No Green Pass niente risposta delle analisi

di BEATRICE BARDELLI – E’ accaduto in Toscana, a Castelnuovo Garfagnana, è stata negata la consegna delle risposte delle analisi.

Chi ha inventato l’espressione “l’Italia è il Paese di Pulcinella”, per indicare che il nostro è un paese in cui la fa da padrona l’ambiguità e l’incoerenza, non si sarebbe mai immaginato che a questa “incoerenza” ed a questa “ambiguità” si sarebbe sommata anche l’“ignoranza” che avrebbe infettato persino le pubbliche amministrazioni.

Un abuso acclarato.

E’ di pochi giorni fa la notizia che al CUP di Castelnuovo Garfagnana è stata negata la consegna delle risposte di alcune analisi ad una signora X perché non era in possesso del green pass. Come dire (esagerando naturalmente con lo spirito da toscanacci che ci contraddistingue): “o la borsa, o la vita!”. Ovvero, se hai il green pass, puoi avere di diritto il tuo certificato, senza green pass, ti tolgo questo diritto e te ne torni a casa a mani vuote. E’ quello che è stata costretta a fare la signora X che se ne è tornata a casa, non solo senza i documenti che le erano necessari e le spettavano di diritto, ma, in più, con un profondo senso di disagio sociale, un mix, mai provato fino ad allora in vita sua, di umiliazione, impotenza e frustrazione per essere stata trattata come una reietta, improvvisamente espulsa dal contesto civile. Con l’aggravante di essere stata rifiutata da una istituzione pubblica che si occupa di servizi alla persona (in questo caso di tipo sanitario) ed ha la mission di prendersi cura dei cittadini e non di espellerli come i lebbrosi dei lazzeretti di manzoniana memoria.

Perché un abuso?

Perché chi lo ha commesso materialmente, ma soprattutto chi ha indotto il singolo impiegato/a a commetterlo, dovrebbe rispondere di fronte alla magistratura di un abuso che deriva dalla totale ignoranza della legge, ovvero di quanto ha deliberato lo stesso governo in materia di applicazione del Green pass nelle Pubbliche amministrazioni.

Carta canta

Le linee guida della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla condotta delle Pubbliche Amministrazioni per l’applicazione dell’obbligo del Green pass e la sua esibizione da parte del personale del 12 ottobre scorso, che costituiscono parte integrante del decreto-legge n. 127 del 21 settembre 2021, infatti, dicono chiaramente che gli utenti sono esonerati dall’esibire il green pass. Infatti, in fondo a pagina 5, il testo recita: “In sintesi, l’unica categoria di soggetti esclusa dall’obbligo di esibire il green pass per accedere agli uffici pubblici è quella degli utenti, ovvero di coloro i quali si recano in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare. I visitatori che dovessero accedere a qualunque altro titolo (ad esempio per lo svolgimento di una riunione o di un incontro, congresso o altro) dovranno, invece, essere muniti della certificazione verde ed esibirla su richiesta”.

Inoltre, al sito internet del governo intitolato “Green pass e ritorno in ufficio, le Faq per la Pubblica amministrazione”, la Faq n. 4, alla domanda: “Gli utenti dei servizi hanno l’obbligo di green pass?” risponde categoricamente con un bel “NO”. E spiega: “L’unica categoria di soggetti esclusa dall’obbligo di esibire il green pass per accedere agli uffici pubblici è quella degli utenti, ovvero di coloro i quali si recano in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare”.

L’ignoranza non detta legge!

La frustrazione subita dalla signora X non le ha comunque tolto la capacità di reagire. Fortunatamente la signora X non è sola ma fa parte di un gruppo, una chat di un movimento molto attivo sul fronte della difesa dei diritti costituzionali, a cui ha raccontato la sua disavventura. La reazione è stata immediata ed il coordinatore del movimento “Valle del Serchio Alternativa” ha inviato alla stampa un comunicato di denuncia e di condanna che pubblichiamo volentieri perché non è la prima volta che il Cup di Castelnuovo Garfagnana ha negato i propri servizi ad utenti del territorio che avevano tutto il diritto di ricevere quanto gli spettava. Per legge.

Il comunicato: “Follia Green pass

Il caso del CUP di Castelnuovo”. Il Green pass è una mostruosità giuridica, una negazione assoluta dei diritti costituzionali. Inutile se non dannoso dal punto di vista sanitario, esso ha la funzione di costringere le persone all’obbedienza. Ma questa mostruosità produce anche una serie di abusi rispetto alla stessa legge che lo ha introdotto. Il grave è che questi abusi avvengono spesso in ambienti pubblici, laddove almeno la legge dovrebbe essere conosciuta. E’ questo il caso del CUP (Centro unico di prenotazione) di Castelnuovo di Garfagnana. Solo negli ultimi tre giorni ci sono stati segnalati diversi casi di persone che recatisi al CUP per ritirare analisi, prenotare visite od effettuare pagamenti, si sono viste impedire l’accesso con la richiesta di esibire il Green pass. Questa richiesta è palesemente illegittima. Così recitano le Linee guida diramate dalla stessa Presidenza del Consiglio dei ministri: «In sintesi, l’unica categoria di soggetti esclusa dall’obbligo di esibire il green pass per accedere agli uffici pubblici è quella degli utenti, ovvero di coloro i quali si recano in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare». Tutto ciò è ribadito anche dalla Faq n° 4 del Ministero per la Pubblica Amministrazione, che conferma come almeno gli utenti siano esclusi dall’obbligo di esibire il lasciapassare medievale denominato Green pass. Ma nell’era della follia pandemica anche la peggior legge del mondo (il Green pass all’italiana non ha uguali sul pianeta) non basta. C’è sempre qualcuno che vorrebbe ancora di più, trovando sempre qualche spazio per peggiorare quel che è già pessimo di per sé. Al CUP di Castelnuovo così vanno le cose. Si è impedito a più persone di accedere ai servizi, per giunta apostrofando pubblicamente in malo modo una signora rea di non essersi vaccinata. Valle del Serchio Alternativa, nel denunciare la gravità di questi episodi, chiede all’Asl di porre immediatamente fine a questi abusi, di ripristinare immediatamente il servizio pubblico che è tenuta a fornire a tutti i cittadini e di chiedere scusa a quelli che sono stati vergognosamente discriminati. In caso contrario Valle del Serchio Alternativa valuterà il ricorso all’autorità giudiziaria. La nostra lotta contro il Green pass continua”.

In tempo reale Cup Castelnuovo: la vergogna dell’Asl

Mentre stavo per inviare l’articolo al mio direttore di Toscana Today mi è arrivato un secondo comunicato stampa dal movimento “Valle del Serchio Alternativa” che aggiorna la vergognosa vicenda. Di seguito il testo integrale.

L’ultimo comunicato stampa

“Obbligatorio” fino a sabato scorso, da lunedì mattina il Green Pass non è più richiesto per accedere al CUP dell’ospedale di Castelnuovo di Garfagnana. Cosa è successo nel frattempo? È successo che è uscita sulla stampa la nostra denuncia sulla totale illegittimità della richiesta del “certificato verde”. Evidentemente la nostra azione è servita! Qualche giorno fa abbiamo infatti denunciato l’applicazione illegale del Green pass al Cup del capoluogo garfagnino, chiedendo all’Asl di porre fine a quell’abuso, di ripristinare correttamente il servizio e di chiedere scusa a tutti i cittadini vergognosamente discriminati. Adesso quell’abuso è cessato e come Valle del Serchio Alternativa ci rallegriamo senz’altro di questa piccola vittoria. Piccola, perché risolve solo un aspetto minore dell’enorme attacco alle libertà ed ai diritti del nazistoide Green pass, ma pur sempre una vittoria contro l’arbitrio di poteri pubblici irresponsabili. Poteri che dicono di agire per quella salute pubblica che hanno distrutto in decenni di tagli e privatizzazioni. Poteri che oggi vorrebbero rifarsi una verginità scatenando la caccia alle streghe contro chi non si piega ai loro ordini. Beccata nuovamente in fallo, l’Asl si nasconde ora dietro la linea del silenzio. Comprendiamo la difficoltà della dirigenza, certamente la totale mancanza di argomenti, ma questo comportamento è inaccettabile ed offensivo dell’intelligenza delle persone. Si riconosce di fatto la giustezza della nostra denuncia, ma non si proferisce parola su quanto avvenuto fino a sabato. Perché la dirigenza, certamente ben retribuita e solitamente piuttosto loquace, non si prende invece le sue responsabilità? Perché non riconosce quantomeno i suoi errori? Forse se ne vergogna? Beh, fosse così sarebbe già un passo avanti…È troppo facile agire in questo modo. Facile ma non tollerabile, e i cittadini lo sapranno giudicare da soli. Il movimento Valle del Serchio Alternativa, nel chiamare alla partecipazione alle manifestazioni contro la “tessera verde” (la prossima sarà sabato a Viareggio), invita tutti coloro che subiscono discriminazioni e soprusi di qualunque tipo a segnalarcelo. La nostra lotta non si fermerà fino alla vittoria!”.


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