Home Firenze Nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio il 73° dell’esodo dall’Istra, Fiume e Dalmazia

Nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio il 73° dell’esodo dall’Istra, Fiume e Dalmazia

by redazionetoscanatoday

Il Giorno del Ricordo sarà celebrato lunedì 10 febbraio, alle 16,

Il Consiglio comunale di Firenze celebrerà il Giorno del Ricordo lunedì 10 febbraio, alle 16, nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. Dopo i saluti del presidente del Consiglio Comunale di Firenze Luca Milani sono stati invitati ad intervenire Claudio Bronzin, esule di Pola, testimone oculare, 70 anni fa, della più grande strage avvenuta sul territorio della Repubblica Italiana in tempo di pace e don Severino Dianich.

Classe 1935, unico testimone vivente della strage di Vergarolla, l’eccidio del 18 agosto 1946 in cui persero la vita oltre cento persone e che spinse quasi tutti gli italiani, oltre il novanta per cento dell’intera popolazione cittadina, ad andare via, Claudio Bronzin da ormai qualche anno racconta la vicenda che lo ha coinvolto e che gli ha segnato la vita.

A seguire la testimonianza di don Severino Dianich, teologo di fama internazionale. Fiumano di nascita, esule nel novembre 1948 a soli 14 anni, per la situazione venutasi a creare a Fiume in seguito all’invasione degli iugoslavi di Tito, fu costretto a rifugiarsi in Italia. Mentre la famiglia ha dovuto trascorrere un lungo periodo di cinque anni in vari campi profughi, Severino già nel settembre 1949, per interessamento di don Cvecich presso l’Arcivescovo di Pisa mons. Ugo Camozzo (già vescovo di Fiume), iniziò i suoi studi liceali nel Seminario Arcivescovile di Pisa e poi dal 1953 al 1960 proseguì gli studi presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Essendo stato ordinato sacerdote nel 1958, ha ricoperto a Pisa negli anni 1961-66 gli incarichi di cappellano presso la parrocchia di S. Stefano, assistente della FUCI (Federazione degli Universitari Cattolici Italiani), vicerettore del Pensionato Universitario G. Toniolo. Nel 1966 è stato nominato parroco nell’antica Pieve di Caprona (Pisa), dove ha svolto il suo servizio pastorale fino al 1992; nel frattempo aveva iniziato e approfondito con grande successo le sue ricerche teologiche specialmente nel campo dell’ecclesiologia e ultimamente anche in quello dei rapporti tra teologia e arte. Infatti ben presto è stato chiamato a insegnare nelle Facoltà Teologiche della Pontificia Università Gregoriana e di Palermo e, infine, per molti anni ha ricoperto l’incarico di docente di ecclesiologia e cristologia nello Studio Teologico Fiorentino, diventato Facoltà di Teologia dell’Italia Centrale. Attualmente è vicario episcopale per la pastorale della cultura e dell’università nella Diocesi e nell’università di Pisa, nonché direttore spirituale nel seminario arcivescovile di Pisa. Ha pubblicato circa 170 lavori tra cui molti libri, alcuni dei quali tradotti anche in altre lingue.

Seguirà dibattito in aula.

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