No Giani Day! Per la Democrazia in Toscana

di BEATRICE BARDELLI – No Giani Day! A Pisa sabato, 21 gennaio 2023 alle 14, in piazza “Contro i misfatti di questo governatorato”.

No Giani Day! “Contro i misfatti di questo governatorato” la Toscana ferita da scelte politiche imposte dall’alto e non condivise con la cittadinanza si ritroverà a Pisa, sabato, 21 gennaio 2023, alle 14, in piazza Vittorio Emanuele (davanti alla stazione ferroviaria), per manifestare la propria protesta pacifica, ma determinata, in un corteo silenzioso che attraverserà le vie della città.

Un corteo senza simboli né bandiere, nel consueto stile del coordinamento apartitico MTL (Movimenti Toscani per la Libertà) che ha organizzato l’iniziativa che è aperta a “tutta la cittadinanza toscana”, alle “aggregazioni sociali di qualunque tipo” ed alla “stampa”. “Ogni cittadino parteciperà senza simboli né loghi, per togliere il focus a divisioni e individualismi e dare risalto alle tematiche trattate e all’unità dei cittadini toscani” si legge nel comunicato stampa di MTL.

Le adesioni. Sono ancora aperte. “La nostra regione è vittima di una concentrazione di impianti inquinanti ad alto impatto ambientale e basi militari ad alto rischio, e a questa devastazione si aggiunge la gestione aziendalistica della sanità pubblica, piegata agli interessi dei colossi privati” si legge nel comunicato stampa.

Ad oggi hanno già aderito al No Giani Day diverse realtà toscane: CliVa – Toscana; CUB – Pisa; CARC – Toscana; Comitato Liberi Insieme per la Salute – Piombino; CO.S.AR (Comitato Sanitari Arezzo); L’Arengo – Firenze; Libera Scelta – Elba; Comitato “La Piazza” – Piombino; STOP GP Alta Valle del Tevere; Movimento per la Terra e per la Comunità umana – Toscana; Resistenza Siena; Ex-tinction Rebellion – Firenze; No Mega Impianto Eolico Monte Giogo di Villore –Mugello; Reciproco Soccorso Rosignano; Associazione Culturale Nea-Polis; 9MQ WEB TV che effettuerà la diretta streaming.

Sulla locandina della manifestazione sono evidenziati i “temi caldi” in Toscana su cui verrà focalizzata la protesta di denuncia della “gestione scellerata della cosa pubblica a livello regionale, di cui il governatore Giani è l’ultimo, ma forse anche il principale di una lunga lista di rappresentanti”. Eccoli per zona: Cave di marmo (Carrara); Aeroporto militare e Nuova base militare (Pisa); Rigassificatore (Livorno); Rigassificatore (Piombino); Sversamenti Solvay (Rosignano); Inquinamento da Keu (Pontedera); Biotecnopolo vaccinale (Siena); Ampliamento dell’aeroporto di Peretola (Firenze).

Le richieste di MTL.

Sono solo cinque le “proposte per la Toscana che vorremmo” ma sono fondamentali per garantire a tutti i cittadini ed a tutte le cittadine toscane pari dignità ed il diritto di vivere su un territorio non inquinato, ambientalmente protetto, ed in una comunità che garantisca armonia di relazioni umane e con l’ambiente circostante, una partecipazione effettiva alle scelte politiche ed una sanità a misura d’uomo, efficiente e rispettosa delle scelte dei pazienti.

Eccole in ordine: 1) La tutela del territorio e gli interventi di messa in sicurezza; 2) Un rapporto armonioso con l’ambiente, quale fonte di vita e non di profitto; 3) Una sanità efficiente per tutti, rispettosa della dignità e delle scelte dei pazienti; 4) Una politica di vera pace, incentrata su dialogo e interazioni nonviolenti; 5) La partecipazione attiva dei cittadini e la libertà di espressione e informazione. Per una partecipazione attiva.

Il corteo del No Giani Day di Pisa rappresenterà tutte e tutti quei cittadini toscani che da mesi, ed anche anni, si stanno opponendo ad una prassi politica che continua a negare quella partecipazione attiva prevista e garantita dalla Convenzione internazionale di Aarhus del 1998, recepita dall’Italia con la Legge n. 108 del 16 marzo 2001. Anche se la Legge italiana risulta composta di soli 4 articoli perché non riporta (volutamente?) il testo integrale della Convenzione di Aarhus, questa parla chiaro

La Convenzione di Aarhus.

Non solo garantisce l’accesso all’informazione ma prevede espressamente la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale “Al fine di contribuire a tutelare il diritto di ciascuno, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente adatto a garantire la salute ed il benessere di ciascuno”.

Una Convenzione che, all’art. 2, comma 4, definisce il termine “pubblico” come “una o più persone fisiche o giuridiche e, conformemente alla legislazione o alla prassi nazionale, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi costituiti da queste persone”. Ovvero il “pubblico” è anche il singolo cittadino interessato ad un particolare problema.

Gli articoli 6, 7, 8 specificano cosa si intende per diritto di partecipazione ma è l’articolo 6 quello che fa tremare i polsi ai nostri amministratori e che non viene mai applicato in Italia. L’articolo 6. Al comma 3, si legge: “Per le varie tappe della procedura di partecipazione del pubblico, sono previsti termini ragionevoli che lascino abbastanza tempo per informare il pubblico […] e perché il pubblico si prepari e partecipi effettivamente ai lavori durante tutto il processo decisionale in materia ambientale”. Ma è il comma 4 quello fondamentale: “Ogni Parte prende delle disposizioni affinché la partecipazione del pubblico cominci dall’inizio della procedura, cioè quando tutte le opzioni e soluzioni sono ancora possibili e che il pubblico possa esercitare una reale influenza”. Ovvero, il pubblico, il cittadino comune, le associazioni devono essere messi in grado di avere, fin da subito, tutte le informazioni necessarie per poter esercitare una reale influenza sulle scelte da fare.

Scelte e decisioni che in Toscana, e non solo, sono sempre state prese dai vertici delle varie amministrazioni che hanno tenuto all’oscuro la popolazione per impedirle ogni azione, per loro, disturbatoria. Invece, la partecipazione attiva del pubblico è un diritto riconosciuto a livello internazionale che va preteso, difeso e fatto rispettare.

Nel nome della nostra Costituzione che all’art. 10 stabilisce che “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Ma quanti amministratori conoscono la Convenzione di Aarhus? La conoscerà il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, laureato in Giurisprudenza? Ma anche se la conoscessero, quanti di loro l’hanno mai applicata?