Cronaca di Pisa e provincia, IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli, IN TOSCANA, OPINIONI

PISA. Il potenziamento militare dei navicelli

L’Amministratore Unico della Navicelli Srl ha ringraziato il Governo Usa per i finanziamenti delle opere di ampliamento del canale dei Navicelli

“Pisano ‘va alla guerra’ con Trump” denuncia il consigliere comunale Ciccio Auletta. In un recente post su Facebook” scrive, ” l’Amministratore Unico della Navicelli Srl, Salvatore Pisano, ha ringraziato il Governo Usa, il Comandante Colonnello di Camp Darby R.Vaira e il responsabile del centro di volo di ingegneria civile Keibler per l’avvio di finanziamenti per opere di allargamento e ampliamento del canale dei Navicelli con investimenti interamente statunitensi. Pisano ha sempre interpretato il suo ruolo come extra-legem, non amministratore pubblico ma funzionario della Lega che risponde a logiche politiche asservite a interessi altrui piuttosto che a quelli propri della collettività. La stessa soddisfazione espressa per l’arrivo di investimenti, che avranno la principale finalità di creare infrastrutture per il trasporto di armi via acqua verso il porto di Livorno, è assolutamente inaccettabile, al pari della rivendicazione della piena veduta di intenti con il Governo americano.
Questi interventi si sommeranno al raddoppio del collegamento ferroviario attraverso il Parco di San Rossore, che costerà l’abbattimento di mille alberi, ma soprattutto l’ulteriore militarizzazione del territorio tra Pisa e Livorno che diverrà un bersaglio militare sensibile, al centro di una zona di guerra che è ormai la seconda linea per il rifornimento di armi più importante del Mediterraneo”. Per Auletta (a nome di  Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile), “le dichiarazioni di Pisano suonano come quelle di un maggiordomo al servizio di un potente padrone: il suo allontanamento è una forma di chiarezza per la città, il cui interesse prioritario è quello, invece, di impedire il potenziamento della base di Camp Darby, fermare tutti gli investimenti e le opere infrastrutturali (ferroviarie, fluviali, stradali) a fini bellici e non svendere il proprio territorio ai giochi di guerra, col rischio di esporre sempre di più la cittadinanza al pericolo di incidenti (forse anche nucleari) o di diventare bersaglio di azioni di rappresaglia”).