LIFESTYLE, SPORT, SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

PALLANUOTO – Pro Recco, un fiore all’occhiello

La Pro Recco venne fondata nel 1913 con il nome Rari Nantes Enotria e inizialmente le partite venivano disputate in mare

Si sa, in Italia quando parli di sport l’orizzonte è molto limitato: a parte il calcio e la Formula 1, di bar in bar i discorsi sono sempre quelli e appena accenni ad aprire un conversazione che non sia la solita routine ti guardano facendo finta di capirti, o di interessarsi solo per fare bella figura, chiudendo subito la discussione. Per fortuna è in arrivo sul grande schermo un docufilm sulla seconda società più vincente del nostro Paese e la più vincente nel mondo della pallanuoto.

Grazie alla casa produttrice genovese Lucerna Films, con il finanziamento della Regione Liguria e il supporto della Fondazione Genova Liguria Film Commission, il regista ligure Giorgio Molteni ci porta nella storia della Pro Recco: la squadra che il mondo della pallanuoto ci invidia e che detiene il record di trofei vinti in questo sport. Le riprese del film, posticipato causa coronavirus, cominceranno nei prossimi mesi con l’inizio della nuova stagione sportiva. Intanto, se volete, su internet è uscito il trailer.

La Pro Recco venne fondata nel 1913 con il nome Rari Nantes Enotria e, inizialmente, le partite venivano disputate nel mare di Recco, davanti ai bagni Enotria, all’interno di Golfo Paradiso, città famosa per la pallanuoto e per i fuochi d’artificio dell’8 Settembre. La squadra giocò con questa denominazione fino al 1935, quando venne sostituita dal Gruppo Sportivo Fascista.

Nel 1946 i vecchi giocatori decisero di rifondare la squadra dandole l’omonimo nome della squadra di calcio della città, Pro Recco.

La società deve molto alla sua gente che negli anni ’50 (nel 1952 per la precisione), partecipò alla famosa ‘campagna del cemento’ permettendo la promozione della squadra in serie A1. Il problema era il “campo”: la Pro Recco non ne aveva uno e per salire di categoria si dovevano rispettare certi parametri, tra cui una passerella che consentisse al direttore di gara di fare avanti e indietro durate l’arco della partita. La gente non ci pensò su due volte, vennero alzate le tasse per permettere la realizzazione del nuovo plesso e tutto questo per una squadra che di vincente non aveva – ancora – nulla.

Non dovettero però aspettare molto per ritrovarsi sotto casa una squadrone in grado di battere in Italia e in Europa le formazioni più blasonate e forti del tempo, stabilendo un record dietro l’altro.

Nel 1959 arriva il primo scudetto grazie ai “sette re”: Merello, Guidotti, Maraschi, Pizzo, Cevasco, Giraldi, Lavoratori, allenati dal fratello di Pizzo, Pietro. Tra questi, Franco Lavoratori ed Eraldo Pizzo, detto il Caimano, il giocatore del secolo della pallanuoto. L’anno successivo vinsero la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960. Tra il ’59 e il ’74, la Pro Recco fece terra bruciata vincendo 14 scudetti, una Coppa Italia e una Coppa dei Campioni nel 1965 a Milano, stabilendo il record di imbattibilità di 153 partite – con 11 pareggi – tra il 1965 e 1973.

L’inizio degli anni ’80 non fu tanto diverso, arrivarono 3 scudetti di fila – 82’, 83’ e 84’ – e una Coppa dei Campioni, ma dal 1985 al 2000 la Pro Recco passò anni bui, durante la riorganizzazione societaria dovuta all’avvento del semiprofessionismo. La nuova società, dal 2000 al 2005, venne presa in mano da un gruppo di imprenditori genovesi guidati da Fabrizio Parodi, Gianangelo Perrucci – presidente onorario – e l’ex pallanuotista della Pro Recco Gabriele Volpi. La Pro Recco si ritrova e anella un filotto di ben 8 scudetti consecutivi, 6 Coppe Italia consecutive, 4 Coppe dei Campioni di cui due consecutive, e altrettante Supercoppe LEN; nella stagione 2014-2015 arriva il quarto triplete in 8 anni e il decimo campionato nazionale consecutivo, sommando così 29 scudetti. Nessuno in nessun altro sport è riuscito a fare meglio.

Nel recente passato la storia non cambia, i record continuano ad essere riscritti e la sensazione di essere davanti a qualcosa di straordinario si trasforma sempre più in qualcosa di materiale, di incredibilmente vero ed esclusivo. Il 22 aprile 2017 con la vittoria contro il Quinto per 15-1 viene stabilito un altro record: è la settantatreesima vittoria di fila, la striscia vincente più lunga per lo sport italiano, battendo la Teodora Ravenna – squadra di pallavolo femminile – che si fermò a 72. Il mese dopo è la volta del 31 scudetto, bissato l’anno successivo con il trentaduesimo. Con l’arrivo di Ratko Rudic, l’allenatore più vincente della pallanuoto con al collo 4 ori olimpici, arrivano il 33esimo scudetto e un’altra Coppa Italia.

In totale sono 33 scudetti – solo la Juventus ne vanta di più -, 14 Coppe Italia, 8 Coppe dei Campioni e 6 Super Coppe Europee. Inoltre, è l’unica squadra italiana ad aver vinto il grande slam (Campionato, Coppa Italia, Coppa Campioni, Supercoppa Europea), traguardo raggiunto per due anni consecutivi nelle stagioni 2006-07, 2007-08 e 2011-12.