERI, SE HAI VOGLIA DI FARE TI ACCOLGONO A BRACCIA APERTE, TENGONO CHE LA LORO NAZIONE ABBIA UNA VALUTAZIONE POSITIVA

Il rapporto con la gente?
Il secondo elemento è stato il genuino quotidiano apprezzamento della nostra vita in Cina. Anche in questo caso potrebbe apparire scontato. Invece c’è una sostanziale differenza tra l’accettare e il dover far fronte alle varie sfide in maniera passiva e quella invece di rinnovare giornalmente il proprio entusiasmo pur consapevole che ogni giorno è fecondo di situazioni e novità che mettono alla prova la tua resilienza.
Ecco, la Cina in generale e ancora di più ciò che riguarda il business, se vissuta con un approccio positivo e di grande umiltà, umiltà di imparare e capire scevra dai preconcetti preconfezionati occidentali, può essere vista come un ottimo allentamento per incrementare la propria resilienza e la capacità di sondare altri punti di vista. Perché i cinesi, anche i cittadini comuni, sono estremamente felici di poter aiutare uno straniero a meglio integrarsi e far sì che apprenda e che abbia una valutazione positiva della propria nazione, delle persone, degli usi e dei costumi. Le persone sono molto calorose ed accoglienti e la sola nota critica (personale)… che fa molto caldo-umido da metà aprile a metà settembre in quanto il clima è tropicale trovandosi, Foshan, sotto il Tropico del Cancro.
La Cina, se hai voglia di fare e creare e di metterti seriamente alla prova, ti accoglie a braccia aperte.

Qual è il tuo lavoro? Rifaresti tutto quel che hai fatto fino ad oggi? Da ragazzo qual era il tuo sogno nel cassetto? In cosa consiste il tuo lavoro? Quali studi hai fatto?

 Reputo indispensabile fare un salto indietro e raccontare lo sviluppo professionale da me intrapreso, che ha fatto sì di poter arrivare quattro anni fa in Cina per sviluppare e creare nuove opportunità di lavoro e innovazioni tecniche, in Fosber Asia, ad oggi ben avviata start-up. Infatti da un organico composto da circa trenta persone tra impiegati e operai e tecnici, ad oggi posso far conto su uno staff di 140 dipendenti con diversi Italiani nella sede di Foshan, dove oltre a seguire a livello di service tutte le produzioni di Fosber Group, produciamo la linea di macchinari dedicata al mercato asiatico.


DAL SERVIZIO MILITARE NEI CARABINIERI A CAPO DEL PROGETTO PRODUZIONE OUTSOURCING,  UN GRUPPO CON UN FATTURATO DI OLTRE 200 MIL. DI EURO

Direi un risultato magistrale.
La Fosber SPA è una dei due leader al mondo che produce e commercializza l’intera linea di macchine per la produzione di cartone ondulato. Attualmente ha un fatturato di Gruppo superiore ai 200 milioni di Euro ed oltre 450 dipendenti (in costante aumento). Mi sono diplomato all’Istituto Tecnico Industriale Enrico. Fermi di Lucca nel “lontano” 1998, era Luglio, dopo poco più di un mese ho ricevuto una proposta di lavoro da Fosber Spa.
Fosber all’epoca come ancora oggi, è molto vicina agli istituti superiori ed universitari delle provincie di Pisa e Lucca e, attraverso stage ed incontri, seleziona ragazzi con elevato potenziale anche direttamente dagli Istituti Tecnici quali appunto l’ITI. Nel settembre del 1998 è iniziata la mia esperienza lavorativa come assemblatore meccanico nella sede di Monsagrati, seguendo la costruzione di macchinari ed effettuando qualche occasionale trasferta fuori sede.
Circa 6 mesi dopo l’inizio, ho ricevuto “la chiamata alle armi” ed ho lasciato l’azienda per svolgere il servizio militare di leva (svolto con entusiasmo nell’Arma dei Carabinieri). Contestualmente alla mia partenza l’azienda ha formalizzato il mio contratto di lavoro in uno a tempo indeterminato.
Al mio rientro dal servizio di leva, mi venne  proposto una posizione all’interno dell’ufficio tecnico progettazione, nel quale poi sono rimasto per circa 6 anni. Questi anni sono stati basilari per raffinare ed implementare la mia formazione tecnica sulle macchine progettate da Fosber. Successivamente, si è presentata una nuova opportunità, ovvero divenire Capo Commessa di Produzione, iniziando così a conoscere e seguire alcune attività nel mercato Cinese e le logiche di produzione. Pochi anni dopo, la Direzione mi ha incaricato di seguire il progetto relativo alla produzione in Outsourcing, in modo da contribuire al progetto aziendale che si prefissava di rendere più flessibile e competitiva la nostra struttura produttiva. Obbiettivo raggiunto nel giro di cinque anni, arrivando a coprire più del 50% di produzione attraverso una rete di Partner strategici selezionati e seguiti dal team che, in quel quadriennio, ho costruito.