OPINIONI, PENSIERI BREVI - Pier Franco Quaglieni

Penalizzare il contante? No!

Il cittadino normale ha il diritto sacrosanto di far uso dei suoi soldi liberamente, un Paese libero non penalizza il contante

La carta di credito o il bancomat  devono essere un’opportunità in più, una comodità in più anche se la percentuale trattenuta dalle banche penalizza i commercianti. Ma l’idea balzana di Confindustria, poi della Gabanelli e adesso del Governo PD-5 Stelle di penalizzare il contante con una tassa del 2 per cento per il versamento e il prelievo di somme superiori ai 1.500 euro appare una vera e propria patrimoniale imposta con la scusa di combattere l’evasione. Gli evasori sono maestri del riciclaggio e non si lasceranno certo spaventare da questi mezzucci che colpiscono invece  il cittadino normale che ha il diritto sacrosanto di far uso dei suoi soldi liberamente, innanzi tutto a tutela della sua privacy. Un Paese libero non penalizza il contante, un Paese che vuole togliere la libertà incomincia da queste cose, come si evince dalle dichiarazioni battagliere di un oscuro sottosegretario pentastellato.Stupisce che l’idea bastarda sia venuta proprio dal centro studi di Confindustria. Bisogna suonare le campane a martello, questo è un segno di asfissia e di stupidità perché un Paese in crisi come il nostro, ingessato nella crisi, dovrebbe favorire in tutti i modi la spesa e non penalizzarla con balzelli che sanno di Medio Evo. Vogliono obbligarci ad usare il materasso come banca o a tornare al baratto?