Antonello di Carlo, scrittore
LA POESIA SU TOSCANA TODAY

POESIA – Antonello Di Carlo

Tre poesie dello scrittore siciliano vincitore del Concorso Internazionale di Poesia Città di Montreal 2019. Autore di “Poetiche Rapsodie”.

Antonello Di Carlo, 46 anni, è uno scrittore siciliano, vive a Reggio Emilia. “La scrittura non è magia ma, evidentemente, può diventare la porta d’ingresso per quel mondo che sta nascosto dentro di noi” dice Di Carlo. “La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità”. Conta ad oggi cinque pubblicazioni,

Cosa rappresenta, per lei, scrivere? “Scrivere per me è il più potente mezzo di espressione e di approccio con il mondo, considero i miei libri sono una sorta di treno con cui cerco di condurre i lettori in un viaggio di emozioni, che corrispondono naturalmente alle mie emozioni e ai miei sogni”. Ogni scrittore ha una propria visione del rapporto con i lettori. Nel suo caso quale è? “L’auspicio che non si sentano spettatori. Mi piace pensare, quando scrivo, di riuscire ad instaurare un dialogo che definisco interattivo: nel senso, cioè, non solo della condivisione del piacere di una lettura, ma anche di un ritorno per aiutarmi a crescere”.

Tra i riconoscimenti più significativi che Antonello Di Carlo ha ricevuto, si segnala la nomina a membro onorario della National Italian Foundation, è stato selezionato dalla casa editrice Pagine per una nuova antologia dedicata alle scuole, per “Ode to New York” è stato encomiato del sindaco Billy de Blasio, è arrivato primo nella prestigiosa edizione internazionale di poesia di Montreal. (Patrizia Baroni)


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Vorrei dirti

Vorrei dirti che ti penso,
ma sai già che lo faccio,
ti voglio un bene immenso,
desidero un tuo abbraccio.

Vorrei dirti tante cose
ma preferirei non farlo,
potrei mandarti delle rose
forse dovrei evitarlo.

Allora allungo le mani
verso il cielo, tra le stelle,
mi basterebbe un paio d’ali
per raccoglierti le più belle.

Ma tu sei così distante
nello spazio, dal mio cuore;
ti attenderò qui, trepidante
ma mi consumano le ore.

Persiste il tuo profumo
e vorrei dirti che ti amo;
nel pensarti mi consumo,
nel buio cerco la tua mano.

Ti amerei

Ti amerei nel vento,
sotto un cielo terso
di una notte di primavera,

tra mille essenze floreali,
le rose e le loro spine,
tra i zampilli di un rivolo montano
gli spruzzi di un mare ostile,

nel canto
delle ingannevoli sirene,
all’ombra di un’antica quercia
sopra uno scoglio
che argina la forza dell’oceano.

Ti amerei sotto
il sole che arroventa la pelle
nella frescura dell’erba
col canto degli usignoli,

il giorno e la notte,
prima e dopo la tempesta,
sotto le stelle scintillanti
la rugiada notturna,

dal crogiolo del mio crepuscolo
fino alle prime luci dell’alba,
con il sorriso o con le lacrime,
tra gli ori, allori, tra polvere e dolori.

Ti amerei con tutte le mie forze…
soprattutto quando esse
diventeranno le mie più timide
e fragili debolezze.

Il tempo trascorso

Come lo spettro di un amico defunto
é il tempo trascorso,
una nota musicale che è volata via,
i sogni infranti di un adolescente,
un amore forte solo in apparenza
destinato a durare una sola stagione
… così è il tempo trascorso.
Gli effimeri desideri di una notte,
gli orgasmi di una copulazione non cercata,
l’eterno conflitto tra tristezza e gioia,
l’illusoria sovreccitazione di un conturbato appagamento,
la scelta forzata tra luce e tenebre,
continuare a confidare in chi continua a mentirti e a deriderti
così…
é il tempo trascorso.
Sentir sghignazzare la vecchiaia che incalza
come una peripatetica, é il tempo trascorso.
C’è un dolce languore quasi obliato,
per il tempo trascorso.
É come un vascello in balia delle onde,
é come la bellezza ferita dagli anni,
é il ricordo controverso di ciò che
non è ancora accaduto,
questo é il tempo trascorso.