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Oggi Giornata Internazionale degli Infermieri

by redazionetoscanatoday
Florence Nightingale

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Vogliamo ricordare Florence Nightingale, e rendere omaggio a tutti gli infermieri caduti durante la pandemia del Coronavirus

di Claudia Menichini

Duecento anni fa nasceva a Villa Colombaia a Marignolle, sulle colline fiorentine, Florence Nightingale, colei che ha praticamente inventato la scienza infermieristica. La famiglia di Florence, così chiamata in omaggio alla città in cui nacque, è colta e benestante, e il padre è un famoso epidemiologo. Florence, intelligente e decisa, di grande umanità e senso religioso, è determinata fin da giovanissima a dedicare la sua vita a curare gli ammalati e gli indigenti. Dotata di spiccate capacità organizzative e decisionali e di grande attitudine all’osservazione, si impegna a migliorare le condizioni igienico sanitarie degli ambulatori medici, e nel 1854, venuta a conoscenza dell’altissima mortalità dei feriti della guerra di Crimea, parte volontaria assieme ad altre trentotto infermiere.

Sul campo capisce subito che non sono solo le ferite a uccidere quasi il novanta per cento dei ricoverati, ma le pessime condizioni igieniche, le fogne a cielo aperto, gli strumenti e le mani non lavate, il caos e la sporcizia diffusi ovunque: comprende insomma che gli ospedali da campo sono luoghi perfetti per il proliferare di infezioni. Così scrive una sorta di decalogo con i requisiti essenziali per un ambiente di cura sano: aria pulita, acqua pura, sistema fognario efficiente, pulizia e luce. E poi aggiunge i requisiti umani, non essenziali, ma che favoriscono comunque in maniera sensibile il miglioramento generale dei ricoverati: silenzio, calore, dieta e attenzione. Con questo metodo Florence riesce a ridurre drasticamente la mortalità dei feriti.

Tornata in patria, riceve donazioni e sostegno, sia politico che economico, e nel 1860 fonda presso l’Ospedale Saint Thomas di Londra la scuola per infermieri Nightingale Training School.

Viene soprannominata la Signora della Lampada da un articolo del Times a lei dedicato, per la sua abitudine di passare a fine giornata a controllare i suoi malati, e così viene citata in una famosa poesia dedicatale dal poeta americano Longfellow. Per i suoi studi sull’analisi statistica di nascite, malattie e casi di decessi nel 1858 diviene la prima donna membro della Royal Statistical Society. Due anni più tardi pubblica il libro Notes on Nursing, considerato basilare per la professione infermieristica, e più tardi, prima donna in assoluto, riceve l’Order of Merit.

Muore nella sua casa di Londra nel 1910; nella chiesa di Santa Croce a Firenze un cenotafio le rende omaggio e ricorda i suoi natali italiani.

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