CRONACA, Massa-Carrara

MASSA – Il sindaco Persiani interviene sulle bonifiche

Riceviamo e pubblichiamo un commento del sindaco del comune di Massa Francesco Persiani sul tema delle bonifiche

Leggo negli ultimi giorni alcuni commenti che, in relazione alla vexata quaestio delle bonifiche, si palesano principalmente per la non troppo celata finalità di attaccare il Comune di Massa colpevole, a dire di questi commentatori, del grave errore di non essersi costituito nella causa pendente avanti il Tar Toscana promossa da Edison (erede di Farmoplant) nei confronti del Ministero dell’Ambiente e di Arpat. Naturalmente questi interventi sono frutto o di mala fede o di profonda ignoranza, o forse di entrambe. Fa veramente specie leggere che non costituendosi in giudizio il Comune di Massa avrebbe lasciato il territorio senza voce in capitolo su ciò che verrà deciso a Firenze. Quasi a sottendere che da questa assenza nel giudizio potessero derivare conseguenze dannose a carico dei cittadini e delle imprese massesi o che non si potesse addivenire alla bonifica delle aree Sin e Sir. Non è così e comunque se qualcuno pensava di cogliere in fallo non tanto il Comune quanto questa Amministrazione, era meglio non facesse affidamento sulla attendibilità dei propri informatori: il ricorso presentato da Edison avverso il provvedimento con il quale il Ministero dell’Ambiente ha ordinato a detta società, nell’aprile 2018, di presentare entro sei mesi un progetto di bonifica del sito di interesse nazionale ex Farmoplant volto ad evitare la diffusione della contaminazione, è stato infatti notificato al Comune di Massa allorché Sindaco p.t. non era ancora il sottoscritto: chi, dunque, avrebbe omesso di costituirsi in giudizio?

E’ facile scoccare la freccia, ma più difficile centrare il bersaglio. A questi novelli Guglielmo Tell, vorrei ricordare che la mela che avrebbero dovuto colpire, e da tempo, si trova sulla testa di qualcun altro, ad esempio di coloro che hanno preteso che vaste aree del nostro territorio venissero definite Sito di interesse Nazionale e poi Regionale, omettendo però di attivarsi per bonificare la falda, rendendo queste aree del tutto inutilizzabili per decenni o svalutandone il valore, ma creando l’illusione di piogge di finanziamenti milionari mai arrivati; coloro che per anni hanno taciuto alla popolazione i rischi che potevano loro derivare dall’utilizzo dei pozzi; coloro che hanno consentito che venissero rilasciate certificazioni di avvenuta bonifica che tale non era; coloro che hanno transato la causa di risarcimento danni nei confronti di Farmoplant per il misero importo di 700.000 euro; e l’elenco potrebbe continuare ma questo purtroppo non servirebbe a dare le risposte che da oltre trent’anni tutti stiamo attendendo. Sappiamo bene che “chi inquina deve pagare”, e sotto questo profilo il Ministero dell’Ambiente, unico soggetto legittimato, seppur lentamente, si sta attivando e noi tutti confidiamo che dopo tutti questi anni e svariati procedimenti giudiziari (sin’ora non proprio vincenti), qualcuno sia veramente condannato al risarcimento dei danni ambientali. Ma la vera partita da vincere, e qui casca l’asino, è quella della bonifica della falda e la restituzione agli usi legittimi di gran parte dell’area industriale e di molte altre parti del nostro territorio. Sì, perché ben lungi dal fare chiarezza o dal fornire soluzioni, anche lo studio affidato alla Sogesid si sta dimostrando un percorso accidentato e periglioso, non in grado certamente di individuare la linea di demarcazione temporale tra la situazione attuale e la soluzione definitiva dell’inquinamento. Insomma, è inutile nasconderci l’enormità del problema delle bonifiche e quanto impegno ancora verrà richiesto a tutti i livelli, da quello istituzionale a quello delle imprese sino ai singoli cittadini, ma, per favore, non utilizziamo argomenti troppo seri per essere banalizzati in polemiche di basso profilo, lanciando i soliti vecchi e sbagliati messaggi di un territorio diviso e litigioso e pertanto debole.

L’Amministrazione massese è e resta in prima linea in questa battaglia, svolgendo attivamente il proprio ruolo in ogni sede, soprattutto non mancando mai di sollecitare chi veramente dovrebbe dare le risposte che non arrivano: in primis la Regione Toscana.

Il sindaco

Francesco Persiani

(Fonte e Foto: Uff. Stampa Comune di Massa)