Paolo Barnard "L'origine del virus"
CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli, Chiarelettere

Paolo Barnard – “L’origine del virus” dal 23 in libreria

di ALDO BELLI – Verità mai rivelate, che avrebbero potuto salvate innumerevoli vite umane, con Steven Quay e Angus Dalgleish – Chiarelettere.

Nel Grande Circo Nazionale della Pandemia, il libro di Paolo Barnard – con Steven Quay e Angus Dalgleish – è una boccata d’ossigeno per gli uomini liberi.

Tra i vari numeri che in questi due anni hanno aggiunto alla tragedia umana la miseria morale, uno sicuramente è l’occhio di bue spento sul dubbio. Non sono mancati gli scienziati e i medici che hanno manifestato il proprio dissenso dal pensiero dominante dell’accadimento imprevisto ed imprevedibile, e neppure i reduci del complottismo della Guerra Fredda. Ma nessuno è riuscito ad infrangere la barriera del dubbio nell’opinione pubblica, neppure di fronte al dubbio derivante dalla logica più elementare e al di fuori di tentazioni ideologiche. In altre epoche, considerando l’obbiettiva coincidenza del virus con la ricerca genetica in atto da decenni all’interno di laboratori altamente specializzati e altrettanto segreti sparsi per il mondo, si sarebbe aperto un movimento internazionale sul loro livello di trasparenza e di controllo democratico. Oggi, questo non è accaduto. Neppure tra le giovani generazioni a cavallo dell’Oceano Atlantico.

Accade così che due scienziati come il dottor Steven Quay (Stanford University e Harvard Massachusetts General Hospital) e il professor Angus Dalgleish (St George’s University of London) siano passati – insieme ad altri – per “complottisti” (o negazionisti) per avere dubitato e poi dissentito sulle cause spontanee del Covid (a questo proposito, sarebbe interessante risalire a come è nato l’appellativo di “negazionisti”: mai definizione più appropriata poteva essere inventata per sollevare il disprezzo nell’opinione pubblica verso chi dissentiva, stante la sua accezione comune riferita a quanti hanno negato l’esistenza dell’Olocausto).

Tuttavia, fino a quando ci sarà qualcuno abituato a camminare in ricerca della verità – come Barnard, Quay e Dalgleish – e qualcuno che darà loro voce pubblicamente – come in questo caso, un’editore – la nostra libertà è ancora possibile. Anche se tutto, intorno a noi, sembra correre inevitabilmente verso il trionfo del pensiero vuoto.

“L’origine del virus” è il frutto di un’inchiesta durata oltre un anno, il libro prova anche con evidenze molecolari inedite la manipolazione genetica in laboratorio. Le conclusioni sono racchiuse nel titolo del primo capitolo: “Il silenzio che uccide”; che accompagnato al sottotitolo finale del libro, “Perché questo dibattito viene zittito e l’indagine intralciata”, forse ci aiuta anche a comprendere il motivo della miseria morale che si è aggiunta alla tragedia umana. E pure la ragione, dimostrata, della Grande Fake News volta ad associare nell’opinione pubblica gli scienziati e i medici e anche i giornalisti liberi, con il complottismo dei reduci dei figli dei fiori.

A rivelare con questo libro i letali segreti biologici del coronavirus e del laboratorio di Whuan – secondo i quali se queste verità fossero state rivelate subito, si sarebbero salvate innumerevoli vite umane – sono un giornalista e due riconosciute autorità internazionali in materia.

Steven Quay, ricercatore nel campo farmacologico è il fondatore della Atossa Therapeutics di Seattle e già docente di Medicina alla Stanford University, nonché dirigente medico all’Harvard Massachusetts General Hospital. Ha assunto posizioni coraggiose sull’origine del virus dichiarandone esplicitamente la provenienza ed è stato per questo chiamato a testimoniare al Congresso degli Stati Uniti.

Angus Dalgleish è professore di Oncologia presso l’Istituto di ricerca di malattie infettive e immunitarie della St George’s University of London, e direttore del dipartimento di Oncologia. Ha contribuito al progresso della medicina con alcune scoperte fondamentali sull’HIV e di recente sull’origine della pandemia. Con il virologo Birger Sørensen e l’azienda norvegese Bionor ha sviluppato il vaccino anti COVID Biovacc-19.

Paolo Barnard è un giornalista di quella generazione che ha fatto del giornalismo una missione di vita tratta dalla vita reale. Dagli anni giovanili della Gazzetta di Parma al lavoro londinese “in nero con gli schiavi sociali in un tunnel a sgrassare auto, vivendo come vivono gli schiavi delle ‘riforme’ del lavoro”. Negli Stati Uniti si specializzò in politica estera, testimone oculare “del sadismo sociale neoliberista”. Poi l’Italia: Mondadori, Samarcanda di Michele Santoro, reporter dall’hotel Al-Rasheed di Baghdad durante la I Guerra del Golfo, nel 1993 fu il primo a scoprire le torture dei soldati italiani in Somalia nell’Operazione Restore Hope pubblicandole su La Stampa di Torino nel silenzio generale; ha collaborato con il Corriere della Sera e la Voce di Indro Montanelli, poi con Paolo Flores D’Arcais a Micromega e con il Golem del Sole 24 Ore, cofondatore nel 1994 (con Roberto Quagliano e Milena Gabanelli tra gli altri) di REPORT sotto la direzione di Giovanni Minoli. E il seguito sarebbe troppo lungo.

Una boccata d’ossigeno, certo. Con il rullo dei tamburi ancora negli orecchi, tra trombette che sputano coriandoli sui terrazzi, improvvisati imitatori, visi pallidi con il camice bianco e la lingua biforcuta, maghi del Photoshop pronti a fare uscire dal cilindro illustri sconosciuti vendendoli al volgo come fossero gli eredi di Pasteur (con le buone grazie degli analisti della pubblicità televisiva), domatori in livrea poi finiti nella fossa degli appalti anziché dei leoni, miseri illusionisti e bari conclamati sul pallottoliere giornaliero dei contagi delle vittime e dei sopravvissuti, i pagliacci leccaculo sempre pronti a prostrare la penna pur di sentirsi una pacca sulle spalle, un sistema sanitario nazionale roso come una corda dell’acrobata dai topi… E come definirlo diversamente, nel contesto del Grande Circo Nazionale della Pandemia, un libro come “L’origine del virus” frutto di un’inchiesta rigorosa e firmato da chi l’ha vissuto sul campo con il coraggio di andare oltre l’apparenza e le convenienze del Potere, se non una boccata d’ossigeno per gli uomini liberi?

Paolo Barnard "L'origine del virus"
Dal 23 settembre in tutte le librerie italiane e dal 30 settembre in quelle britanniche (176 pp, 14.90 €),