Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

MERAVIGLIE DELLA MENTE. La motivazione e l’autocontrollo non sono astrazioni: la conferma dalla ricerca (di Ugo Cirilli)

Quante volte avremo sentito parlare di motivazione e di autocontrollo come concetti astratti, ideali principi guida del quotidiano? La scienza oggi spazza via quell’alone di astrazione: queste dimensioni della personalità e dell’agire umano sono il risultato del funzionamento di specifiche aree cerebrali.

Partiamo dalla motivazione. Dov’è la sua “casa” nel cervello?

In una sottile membrana un centro di elaborazione sofisticato

La notizia è recente e proviene da un gruppo di neuroscienziati del MIT di Boston, la cui ricerca è stata pubblicata su “Current Biology”: studiando il comportamento dei ratti, hanno riscontrato che il setto laterale, una sottile membrana cerebrale, agisce come una sorta di integratore di informazioni diverse dalla cui unione consegue la volontà.

Il setto infatti riceve informazioni sia dall’ippocampo, area legata all’orientamento spaziale e ai ricordi, sia dall’area tegmentale ventrale, coinvolta nella motivazione e nelle sensazioni di “ricompensa” e gratificazione.

Nel setto, quindi, il cervello sembra soppesare vari fattori coinvolti in una scelta: dagli spostamenti e dagli sforzi fisici che comporta al senso di soddisfazione che può derivarne.

Cosa sappiamo invece dell’autocontrollo?

La centrale cerebrale del self control

Nel 2007 un’interessante ricerca sull’argomento, condotta dal Max Planck Institut di Lipsia e dall’University College di Londra, è stata pubblicata su “The Journal Of Neurosciences.

Un team guidato dagli scienziati Marcel Brass e Patrick Haggard ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per capire cosa accade nel cervello delle persone quando resistono all’idea di fare qualcosa, “controllandosi”. Nei soggetti coinvolti nello studio, quando veniva inibita intenzionalmente un’azione programmata, si osservava una forte attivazione della corteccia fronto-mediana dorsale. Anche l’autocontrollo, quindi, sembra avere la sua “centralina” cerebrale.

Cosa ci dicono queste scoperte sulla nostra vita quotidiana?

Per quanto occorrano ulteriori studi per esplorare a fondo le dinamiche della motivazione e dell’autocontrollo, i dati delle due ricerche offrono importanti spunti di riflessione.

La motivazione e l’autocontrollo di cui siamo capaci possono essere plasmati dal modo in cui viviamo. Il cervello è un elaboratore dinamico, capace di cambiare nel tempo a seconda delle sollecitazioni che riceve. La ricerca mostra infatti che mantiene una certa plasticità, ossia capacità di cambiamento, anche in età avanzata.

Ci soffermiamo a valutare attentamente diversi fattori al momento di fare una scelta, anziché agire d’impulso? Riusciamo abitualmente a darci un’autodisciplina, rinunciando magari alla tentazione di distrarci continuamente con lo smartphone quando lavoriamo?

Esercitare la motivazione e l’autocontrollo nel quotidiano può potenziare le relative connessioni cerebrali, mantenendole in allenamento. Al contrario lasciarle troppo a lungo “a riposo”, in una vita basata sull’impulsività, rischia di depotenziarle.

Non a caso, nell’ambito delle neuroscienze viene spesso citato il detto “Use it or lose it”: “Usalo o perdilo”, riferito ai vari aspetti del funzionamento mentale.

Insomma, il modo in cui scegliamo di vivere plasma davvero la nostra mente. Non si tratta di “saggezza della nonna”: sforzandoci di controllare l’impulsività nel tempo e lavorando sulla motivazione, potremmo ritrovarci una mente capace di ponderare le decisioni con maggiore lucidità. 

Studi citati

Hanna S. Wirtshafter, Matthew A. Wilson, “Locomotor and Hippocampal Processing Converge in the Lateral Septum”, Current Biology, September 2019

Marcel Brass, Patrick Haggard “To Do or Not to Do: The Neural Signature of Self-Control”. Journal of Neuroscience 22 August 2007, 27 (34) 9141-9145; DOI: https://doi.org/10.1523/JNEUROSCI.0924-07.2007