Franco Allegretti, architetto (Pisa)
COMMENTI E CULTURA, LA PIAZZA - di FRANCO M.ALLEGRETTI

PISA – Urbanistica Maltrattata (e pure la città)

La catastrofe della Variante Stadio Moschea

«La sentenza del Tar Toscana che accoglie nel merito il ricorso dellAssociazione Culturale Islamica di Pisa non pregiudica il lavoro fatto per creare le condizioni urbanistiche che consentiranno la riqualificazione dellArena Garibaldi. Il progetto stadio va avanti senza problemi». 

Queste le parole del sindaco dopo la pubblicazione della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale. Parole che denotano la sua estrema difficoltà difronte ad uno schiaffo istituzionale.

Uno schiaffo forte

Basta leggere la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per capire quali e quante censure sono state emesse nel comportamento amministrativo di Conti e dei suoi assessori e consiglieri.

Violazione della Costituzione che garantisce la libertà di culto. Violazione  della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea. Violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (libertà di pensiero, di coscienza e di religione)

Censura per il fatto che questi diritti sono totalmente trascurati negli atti“. Censura per la manifesta “volontà di impedire  la realizzazione della moschea”. Censura rispetto al sospetto di pratiche discriminatorie“.

Nell’intervista il sindaco accenna ad una consultazione di tecnici e legali che lo avrebbero rassicurato. Ieri G.Toscano, avvocato del Pisa e della società promotrice dell’operazione di stravolgimento di Porta a Lucca, proprio le opposizioni in commissione e in consiglio comunali” avevano evidenziato che “la Variante stadio e l’area per la Moschea non aveva nessuno alcun nesso funzionale, perché l’area a parcheggi non risultava essenziale ai fini dell’approvazione.”

Il ragionamento dell’avvocato Toscano non regge

Seguendo il ragionamento dell’avvocato G. Toscano è grazie al consigliere Auletta che la Variante Stadio è salva? Purtroppo la cosa non è proprio così. E basta andare sul sito del Comune, avere un po’ di pazienza e si scopre che dopo la prima delibera di Giunta Comunale per l’avvio della variante si erano scordati proprio quell’area che non si trovava nella zona 9 ma nella zona 10!

Nuovo dirigente e nuova delibera di “correzione” in cui per giustificare la “dimenticanza” dell’area della Moschea si dichiara che il testo del provvedimento deliberativo del 2018 danno atto della necessità di realizzare opere pubbliche infrastrutturali o di interesse pubblico anche in altre parti del territorio comunale”.

Nella relazione tecnica urbanistica facente parte integrante della delibera di adozione si legge che grazie allo Studio della Mobilità è emersa la necessità di rivedere l’assetto urbanistico di varie zone della città, in particolar modo dell’area di Porta a Lucca“. E conclude rilevando che ” l’80% della sosta nel quartiere è lungo strada” e per tanto ” per riqualificare la viabilità del quartiere è necessario prevedere nuovi parcheggi diffusi in sostituzione degli stalli esistenti.”

La connessione tra variante stadio e area dell’associazione islamica è così connessa, funzionale e strettamente intrecciata perché espressamente voluta da Conti e dagli assessori in una bassa operazione di mascheramento dell’operazione discriminatoria.

A riprova basta leggere quello che scrive la progettista  e cioè che localizazione dell’aree è avvenuta oltre che da specifica indicazione della Giunta, anche dal criterio di  “individuare parcheggi diffusi (anziché di grandi spazi a parcheggio che risulterebbero inutilizzati per lunghi periodi di tempo) che possano servire a tutta la città indipendentemente dagli eventi dello stadio” oggi è difficile ed imbarazzante  sostenere l’incontrario.

La sentenza smaschera la pretesa che niente sia accaduto

Ma come tutti le operazioni di mascheramento ad un certo punto la maschera cade ed emerge il vero volto. Ed il vero volto è la pag. 12 Punto 2.a) della sentenza il TAR che decreta:“In conclusione in accoglimento dell’impugnazione proposta la delibera del CC di Pisa n. 38 del 10 Settembre 2019 deve essere annullata, insieme agli atti preposti”.

La delibera in questione è la delibera di adozione della Variante Stadio.   Oggi, o meglio dal 1 Giugno 2020 quella delibera semplicemente non esiste più. Cade tutto il castello compresi gli atti preposti come avvio del procedimento ecc..

Il Tribunale poi, distingue la delibera di adozione della Variante stadio del settembre 2019, dal procedimento dell’autorizzazione paesaggistica censurando il dirigente dell’Ufficio Tecnico ing. Desy Ricci, Il segretario regionale della Soprintendenza dott.ssa Giorgia Muratori per il suo atto di blocco del parere favorevole della Soprintendenza di Pisa, ma sopratutto la commissione del Paesaggio del Comune composta da Arch.Marco Malloggi, Ing.Andrea Pierotti, e l’Ing. Renzo Ciangherotti. Altre responsabilità poi riguardano l’ing. Desy Ricci per il parere di legittimità tecnica e il segretario generale per il parere di legittimità amministrativa.

Un vero guazzabuglio amministrativo

Il rilievi del TAR sono così forti, precisi e puntuali  che la città non può ignorare il guazzabuglio amministrativo, le forzature  e i gravi scivoloni.

Altra grave inesattezza di Conti è quando afferma che  “La delibera è stata adottata dopo il diniego del permesso a costruire conseguente ad atti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali”. Anzi il Tribunale censura proprio la Soprintendenza per aver fatto un atto solo interlocutorio, senza concludere il procedimento, e censura sempre l’ing. Desy Ricci per aver emanato un diniego quando non poteva. 

Ma il cuore dell’intervento del sindaco (che ci informa di essersi confrontato “con tecnici e legali “)  è quello di  “confermare la bontà delle nostre convinzioni” ma soprattutto gli effetti dellannullamento giurisdizionale non investono lintera variante bensì soltanto larea del Centro Culturale Islamico” .

Si può comprendere la difficoltà del sindaco (anche lasciato solo) di cercare di uscire da questa pozzanghera di melma, ma negare l’evidenza è solo aggiungere errore ad errore, affogando sempre più. Le promesse elettorali insane e incivili prima poi chiedono di essere pagate. Ed il costo è enorme.

La variante urbanistica non esiste più

Il sindaco può tergiversare quanto vuole ma il dato di fatto è che la Variante Stadio non esiste più, e la responsabilità è solo del sindaco, degli assessori e dei consiglieri di maggioranza dei tecnici.

Possiamo dare tutto il tempo che ritiene necessario ma non è un vanto aver votato delibere ed atti che sono in palese contrasto con i principi di democrazia e dei diritti umani, perché di questo si tratta.

La città di Pisa da sempre, addirittura dai suoi natali, è sempre stata una città di tolleranza, di accoglienza e addirittura conosciuta per le sue tradizioni di giustizia.

Questa macchia potrà essere lavata solo con le dimissioni del sindaco e della sua giunta.


Come sempre, nel costume del nostro giornale, rimaniamo a disposizione di quanti interessati alle questioni sollevate nell’articolo per pubblicare la loro opinione (AB)