ATTUALITA', CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula

Non solo la speranza di un ritorno alla normalità

di CELESTINO PIO CASULA – Riprendere a progettare, a costruire, a disegnare scenari e nuove evoluzioni; senza mai tralasciare la memoria.

La forza motrice di tutto, la fede, la propensione a sperare in un futuro migliore, l’aspettativa non è di quelle esagerate. Il futuro come luogo del vivere in tranquillità, una sorta di rifugio che cerchiamo e costruiamo pian piano prima nei pensieri poi nella fattualità quotidiana, certo la speranza va custodita, alimentata e nutrita anche, e soprattutto quando il senso comune non ci assiste, anzi ci intristisce. Però il fascino segreto e profondo della speranza e la magica aura del futuro ci avvolgono con dolcezza e calore, ci cullano verso la costruzione di un nuovo vivere e di un nuovo mondo, nuovo perché più sentito e responsabile, intenso e familiare ritrovando le nostre radici e le nostre tradizioni. Poco, tanto. Non lo so, ma intanto avviamoci e troveremo via via la direzione, la forza e la volontà per vedere, costruire un radioso futuro. In questo pessimo momento è un dovere cercare una prospettiva futura, riprendere a progettare, a costruire, a disegnare scenari e probabili nuove evoluzioni; senza mai tralasciare la memoria, facendone tesoro, ponendola come fondamenta per il futuro, incamerando l’esperienza vissuta per crescere e migliorare, perché si possa dire un giorno che quel periodo triste ha dato la stura ad un futuro luminoso, da governare e guidare, un futuro che deve dimostrarsi non un nuovo modo di essere, bensì la migliore evoluzione del prima senza nessun rimpianto e nessuna recriminazione. In parole chiare, non una nuova normalità, tremendo pensiero che sottende ferali imposizioni ed inique limitazioni delle libertà personali, la normalità di essere sempre se stessi, senza alcuna forzosa e prevaricante limitazione/imposizione di comportamenti tali da lasciare supporre una novella dittatura post virus, costruita per compiacere pochi personaggi pericolosi e sottomettere la massa. Diceva il Mameli: Con la fede che ci guida, la sua luce sempre accesa, nell’aspra dura battaglia, noi, il popolo al fine vinceremo contro il male ed i suoi vili sodali…

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