Home Lifestyle MERAVIGLIE DELLA MENTE - di Ugo Cirilli MERAVIGLIE DELLA MENTE. Perché abbiamo gli incubi?

MERAVIGLIE DELLA MENTE. Perché abbiamo gli incubi?

by Ugo Cirilli

Le ipotesi dei ricercatori

Avere un incubo non è sicuramente un’esperienza piacevole. Capita talvolta di svegliarsi nel cuore della notte, in preda all’agitazione per una visione mentale che sembrava reale: qualcuno ci inseguiva nel buio, correvamo un pericolo, ci eravamo persi in un luogo sconosciuto e sinistro… molti di noi potrebbero aggiungere esempi, poiché non è difficile ricordare il contenuto di un incubo.

Se la scienza si domanda da tempo quale sia il ruolo dei sogni, l’interrogativo si fa ancora più complesso se ci soffermiamo sugli incubi. Che significato ha un’esperienza così sgradevole? A cosa serve? Il mondo della ricerca ci fornisce elementi interessanti per avanzare ipotesi.

Nel 2009 Ross Levin e Tore Nielsen, ricercatori rispettivamente della Yeshiva University di New York e della Université de Montréal, hanno analizzato diversi studi sull’argomento proponendo una possibile spiegazione degli incubi. Dai dati di varie ricerche è emerso che l’esperienza dell’incubo, che circa l’85% degli adulti vive almeno una volta all’anno, tende a diventare piuttosto frequente a seguito di eventi traumatici, o quantomeno fortemente stressanti. Inoltre, sono più esposte agli incubi le persone che reagiscono allo stress con una forte emotività.

Secondo Levin e Nielsen, l’incubo sarebbe una sorta di “campanello d’allarme” della psiche, che manifesta il disagio dovuto a situazioni o preoccupazioni che continuano ad angosciarci. In particolare, per i ricercatori il sogno non disturbante rappresenta un tentativo riuscito di elaborare elementi ansiogeni, superando paura e ansia; l’incubo è associato invece alla situazione opposta. Ricordi traumatici o semplicemente sgradevoli, profonde preoccupazioni che ci perseguitano.

Una ricerca del 2019

Una ricerca del 2019 ha aperto però una nuova prospettiva, confortando in parte chi si trova a vivere spesso brutti sogni: l’incubo può rappresentare sì un indicatore di forte stress, come ipotizzato dallo studio precedente, ma non è detto che rappresenti un “fallimento della psiche”. In questo caso, i ricercatori hanno dapprima monitorato con l’elettroencefalogramma 18 persone che alternavano il sonno alla veglia, osservando che l’incubo attivava le stesse aree cerebrali legate alle reazioni di paura da svegli. Una prova del grado di realismo dei brutti sogni.

Successivamente, gli scienziati hanno testato le reazioni di 89 persone a stimoli che suscitavano paura, proiettati su uno schermo. Si sono accorti così di un fenomeno sorprendente: coloro che avevano vissuto incubi nella settimana precedente, mostravano una migliore regolazione emotiva di fronte alle immagini inquietanti, rispetto agli altri. Questo aspetto era dimostrato anche attraverso la risonanza magnetica: le aree cerebrali legate alla paura si attivavano meno.

I ricercatori hanno avanzato una nuova, interessante ipotesi

L’incubo ricorrente, forse, non è specchio di un’incapacità totale di vincere stress, traumi o preoccupazioni. Al contrario, forse la psiche sta lottando duramente per tornare all’equilibrio, vivendo nel sonno determinate angosce per essere “più forte” durante la veglia. Certo, si tratta pur sempre di un indicatore di disagio, che ci spinge a capire cosa ci affligge e come affrontarlo.

Studi citati

Levin, Ross & Nielsen, Tore. (2009). Nightmares, Bad Dreams, and Emotion DysregulationA Review and New Neurocognitive Model of Dreaming. Current Directions in Psychological Science – CURR DIRECTIONS PSYCHOL SCI. 18. 84-88. 10.1111/j.1467-8721.2009.01614.x.

Sterpenich, Virginie & Perogamvros, Lampros & Tononi, Giulio & Schwartz, Sophie. (2019). Fear in dreams and in wakefulness: Evidence for day/night affective homeostasis. Human Brain Mapping. 41. 10.1002/hbm.24843.

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