Percy Bisshe Shelley
CULTURA, CULTURA e STORIA - di Luca Guidi

Percy Bysshe Shelley, una rockstar

di LUCA GUIDI – Shelley ha dato ispirazione a gruppi come Jive and the Bunnymen, The Cure, i Doors, i Rolling Stones e pure gli Iron Maiden

Percy Bysshe Shelley (Horsham, UK 1792 – Viareggio, Italia 1822) è senza ombra di dubbio il più famoso e innovativo poeta del romanticismo mondiale che ha impresso nei cuori di chi si è avvicinato a lui un’indelebile impronta composta da poesia e libertà. In tutto il mondo esistono gruppi di appassionati shelleyani che custodiscono la memoria e le opere di questo meraviglioso “ragazzo”. Un talento assoluto (si destreggiava bene con diverse lingue) in latino e greco e un innovatore lirico che sapeva ordire poesie in lingua inglese con metrica classica e qualche volo anche in francese e in italiano. Lui, che l’Italia l’ha amata, forse più della sua terra madre (alla quale non risparmiava invettive contro le politiche repressive della corona nei confronti degli operai), definendola “Paradiso degli Esuli” in cui ha vissuto e dove ha trovato l’eternità, era un vero e proprio fenomeno.

Antesignano di argomenti che hanno trovato posto nelle lotte sindacali di fine ‘800, dei grandi movimenti utopici, Shelley è il poeta che incarna più di tutti il ribelle, l’anticonformismo, la lotta contro la tirannia con temi riscontrabili e in evidenza in gran parte delle sue opere. Il “Prometeo Liberato” in primis ma anche l’ “Ode alla Libertà”, “Queen Mab”, “La rivolta dell’Islam” e il suo primo guaio “La necessità dell’ateismo” pamphlet rivoluzionario ‘autoprodotto’ che gli costò a soli sedici anni l’espulsione da Oxford.

Il suo senso di libertà si rispecchiava anche nella vita di relazione dove l’amore doveva essere appunto “libero”: quando si innamorò di Mary Godwin si presentò alla porta di Harriet Westbrook (sua moglie) proponendole di vivere tutti insieme, in una sorta di comune… Harriet rifiutò (poi suicidandosi) ma Mary fuggendo con lui in Italia si portò appresso la sorellastra Claire (che diventò amante di Byron) creando un menage replicato poi con la convivenza sotto lo stesso tetto di San Terenzo assieme a Jane Cleveland e il suo compagno Edward Williams, ques’ultimo morto naufrago con Shelley.

L’uso di laudano per alleviare attacchi di nevrosi mi conduce, infine, a tirare una somma… Droga (laudano), sesso libero, libertà, rivoluzione. Non vi ricorda qualcosa? Tipo un sex, drugs e rock n’roll? E il fatto che se ne sia andato a soli trent’anni a me ricorda un altro caposaldo del rock, quel live fast, die young caratteristica di tutti i miti della musica “del diavolo” degli anni ’70, Jimi Hendrix, Jim Morrison (il quale, secondo me, è la sua giusta reincarnazione), Brian Jones morti prematuramente. Proprio Mick Jagger al funerale di Brian Jones leggerà “Adonais” di Percy Bysse Shelley in onore dell’amico scomparso: era il 5 luglio 1969 esattamente 148 anni dopo dalla prima pubblicazione dell’opera (5 luglio 1821).

Shelley ha dato ispirazione a gruppi come Jive and the Bunnymen, The Cure, gli stessi Doors, i Rolling Stones e pure gli Iron Maiden con infarciture testuali erudite a partire da Coleridge; la musica del diavolo, il rock, si sposa dunque bene con un poeta definito “diabolico” dalle testate giornalistiche legate alla chiesa nelle cronache del 1894, quando a Viareggio si erigeva un monumento al bardo emblema della libertà e della rivoluzione umana contro ogni tirannia in barba ad ogni dettame reazionario.

“I know, it’s only rock n’roll but i like it”.