Pisa, Consiglio Comunale
COMMENTI E ATTUALITA', IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli

PISA “E’arrivata la botrona” in Consiglio Comunale

di BEATRICE BARDELLI – La consigliera della Lega Laura Barsotti verso la collega di partito Emanuela Dini, l’indignazione in Consiglio

Può la volgarità albergare all’interno di una istituzione rappresentativa? Può una persona che rappresenta una istituzione rivolgersi ad una collega con parole pesanti, di una volgarità radicata nel più triviale linguaggio locale? Evidentemente, no. Ma, invece, è successo. A Pisa, dentro le mura del Consiglio Comunale in corso è risuonata questa frase: “E’ arrivata la botrona”. A pronunciarla è stata la consigliera della Lega Laura Barsotti, ed a riceverla la sua collega di partito Emanuela Dini. L’indignazione è stata quasi immediata, sia da parte del Presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Gennai e della vicesindaca Raffaella Bonsangue, che da parte di tutti gruppi di opposizione in Consiglio che hanno stilato un comunicato stampa in cui chiedono le dimissioni della consigliera “indegna” di ricoprire un ruolo istituzionale. La parola “botrona”, che deriva dal vernacolo pisano “botro” (fango, pozza di fango dove si rotolano le bodde, i rospi, quindi donna grossa e brutta) è una di quelle parole grevi, rozze, offensive, che non dovrebbero mai stare sulle labbra di chicchessia, tanto meno sulle labbra di una consigliera comunale che, donna, ha rivolto questo epiteto ad un’altra donna, per di più collega di partito.

Di seguito il testo del comunicato firmato dagli undici consiglieri dell’opposizione: Matteo Trapani, Olivia Picchi, Vladimiro Basta,  Maria Antonietta Scognamiglio, Marco Biondi, Benedetta Di Gaddo, Andrea Serfogli, (PD); Gabriele Amore, Francesco Tolaini (M5S); Francesco Auletta (Diritti in Comune); Antonio Veronese (Patto Civico).

GRAVI DICHIARAZIONI DI BARSOTTI CONTRO DINI. SI DIMETTA

“E’ ARRIVATA LA BOTRONA”. Sono queste le parole che la consigliera Laura Barsotti rivolge alla collega di aula e di partito Emanuela Dini. Parole gravissime in ogni contesto, ancor più se pronunciate durante il Consiglio Comunale. Il body shaming, la nuova forma di bullismo che fa dell’aspetto fisico fuori dagli stereotipi imposti una colpa, è una piaga sempre più diffusa che ha interessato oltre un terzo della popolazione italiana. Una pratica diffusa anche fra i giovanissimi e che dovrebbe portare le istituzioni tutte a farsi carico di azioni culturali positive di lotta agli stereotipi “fisici” in questo caso e di educazione al rispetto e alla valorizzazione delle differenze. Le parole di Barsotti, pronunciate all’interno della massima espressione democratica della città, non sono offensive solo verso la consigliera Dini, sono offensive verso tutti i consiglieri e la città. Chi fa della denigrazione del prossimo il proprio modo di relazione sociale non può sedere in consiglio comunale. Non possiamo rimanere indifferenti e dire ai cittadini e ai nostri giovani che cose del genere trovino in qualche modo giustificazione o possono essere considerate normali. Come consiglieri di minoranza presenteremo una mozione urgente da discutere al prossimo consiglio dove oltre alle scuse chiediamo alla consigliera Barsotti di dimettersi. Ci sembra un atto dovuto e di rispetto per il posto che ricopre, togliendo tutti dall’imbarazzo e dalla vergogna in cui ci ha trascinato. Ci uniamo ai numerosi attestati di solidarietà che la Consigliera Dini ha ricevuto da quelle del Presidente del Consiglio Gennai a quelle della vicesindaca Bonsangue ma soprattutto a quelle di tante cittadine e cittadini, a testimonianza che in questa città esiste in ognuno indignazione e sdegno verso certi comportamenti.