Il sindaco di Pistoia Tomasi con il vicesindaco Celesti e al centro l'assessore Bartolomei
CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli

PISTOIA, destra e sinistra, il Progetto Cittadinanza Attiva

Presentato dall’Amministrazione Comunale il progetto di reinserimento sociale attraverso attività a favore del decoro urbano

Pistoia ha fatto dei servizi a favore del ‘sociale‘ un’attività amministrativa ordinaria. Mai come in questo caso la parola ‘ordinaria’ si spoglia del suo significato meno nobile, per esprimere viceversa una politica dove l’attenzione nei confronti degli ‘ultimi’ rientra nella logica normale, quotidiana, dei doveri, di un’amministrazione comunale. L’Amministrazione Tomasi ha rifiutato l’idea della marginalità sociale come emergenza considerandola invece parte della città e misura dell’essere cittadini che riguarda la dignità di tutti i pistoiesi. L’assessore alle Politiche di Inclusione Sociale Anna Maria Celesti è sempre stata convinta che alle problematiche del disagio si deve offrire insieme alla ‘prima assistenza’ l’opportunità di ritornare a vivere autosufficienti e integrati nel contesto sociale.  
Sembrerebbe di voler mettere  il dito nella piaga della destra che in politica fa cose di sinistra o della non esclusività dell’attenzione verso gli ultimi rivendicata dalla sinistra. Il sindaco Tomasi, eletto nel 2017, appartiene al partito Fratelli d’Italia, per quanto mi consta dal 2013 con precedente partecipazione ad Alleanza Nazionale fino al 2009 prima di aderire al Partito delle Libertà. La sua giunta comprende Forza Italia (alla quale appartiene l’assessore Celesti), Lega, e la lista civica che di ‘Tomasi sindaco’ portava il simbolo “Pistoia concreta” (perdonate se alla coalizione amministrativa non aggiungo il trattino seguito dalla parola ‘centro’ a ‘destra’ e ‘sinistra’, ma rientro nella minoritaria classe di pensiero che nella filosofia politica riconosce solo destra e sinistra, il ‘centro’ è estetica elettorale). Il dito nella piaga, dicevo. Dall’esperienza pistoiese pare a me emergere una palpabile maturazione di nuove forme di identità politica: che non annullano le contrapposte sponde, ma nelle quali il primato oggetto di competizione sono i temi concreti (e non è casuale che ciò accada al livello comunale anziché nazionale).
Mentre “in alto” il discrimine della nuova opposizione tra conservatori e progressisti tende sempre più ad orientarsi nei diritti dell’individuo, nell’ambiente e nel rapporto Stato-cittadino (fermo restando ovviamente il riconoscimento della forma democratica e laica dello Stato), ‘in basso’ la concretezza e sovente l’urgenza dei problemi quotidiani ovvero le risposte a questa concretezza e urgenza divengono l’elemento centrale della competizione (tra destra e sinistra). Il punto, quindi, come nel caso pistoiese, non è l’anomalia di una destra che fa cose di sinistra, ma di una destra che fa la destra identificandosi nella capacità di leggere ed interpretare le domande sociali offrendo ad esse delle risposte concrete e coerenti al bene comune. Liquefatta la protezione delle ideologie, sarebbe bene che la sinistra cominciasse a riflettere.
Il progetto Cittadinanza Attiva del Comune di Pistoia si basa sull’idea di creare nuove opportunità di vita a soggetti che vivono in condizioni di marginalità ed esclusione, attraverso la reintegrazione nella comunità locale grazie all’esercizio di mansioni di pubblica utilità e socialmente rilevanti. I tre cittadini pistoiesi coinvolti nella prima fase sperimentale, selezionati dall’ufficio Servizi Sociali del Comune, hanno iniziato da piazza Garibaldi, per proseguire poi nelle vie limitrofe ed estendersi alle zone periferiche della città.  Il concetto di utilità sociale scardina il triste pietismo solidaristico che si risolve sostanzialmente nell’elemosina (concetto cattolico-vaticano) o nell’assistenzialismo (concetto della riparazione del danno prodotto all’incolpevole vittima dalla società fondata sullo sfruttamento capitalistico) rilanciando viceversa il valore del lavoro come anello comunitario e strumento di crescita personale. Infine, il metodo seguito: primo, la condivisione amministrativa (leggi, la partecipazione al progetto di settori diverse dell’amministrazione) che supera la funzione solitaria delle politiche sociali abitualmente riservata nelle giunte comunali; secondo, la valorizzazione delle esperienze presenti nel tessuto sociale: il progetto nasce infatti con la collaborazione della cooperativa sociale Arkè e dell’associazione di volontariato Camposampiero, l’accordo è orientato a mettere in atto per un quadriennio percorsi di inclusione lavorativa. Condivisione e partecipazione, quindi. Che belle quelle pettorine! e metto subito le mani avanti invitando a riflettere un solo attimo chi reagisca eccependo l’eccessivo trascinamento di simpatia: poiché io sono convinto che le parole abbiano e conservino un significato dei nostri pensieri e delle nostre azioni, leggere su quelle pettorine “Servizio Volontario Comune di Pistoia” fa pensare all’idea di un Comune che non vuole essere ‘il Palazzo’ ma una ‘cosa’ che i cittadini sentano propria e meritevole di ricevere la propria opera volontaria, e conseguentemente l’idea che i cittadini sono risorse utili al di là delle loro condizioni sociali, dell’età e del mestiere che fanno. In tre parole una lezione di educazione civica per tutti.
Dice Anna Maria Celesti: “Il progetto di cittadinanza attiva, appena avviato, evidenzia come prendersi cura del decoro urbano rappresenti non soltanto un’azione di salvaguardia per il territorio, ma anche una forma di reinserimento sociale per coloro che in questo momento stanno vivendo una condizione di marginalità. Si attua, quindi, un reciproco scambio di attenzioni e servizi, a garanzia di una migliore qualità della vita per tutta la comunità. L’intenzione è anche, e soprattutto, quella di attuare percorsi di inclusione e coesione sociale, promuovendo l’autonomia individuale, con l’intento di combattere quella discriminazione che spesso si porta dietro una condizione di fragilità e disagio”: Nei giorni scorsi, i tre operatori si sono occupati di piazza Garibaldi, svolgendo piccoli interventi di manutenzione, come la pulizia da erbe infestanti e la ritinteggiatura di ringhiere, cestini per i rifiuti, rastrelliere per le biciclette e lampioni. Il lavoro si è spostato, poi, sull’altro lato della strada, nei pressi della chiesa di San Domenico. “Il lavoro che stanno svolgendo queste persone – rileva Alessio Bartolomei, assessore ai Lavori pubblici – permette di effettuare tutti quei piccoli interventi di manutenzione ordinaria che altrimenti, con i soli dipendenti del Comune, sarebbe difficile portare avanti con continuità poiché spesso dobbiamo operare in situazioni strutturalmente più complesse, quando non di emergenza. Questo progetto ha dunque una valenza strategica per la cura del nostro territorio e si integra perfettamente con le attività svolte ogni giorno dai cantieri comunali, anche sulla base delle segnalazioni che ci arrivano dai cittadini”: I tre addetti sono stati individuati dai servizi sociali del Comune sulla base delle loro aspirazioni, competenze e l’attinenza di tali capacità con le mansioni da svolgere sul territorio comunale. Dotati di pettorine arancioni e seguiti dal personale del cantiere, hanno iniziato a prestare la propria opera nei giorni scorsi e proseguiranno fino a dicembre.
“Abbiamo dato valore al concetto di inclusione – ha detto il sindaco Tomasi. “Riempiendolo di contenuti tangibili e offrendo a cittadini socialmente fragili la possibilità di mettere a disposizione della città la propria competenza. Ne deriva un beneficio per l’intera comunità, oltre che per i soggetti direttamente coinvolti. È così che il Comune si fa promotore di un’esperienza che consente di apprendere concretamente il prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente che ci circonda, richiamando alla vita sociale della propria comunità”.
E’ evidente, tre persone impegnate nel progetto rimangono tre, ma il segno è importante, speriamo che presto il numero sperimentale si trasformi in una cifra molto più grande.

(foto: Ufficio stampa Comune di Pistoia)

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