Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

MERAVIGLIE DELLA MENTE. Controlli lo stress? Il tuo cervello potrebbe mantenersi in forma più a lungo  (di Ugo Cirilli)

Uno dei problemi che la Psicologia si trova ad affrontare, oggi, è lo scetticismo di troppe persone. Per alcuni parlare di psiche evoca infatti astrazioni e teorie oscure.

La Psicologia moderna, invece, viaggia sempre più a braccetto con la medicina e, in particolare, con la ricerca in ambito neurologico. Riesce così a evidenziare quanto ciò che cataloghiamo alle voci “pensieri” e “emozioni” abbia, talvolta, ripercussioni sulla salute.

C’è uno studio che molti “scettici” sulla Psicologia dovrebbero conoscere. Una ricerca che evidenzia drammaticamente il legame tra la salute della psiche e l’efficienza del cervello.

Nel 2014 gli autori, un team di ricercatori dell’Università di Göteborg, Svezia e della Rochester University di New York, ne hanno pubblicato i risultati. Un campione di 800 donne è stato seguito per ben 38 anni, a partire dal 1968. All’inizio della ricerca, le partecipanti avevano un’età compresa tra 38 e 54 anni.

L’obiettivo degli scienziati era analizzare l’efficienza cerebrale delle 800 donne nel tempo e capire se esistesse una correlazione tra questa e alcuni aspetti psicologici, come il modo di affrontare lo stress e il grado di estroversione.

I risultati

Nel corso dei 38 anni di studio, 153 partecipanti svilupparono una forma di demenza (in 104 casi l’Alzheimer). I ricercatori, analizzando i dati, hanno individuato una correlazione inquietante: un elevato nevroticismo nella mezza età, con vissuti di stress prolungati nel tempo, era legato a un maggior rischio di demenza.

Possiamo definire il nevroticismo una caratteristica della personalità, contraddistinta dalla tendenza a reagire con particolare stress alle emozioni negative, anziché affrontarle opportunamente. A correre i rischi maggiori erano le partecipanti allo studio che, assieme alla suddetta caratteristica, mostravano una personalità introversa. Si può ipotizzare che vivere a lungo una situazione di stress cronico senza riuscire a parlarne, a confidarsi chiedendo aiuto, ne aggravi gli effetti sul cervello.

Lo studio, però, apre anche uno spiraglio di speranza: il fattore chiave nella correlazione nevroticismo-rischio maggiore di demenza era proprio lo stress. In pratica, al di là delle caratteristiche di personalità, la capacità di controllare gli effetti dello stress e di limitarlo rappresentava un fattore di protezione dalla demenza.

Se impariamo a gestire lo stress…

Il quadro inquietante ha quindi un risvolto positivo: non siamo necessariamente attori passivi nel declino o nel mantenimento dell’efficienza cerebrale. Possiamo avere un ruolo, imparando a gestire lo stress per non renderlo cronico. Dalle tecniche di rilassamento all’esperienza di “staccare la spina” passeggiando nella natura, allo sviluppo della capacità di autoanalisi, vari sono i modi in cui “domare” l’emotività negativa. Chiedendo magari l’aiuto di uno psicologo, all’occorrenza.

Se poi le persone fossero educate presto alla consapevolezza psicologica e alla gestione dello stress, sicuramente potrebbero “giocare d’anticipo”, preparandosi per tempo ad affrontare alti e bassi della vita con equilibrio.  È anche per questo motivo che, a mio avviso, la Psicologia dovrebbe entrare di diritto in ogni scuola. Magari, in una duplice veste: da un lato, la teoria che evidenzi collegamenti come quello visto sopra. Dall’altro, la pratica delle tecniche di rilassamento, l’educazione all’autocontrollo, il confronto di gruppo sulle tematiche psicologiche.

Perché la mente è uno strumento meraviglioso, ma rischiamo di trascorrere una vita senza conoscerlo a fondo.

Questo articolo è un testo puramente informativo e non rappresenta in nessun modo prescrizioni o consigli medici.