Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli

MERAVIGLIE DELLA MENTE. Like invisibili? Una rivoluzione da non sottovalutare (di Ugo Cirilli)

La sperimentazione di Instagram, con il numero di like ottenuti dai post reso invisibile in alcuni profili utente, ha suscitato un acceso dibattito. Ora il test è stato ridimensionato, con una funzione che permette di sapere di nuovo quanti e quali utenti hanno cliccato il “cuoricino”.

Tuttavia, a mio avviso se l’invisibilità dei “mi piace” diventasse definitiva, il mondo social ne uscirebbe cambiato positivamente. Così come cambierebbe l’approccio di molti utenti, anche da un punto di vista psicologico. Per questo ho deciso di dedicare un articolo alla questione. Se vogliamo cimentarci in una Psicologia della società attuale, come possiamo ignorare il pianeta dei social media? 

Vediamo quindi tre motivazioni per le quali il “like count” nascosto, secondo me, potrebbe cambiare in meglio la fruizione dei social.

Meno ansia da “ostentazione social” e meno confronto

L’ansia da “consenso social” è ormai diffusa non solo tra brand e celebrities, ma anche tra gli utenti comuni. “Oh no! Ho pubblicato una foto della mia gita di ieri, ma ha ricevuto pochissimi like!”, “Il mio post nel gruppo x non ha ancora nessun like, tutti gli iscritti vedranno che sono ignorato!”. Sapere che il like count non è pubblico rasserenerà i più social-addicted. 

Questo aspetto si collega direttamente alla questione del confronto con gli altri. In un articolo precedente, ho parlato di uno studio danese che ipotizza una causa d’infelicità legata a un certo uso dei social. Secondo i ricercatori, le persone molto attente al confronto con il prossimo soffrirebbero, vedendo i contenuti brillanti pubblicati dai propri contatti. Foto di viaggi affascinanti e mondanità, celebrazioni di successi personali, magari inventati o esagerati… trovandosi la bacheca invasa da post simili si sentirebbero sminuiti, meno felici e realizzati degli altri. In questo quadro anche osservare il numero di like dei post altrui, trovandolo molto più alto di quello dei propri, può esasperare tale effetto. Una criticità risolvibile nascondendo il conteggio.

Evitare una metrica che può essere fuorviante

Instagram, come gli altri social, è decisamente affollato di influencer o presunti tali, con i quali le aziende stabiliscono spesso collaborazioni.

Purtroppo, come i media hanno raccontato più volte, si sono diffuse pratiche finalizzate a creare una popolarità fasulla, apparente. Accanto ai personaggi seriamente competenti e onesti, se ne trovano altri pronti alla scorrettezza per guadagnare visibilità. Alcuni servizi vendono addirittura finti follower o like, per gonfiare a dismisura il seguito di un account in maniera ingannevole.

Togliendo il numero di “mi piace”, una metrica così facilmente manipolabile smette di essere importante. Anzi, sparisce proprio! 

Più attenzione al contenuto in sé

Purtroppo, senza accorgercene o quasi, a volte prestiamo più attenzione ai post particolarmente apprezzati dagli altri. Tendiamo più facilmente a mettere like, magari a commentare, se un contenuto ha molti “mi piace”. Se la fatidica metrica sparirà definitivamente, non resterà che un aspetto per decidere se un contenuto ci piace o meno. Il contenuto in sé, con il suo valore e le sensazioni che suscita in noi.