Preparare la psiche alla riapertura dopo il lockdown

Preparare la psiche alla riapertura dopo il lockdown

Qualcuno prova ansia all’idea di tornare a vivere fuori dalle mura domestiche. Come vincerla?

Dopo mesi durissimi, sta arrivando il momento tanto atteso della riapertura graduale. Forte è il desiderio di ritrovare spiragli di normalità: prendere un caffè al bar, andare dal barbiere, acquistare un nuovo capo d’abbigliamento…

Eppure, per qualcuno questo riavvicinamento alla vita “pre-Covid” potrà risultare difficoltoso. Alcune persone si sono abituate talmente all’isolamento, alle giornate in casa, da provare ansia all’idea di tornare a uscire. Temono il momento in cui si troveranno di nuovo a vivere tra la gente, nelle strade e nei negozi.

Foto di StockSnap da Pixabay

Secondo gli esperti, la situazione anomala del lockdown totale può aver indotto in alcuni individui la “sindrome della capanna”, in inglese “cabin fever”. Non è un disturbo psicologico, ma una condizione che può insorgere dopo mesi trascorsi in isolamento, o quasi.

Questa problematica venne individuata ufficialmente per la prima volta agli inizi del ‘900, tra i cercatori d’oro degli Stati Uniti. Vivendo per lunghi periodi in un ambiente selvaggio e inospitale, trascorrevano molto tempo dentro spartane capanne. Tornati alla vita urbana, inizialmente non riuscivano a riadattarsi. Non erano più abituati alle frequenti interazioni con gli altri, di cui non si fidavano come prima, oltre a vivere con stress l’ambiente cittadino.

Nel contesto attuale, la sindrome della capanna è esasperata da un altro fattore cruciale: la paura del contagio, un nemico invisibile.

Controllare l’emotività per vincere l’“ansia da riapertura”

Per essere davvero padroni della nostra mente dobbiamo conoscere le emozioni, imparando ad analizzarle. Prestare attenzione agli stati d’animo, domandarsi cosa ci ha turbati davvero. Avere il coraggio di andare a fondo alla radice del problema, chiedendoci se le nostre paure siano fondate. Le situazioni che temiamo hanno davvero un’alta probabilità di verificarsi? Occorre poi imparare a gestire l’emotività: un aspetto che le tecniche di rilassamento e la meditazione possono favorire molto. Già la semplice abitudine, nei momenti di agitazione, di respirare profondamente lasciando defluire via i pensieri può rivelarsi determinante.

Foto di Free-Photos da Pixabay

Non dobbiamo poi vergognarci dell’eventuale ansia legata alla riapertura: è solo la conseguenza di una situazione anomala, che ha messo la psiche a dura prova. Possiamo parlarne con le persone care, senza timore. Magari scopriremo che anche altri provano le stesse sensazioni.

Un consiglio sempre valido, poi, è evitare di saturare la mente di news negative, di dibattiti stressanti che affollano fin troppo le cronache e la TV. Disintossichiamoci per qualche ora dalla negatività, prendiamo un po’ di tempo per rilassarci, magari leggendo, ascoltando la musica.

Se ci tormenta la sfiducia nel prossimo dovuta a qualche fatto di cronaca spiacevole, pensiamo alle tante manifestazioni di generosità, resistenza e senso civico che hanno caratterizzato i giorni più difficili.

Rivolgere la mente al futuro, cercare la calma nella natura

Avete presente il modo di dire “Buttare il cuore oltre l’ostacolo?” Noi possiamo lanciare la mente oltre l’ostacolo di un presente incerto. Proviamo a immaginare un futuro, che speriamo prossimo, in cui il ritorno alla normalità sia totale e riprendano completamente le attività di prima. Facciamo progetti, sia di lavoro che relativi al tempo libero. Pensiamo a nuovi hobby e interessi da coltivare, a un modo migliore di gestire il quotidiano.

Altri consigli pratici? Ad esempio, scegliere per le nostre passeggiate un luogo verdeggiante e piacevole, ovviamente nel pieno rispetto delle norme. La natura rigogliosa e rassicurante evoca reazioni di rilassamento; è il fenomeno della biofilia.

Anche l’abbigliamento che indossiamo può influenzarci, in maniera talvolta sorprendente. Vestire colori chiari, pastello può avere un effetto tranquillizzante sulla psiche, rispetto ad outfit più “aggressivi” in tonalità forti come il rosso. Dettagli all’apparenza banali possono condizionare il nostro stato d’animo.

Per chiunque si riconosca nella “cabin fever”, infine, una buona notizia: nella maggior parte dei casi la situazione si risolve semplicemente con il trascorrere del tempo. Basta avere pazienza, vincere gradualmente i propri timori, osservando magari i consigli che abbiamo visto. Passo dopo passo, il mondo “fuori dalla capanna” spaventerà sempre meno.