Quel seme degli arbitri donna nel calcio seminato a Viareggio

CAPITA – ma pensandoci bene, era inevitabile – che nell’ìncontro dibattito svoltosi al bagno Mascotte del Lido, dedicato allo sport femminile, iniziando dal calcio, e alla battaglia per superare certe forme (anche culturali) di discriminazione, l’argomento abbia toccato anche il recente debutto dell’arbitro Stepfanie Frappart a dirigere la finale della Supercoppa europea fra Liverpool e Chelsea. E capita che dalla memoria, stavolta torniamo dalle nostre parti, affiori nuovamente la storia che proprio la sezione arbitrale viareggina, all’epoca del fatto che andiamo a raccontare non ancora dedicata al compianto Angelo Domenici – sia stata una delle ‘avanguardie’ non solo toscane ma nazionali della rivoluzione copernicana del pallone. Vale a dire, parliamo di Figc e non di enti di promozione sportiva, l’ammissione delle ragazze ai corsi per arbitrare le gare maschili. E una volta superato – brillantemente – l’esame, avere il battesimo del campo. Detto e fatto.
LA PRIMA arbitro donna in una gara maschile di settore giovanile fu – se la memoria non inganna – una ragazza umbra. Poi il palcoscenico toccò alla sezione arbitrale viareggina, siamo a cavallo fra la fine degli anni ’80 e l’inizio del decennio successivo: teatro dello storico evento fu il vecchio campo sportivo ‘Basalari’ (quello per intenderci che si trovava all’altezza della pizzeria 90° Minuto, ora Taverna del Calcio: come si vede il pallone era… di contorno) in occasione della sfida della categoria Esordienti fra Croce Verde e Ancora, con arbitro Daniela Zalcetti, omaggiata dal capitano della formazione di casa da un mazzo di fiori. Grande curiosità, tribune piene il giorno dell’esordio, foto, servizi e titoli, per questa… simbolica presa della Bastiglia del pallone da parte delle donne. Dopo Daniela Zalcetti, pochi giorni dopo toccò a Patrizia Ferrari indossare la giacchetta nera, usare il fischietto e estrarre, all’occorrenza, cartellini gialli e rossi. Poi ad altri ‘fischietti rosa’: il dado era tratto. Paola Manfredini (figlia d’arte) e Melania Biancalana sono state altri arbitri della sezione viareggina in quel periodo pionieristico. Poi nei primi anni del nuovo secolo, la sezione ha proposto nel campionato di serie D, ovviamente maschile, Marlene Arcangeli. La rivoluzione era completata. Immaginiamo l’orgoglio degli storici dirigenti della sezione viareggina, a cominciare dalla memoria storica Mauro Testai e di chi ha raccolto il testimone, l’attuale presidente Edoardo Brusco.
SI PUO’ azzardare – noi, ci crediamo – che il seme degli arbitri donne per il calcio maschile, gettato in quei giorni a Viareggio sia arrivato…. a Istanbul, teatro della finale della Supercoppa?