Fabio Strinati, poeta
LA POESIA SU TOSCANA TODAY

poesia – Fabio Strinati

Poeta e scrittore marchigiano, agricoltore e compositore anarchico, come lui si definisce, ha esordito con il suo primo libro nel 2014.

Fabio Strinati è nato a San Severino Marche il 19 gennaio 1983, poeta e scrittore, e ancora – come lui si definisce – agricoltore e compositore anarchico. Ha esordito nel 2014 con il libro Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo. È presente in diverse riviste e antologie letterarie.

L’ultima sua raccolta (edizioni Il Foglio 2021) è Nei cinque sensi e nell’alloro. Così la presenta.

“Parole semplici, ma dal tratto evocativo. Poesie spirituali che narrano una vicenda intima e profonda. Il libro nasce da un bisogno irrefrenabile di raccontare un dolore forte vissuto con il cuore in mano e la penna come compagna di un viaggio, a tratti sterminato; brevi poesie-preghiere che portano in superficie il dono della parola come testimonianza rara di una storia eterna”.

Strinati, disegna versi partendo da un pensiero colto e raffinato; spontaneità e naturalezza, fanno da cornice a un grido che parte da lontano.

La raccolta è dedicata alla mia amata nonna, questa raccolta che tanto assomiglia al suo volto luminoso; al suo cuore rosso, radioso, riposto nel fiore profumato d’una culla, lassù nel Paradiso che porta il nome di Teresa. Sì, sono versi che portano il peso di un dolore interminabile, come fosse un lungo percorso illuminato dai fari d’una rinascita figlia della Vita, ogni poesia è pregna d’una fede rara, che si manifesta con sincerità assoluta. Se vuoi la guarigione,/ ascolta il tuo cuore/ raccolto tra le mani del Signore:/ sentine il respiro,/ il battito cardiaco,/ nel petto innamorato/ tra le braccia dell’amore. Rime che suonano come un canto luttuoso, ma liberatorio. E’ un mettersi a nudo camminando con il cuore scalzo lungo sentieri dove il Signore ha riposto la sua orma indelebile. Pianto e tribolazione, accoramento e passione, ma anche il sapore, la speranza e l’accecamento della Luce, che penetra a poco a poco, d’una eternità gioconda che lassù dimora fertile e perpetua”.


Nel mare, si muovono i pesci:
vasto, ampio, che sprigiona sale,
ad impregnare l’aria,
il canto della vita,
la voce del Padre.
Negli angoli azzurri,
nel temporale e nell’acquazzone,
nelle pozze dove il cielo
si mostra adoratore.

Lassù nel firmamento,
galleggiano le stelle
dal mistero inarrivabile:
le comete, gli astri, le vie
che sprofondano nell’universo,
come lume nel Creato