Pisa Covid. Il progetto #RESPIRA del Santa Chiara

di BEATRICE BARDELLI – Il progetto promosso dl dottor Luigi De Simone, direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione.

“La vita è fatta d’aria, un soffio e via, e del resto anche noi non siamo nient’altro che un soffio, respiro, poi un giorno la macchina si ferma e il respiro finisce” scriveva il grande scrittore pisano Antonio Tabucchi nel suo libro “Il tempo invecchia in fretta”.

E proprio al “respiro” ed alla determinata volontà di sostenerlo con ogni mezzo da parte del personale sanitario della terapia intensiva COVID dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa è dedicato il progetto #RESPIRA che è stato presentato ufficialmente nella sede della Biblioteca Comunale (SMSBIBLIO) dal suo promotore, il dottor Luigi De Simone, direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione MleSC (Maternoinfantile e Santa Chiara).

Un progetto nato due anni fa quando un giovane operatore socio-sanitario, Emanuele Iazzolino, un Oss con tanto di laurea in ingegneria all’Università di Pisa ed una grande passione per la fotografia, al Santa Chiara dall’ottobre 2020, ebbe l’idea di immortalare con il suo obiettivo la fatica, l’ansia, la determinazione ed il coraggio degli operatori sanitari quotidianamente impegnati a combattere il Covid disostruendo le vie aeree dei pazienti ricoverati. Ottocento foto in bianco e nero, ottocento primi piani di volti e corpi scafandrati piegati sui corpi inerti dei propri pazienti che trasudano di passione, forza di volontà e grande professionalità. Di queste foto, trentacinque sono state selezionate per dar vita alla mostra “Immagini dall’interno” realizzata con il patrocinio del Comune di Pisa nella sede della Biblioteca Comunale (Via San Michele degli Scalzi 178, alle Piagge) e visitabile fino al 15 luglio durante gli orari di apertura (per info tel. 0508669200).                                                                                                                                                    

Il progetto #RESPIRA

“Quando Emanuele Iazzolino è venuto da me un giorno per farmi vedere le sue foto effettuate all’interno del Covid Hospital, è stato un viaggio a ritroso nel tempo, nel caos di quei giorni frenetici – ci ha raccontato il dottor De Simone – . Abbiamo quindi iniziato a pensare a questo progetto, un modo per ricordare quell’atto fisiologico che normalmente svolgiamo quasi sempre inconsapevolmente, ma di cui in certe situazioni ne diveniamo bruscamente consapevoli. Respira è anche la parola che abbiamo più usato in quei giorni per incoraggiare i nostri pazienti a tenere duro ma anche per sostenerci reciprocamente, per darci coraggio, per darci un attimo di respiro: #Respira!!! Una parola che può essere declinata in tanti modi, alcuni dei quali sono rappresentati negli eventi che abbiamo organizzato ogni giovedì pomeriggio e che accompagneranno questa mostra sul tema della disostruzione delle vie aeree sia negli adulti che nei bambini, a cura del Centro di simulazione medica dell’Aoup, il 23 giugno, sul “Mindfulness” ovvero le pratiche da fare per migliorare il proprio respiro, a cura dell’Unità operativa di Psicologia clinica, il 30 giugno, Stop the bleed (Ferma l’emorragia) il 7 luglio, e sulla realizzazione del nuovo ospedale in costruzione a Cisanello, a cura del Responsabile unico del progetto dell’Ospedale Nuova Santa Chiara, il 14 luglio. Infine l’iniziativa Doniamo Respiri. Durante la giornata di presentazione e durante tutti gli eventi in programma sarà, infatti, possibile effettuare donazioni in cambio di copie delle foto in mostra. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’Associazione Lunigianese Disabili (A.L.D.I.), presieduta da Paolo Bestazzoni, per il progetto “Dopo di Noi” ed all’AOUP (Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana) per donare un albero al Nuovo Ospedale”.   

Respirare insieme

E’ proprio il caso di dire che i presenti che hanno partecipato alla presentazione della mostra e del progetto “#RESPIRA” hanno trasmesso una gioia, un entusiasmo, una sensazione di benessere spirituale ed una grande fiducia nel futuro che ha commosso e contagiato tutti.

A cominciare dai dottori e dalle dottoresse, dalle infermiere e dagli infermieri, dalle e dagli Oss, gli operatori socio-sanitari, che si sono affollati con grande affetto intorno ai “loro” ex pazienti che hanno voluto dimostrare con la propria presenza il loro personale ringraziamento a quegli “angeli” o “farfalle”, come li ha definiti Ketty di Rosignano Solvay quando ha testimoniato la propria lunga degenza nel Covid Hospital del Santa Chiara.

Alla presenza del sindaco di Pisa, Michele Conti, dell’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, del prorettore dell’Università di Pisa, Marco Gesi, uno dei primi contagiati dal Covid nel marzo 2020, è intervenuta la dottoressa Silvia Briani, Direttore Generale AOUP, che ha ricordato come la mostra fotografica sia stata inserita dal Comune tra gli eventi del Giugno Pisano. “E’ stato un periodo che ci ha tenuto lungamente senza fiato – ha esordito – ma l’Università ha capito le necessità dell’ospedale dove molti giovani operatori sono entrati nel mondo del lavoro in un momento di grande criticità. Nelle foto di Emanuele ci siamo rivisti tutti, dobbiamo continuare a ricordare quello che è stato fatto e guardare al futuro, al nostro cantiere dove sta crescendo il nuovo ospedale. Anche lui ha iniziato a respirare e dovrà essere un ospedale immerso nel verde”.

Il sindaco ha elogiato il lavoro eccellente fatto dai sanitari pisani che hanno salvato numerose vite umane. “Avete dimostrato una grande professionalità fin dalle prime fasi della pandemia quando lo sconforto regnava ogni giorno – ha ricordato – . E’ stata una delle esperienze più brutte della mia vita, non avevamo nessun tipo di formazione per affrontare la pandemia ma l’ospedale di Pisa ha dimostrato di essere un grande ospedale e di saper praticare una grande sanità pubblica. Le foto in mostra entreranno nei libri di storia perché dimostrano che tutti insieme possiamo fare la differenza”.

Anche il direttore della Neonatologia del Santa Chiara, Armando Cuttano, ha ricordato le enormi difficoltà che hanno dovuto affrontare i medici durante il Covid: “dovevamo prendere decisioni su cose che non sapevamo”. Evidentemente la passione per il proprio lavoro, le competenze professionali, la forte spinta emozionale nel voler tentare il tutto per tutto per salvare la vita dei bambini hanno aperto nuove frontiere esperenziali tanto che, ha ricordato Cuttano: “nel periodo peggiore per tutti noi, dall’URP, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, sono arrivati soltanto elogi”. 

Le testimonianze

Sono stati invitati a testimoniare la propria esperienza personale tre ex pazienti ricoverati nel reparto Covid diretto dal dottor Luigi De Simone. Testimonianze di Ketty di Rosignano Solvay, di Fabio di Ghezzano (San Giuliano Terme) e di Beatrice di Pisa. Tre delle centinaia di persone che sono state salvate dall’alta professionalità di tutto il personale sanitario ma soprattutto da quella componente dell’essere umano che questi “angeli” della Terapia intensiva non hanno perso neppure nei momenti di grande stress, ed a volte anche di profondo sconforto, sempre sostenuti in questo da una passione, un amore per il malato e da una totale dedizione umana e responsabilità sanitaria verso quelle persone malate a loro sconosciute ma che il destino aveva affidato totalmente nelle loro mani.

Molto commovente è stata la testimonianza di don Luca Casarosa, il cappellano ospedaliero di Cisanello, che ha avuto dal destino il compito difficilissimo di confortare i pazienti più gravi che non ce l’hanno fatta e di accompagnarli al grande trapasso della vita senza la presenza di un familiare ma con il conforto di non morire soli. “L’8 marzo 2020 abbiamo avuto il primo morto a Pisa, ma sono decine quelli che ho accompagnato fino alla morte. Ma in quella tragedia, in quell’incubo che ci ha coinvolti tutti abbiamo avuto anche una grazia. Abbiamo riscoperto l’umanità, la relazione tra persone, tra esseri umani, e soprattutto abbiamo riscoperto quanto è importante accogliere”. Parole simili a quelle pronunciate dall’Arcivescovo di Pisa in apertura dell’incontro: “Dobbiamo guardare avanti ed andare incontro al prossimo dando anima, umanità, nelle relazioni umane che sono il frutto di cuori aperti”.

Hanno commosso anche le parole di Paolo Bestazzoni, presidente di A.L.D.I., l’Associazione Lunigianese formata da famiglie con figli disabili, che ha spiegato il progetto “Dopo di Noi” a cui sarà devoluto parte del ricavato delle donazioni che faranno i visitatori della mostra o i partecipanti ai vari eventi programmati fino a metà luglio in cambio di copie delle foto di Emanuele Iazzolino. “Chi penserà ai nostri figli disabili quando noi, i genitori, non ci saremo più?”: è questa la preoccupazione quotidiana di chi, genitore, ha dovuto cambiare il proprio registro mentale per dedicarsi totalmente ai propri figli colpiti da disabilità. 

A sinistra: Don Luca, il cappellano ospedaliero e il direttore del Covid Hospital del Santa Chiara, Luigi De Simone. Nella foto a destra: il dottor De Simone con la nostra Beatrice Bardelli.

Respirare per cantare

Tra un intervento e l’altro si sono esibiti i cantanti del Coro dell’Università di Pisa che hanno riscosso calorosi applausi per le arie cantate e per la bellezza delle singole voci. Il Coro si è costituito nell’anno accademico 1999/2000 per iniziativa dalla professoressa Carolyn Gianturco, che ne ha mantenuto il coordinamento fino al 2014, ed è composto da studenti di tutti i corsi di studio dell’Ateneo Pisano, con la partecipazione di componenti del personale docente e tecnico-amministrativo dell’Università e di studenti stranieri impegnati nel progetto Erasmus (http://www.coro.unipi.it/storia).

Nel 2015 il coordinamento del Coro è stato affidato alla professoressa Maria Antonella Galanti, che lo ha mantenuto fino alla sua prematura scomparsa a giugno 2021. Dal 2021 il Coro costituisce, insieme all’Orchestra dell’Università di Pisa, il Polo Musicale “Maria Antonella Galanti”, la cui responsabile è la professoressa Maria Letizia Gualandi. Il  Polo Musicale fa parte del nuovo Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura. Il Coro, istruito e diretto dal Maestro Stefano Barandoni, organizza annualmente un concerto durante il Giugno Pisano.