Home IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli MEDICI CUBANI conclusa la missione Covid a Crema

MEDICI CUBANI conclusa la missione Covid a Crema

by Beatrice Bardelli
Medici cubani in Italia

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Oggi la Brigata medica cubana “Henry Reeve” ha ufficialmente concluso il suo compito presso l’ospedale da campo allestito in città due mesi fa

QUI CUBA. Oggi, venerdì 22 maggio, a Crema in molti piangeranno. Di commozione, non più di dolore. Oggi, infatti, la Brigata medica cubana “Henry Reeve” ha ufficialmente concluso il suo compito presso l’ospedale da campo allestito in città due mesi fa, dall’esercito italiano, in piena emergenza da Coronavirus e che sarà smantellato in questi giorni dopo che sono stati dimessi gli ultimi pazienti.  Fu proprio il 22 marzo scorso che la Brigata cubana, composta da 36 medici, 15 infermieri ed uno specialista della logistica, arrivò a Crema in risposta alla richiesta di aiuto presentata a Cuba dal governo della Regione Lombardia che li destinò in quella piccola città di soli 34.000 abitanti ma che si trovava al centro di un pericoloso focolaio epidemico (Codogno è a pochi chilometri) che aveva trasformato la provincia di Cremona in quella con la più alta densità di persone infette del Paese. In questo ospedale da campo, così come nell’ospedale cittadino e nella Residenza Sanitaria Assistenziale per anziani con Covid-19 associato ad altre malattie, la Brigata medica “Henry Reeve” ha lavorato infaticabilmente per due lunghi mesi a fianco dei loro colleghi italiani con i quali è nato un sodalizio fortissimo, non solo di tipo professionale, ma intimamente umano. Di quella speciale umanità profonda, semplice e diretta di cui il popolo cubano è capace, per natura e per cultura, e che lascia tracce indelebili in chi viene in contatto con loro.

Amigos para siempre

Come si legge nel bell’articolo di Frank Gonzáles su “Prensa Latina” (https://www.prensa-latina.cu/index.php?o=rn&id=367497&SEO=brigada-medica-de-cuba-exhibe-resultados-muy-positivos-en-italia), dall’arrivo in città dei “professionisti cubani della salute”, la popolazione ha iniziato a riconoscere in quei camici bianchi venuti d’oltre oceano per aiutarli a combattere il “virus coronato”, dei veri e propri amici, presenti, solidali e disponibili come solo i veri amici riescono a fare. “Amici per sempre” li ha chiamati la popolazione di Crema che in questi lunghi 60 giorni ha dimostrato nei loro confronti la propria gratitudine ed il proprio affetto sventolando al loro passaggio sul Transfer che li portava ogni giorno sul luogo di lavoro la bandiera di Cuba.

Risultati positivi

Come ha riportato in anteprima “Prensa Latina” (Agencia informativa Latinoamericana) che ha intervistato il dottor Carlos Ricardo Pérez, capo del gruppo integrato di 52 collaboratori della salute, il risultato del lavoro svolto a Crema, sia dal punto di vista medico che scientifico ed umano, è stato molto positivo. Nell’articolo, che si può leggere in italiano sul sito dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba (https://italiacuba.it/2020/05/21/la-brigata-medica-di-cuba-mostra-risultati-molto-positivi-in-italia/), si fa il punto del lavoro svolto: “Più di cinquemila cure mediche, 3.668 cure infermieristiche e 210 dimissioni mediche dirette supportano questa valutazione, a partire dalla quale lo specialista in Medicina Interna ha ritenuto “intenso, produttivo e molto soddisfacente” il lavoro svolto con i professionisti della salute italiani”.

Il sindaco ringrazia. Il modo in cui l’epidemia si era abbattuta sulla città di Crema aveva generatoall’inizio un carico enorme sull’ospedale cittadino e sul personale sanitario ed un alto tasso epidemiologico sul territorio. L’arrivo della Brigata cubana che si è messa a disposizione per gestire insieme ai sanitari italiani l’installazione temporanea dell’ospedale da campo e le emergenze su territorio “è stato un atto di grande generosità e solidarietà che abbiamo apprezzato e per il quale la nostra comunità è molto grata, un bellissimo esempio di generosità, dedizione e passione che ci ha contagiato ed emozionato” – ha affermato il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi (https://italiacuba.it/2020/04/22/il-sindaco-di-crema-stefania-bonaldi-riconosce-il-gesto-di-solidarieta-di-cuba/).

Ed anche l’assessore al Turismo

“C’è una grande riconoscenza da parte di tutti, e in tutti rimane il sentimento di fratellanza – ha dichiarato a Prensa Latina l’assessore comunale alla Cultura e Turismo, Emanuela Nichetti che, sorridendo, ha detto anche che “adesso tutti vogliono andare a Cuba, non solo perché si sa che Cuba è bella, ma perché esiste questa relazione di fratellanza”.

Un “ponte” con Cuba

Ieri sera, il sindaco di Crema ha postato sulla sua pagina Facebook (https://www.facebook.com/bonaldistefania/?tn-str=k*F) la notizia della imminente partenza da Crema dei medici-fratelli cubani. Nel pomeriggio di ieri, infatti, Bonaldi ha accolto in Municipio, insieme all’assessora alla Cultura, Emanuela Nichetti, l’Ambasciatore di Cuba, Josè Carlos Rodriguez, con cui hanno parlato della brigata medica “Henry Reeve”, che da oggi può essere considerata sciolta dai compiti istituzionali e di come verrà organizzato il rimpatrio. “Poi ci siamo concentrati sui valori di fratellanza e solidarietà che hanno impregnato questa esperienza che si sta chiudendo – ha scritto il sindaco Bonaldi – . Infine ci siamo ripromessi collaborazione su progetti culturali che riguardino Crema e Cuba, con particolare attenzione all’educazione, ai minori…ma anche al mitico Giovanni Bottesini, detto anche il Paganini del contrabbasso, nato a Crema nel 1821, di cui l’anno prossimo ricorre il bicentenario. Ebbene, il nostro leggendario Bottesini, che viaggiò avventurosamente per vari continenti, compose il dramma lirico “Colón en Cuba” (Cristoforo Colombo a Cuba), che il 31 gennaio 1848 presentò niente meno che al Teatro Tacón dell’Avana. Un ponte che da umanitario diventa anche culturale, dobbiamo per forza lavorarci!”.

Domani, il gran saluto

Intanto, il Comune di Crema sta ultimando i dettagli per un evento pubblico di saluto ai medici ed infermieri cubani programmato per domani, sabato 23 maggio, naturalmente nel rispetto di tutte le misure applicate per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus: in particolare la distanza di almeno un metro nei contatti interpersonali. A nome di tutti i suoi colleghi, il Dott. Pérez ha dichiarato a Prensa Latina che lasciano Crema “muy contentos” (molto contenti) per il lavoro svolto e per l’accoglienza ricevuta da tutti. E soprattutto “con la soddisfazione del dovere compiuto” e con la disponibilità a rimanere in Lombardia, o in qualsiasi altra regione d’Italia, per tutto il tempo che si renda necessario.

(foto: fonte Associazione Italia-Cuba per gentile concessione)

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