IL MAESTRO DEL LAGO - di Delfo Menicucci, LA CULTURA, MUSICA

Puccini ha composto le Opere per la gente comune

di DELFO MENICUCCI – Puccini ha scritto per i palati della gente comune, è questo che ha sancito il successo delle sue Opere.

Giacomo Puccini disse di aver avuto spesso la tentazione di scrivere anche musica sinfonica, oltre l’Opera, dovendo però realizzare da solo che la carriera del sinfonista sarebbe stata meno vicina alla propria natura (e forse anche al proprio portafoglio). Raccontò infatti di sé: «Quando nacqui, Dio mi posò un dito sul capo e mi disse: “Scrivi Opera!”»

Ascoltando la bellezza dei suoi capolavori, però, Giacomo avrebbe potuto anche non scomodare il Padreterno per capire quale fosse la propria predisposizione musicale.

Se vogliamo poi individuare quali siano i pregi del compositore lucchese e cosa sia che rende le sue Opere Liriche dei capolavori assoluti, rispetto anche agli operisti di ogni epoca, bisogna riflettere per prima cosa sul fatto che l’Opera Lirica è la forma di spettacolo totale per eccellenza: arte visiva, letteraria, poetica, musicale, plastica, coreutica. Quanto serve per definire l’Opera la regina delle arti temporali, ovvero di quelle che arti che si sviluppano nel tempo e non nello spazio, come la pittura. E questo è un dato di fatto.

Le domande che ognuno di noi deve affrontare per accostare questo dato inconfutabile alle Opere di Puccini e venire a capo del loro valore oggettivo, sono tutte quante lecite. Non importa essere musicisti, competenti, addetti ai lavori musicali per trovare una spiegazione. Anzi, devo confessare che ogni volta che mi sento bloccare sul nascere la voglia di raccontare Puccini con la fatidica frase: «Io non me ne intendo…», mi viene da sorridere non poco. Chi si dice inesperto deve capire che Puccini non ha scritto le sue Opere per gli esperti, ma solo per chi sa godere all’ascolto di musica e poesia! Tanto è vero che Lui è stato ampiamente criticato dagli “esperti” e dai Soloni suoi contemporanei, per aver composto musica troppo orecchiabile e sdolcinata, non adatta all’orecchio di musicisti raffinati ed evoluti. Nulla di più falso! Proprio perché Puccini ha scritto per i palati della gente comune e non per quelli dei “sommelier” laureati alla Sorbonne, per questo è la gente comune che ha sancito il successo delle sue Opere, guadagnandosi in tal modo il diritto di poter esprimere la propria opinione senza pudori e senza vergogne!

Alla luce di questa considerazione dunque, l’invito che può fare un addetto ai lavori è solo questo: nel cuore di ognuno di noi nascono delle sensazioni all’ascolto della musica di Puccini, sensazioni evocative che risvegliano ricordi di esperienze che ci hanno toccato e forse segnato intimamente. Per cercare di dare un peso ed un significato meno vago a queste evocazioni, ognuno di noi deve rispondere nel proprio intimo a queste domande, alle quali io aggiungo semplicemente, tra parentesi per essere più discreto, la mia risposta di addetto ai lavori:

  1. Nella storia della musica occidentale esistono musicisti più geniali di Puccini? (la mia risposta è SÌ)
  2. Nella storia dell’Opera si possono incontrare libretti e librettisti migliori di quelli utilizzati da Puccini (la mia risposta è SÌ)
  3. Nella storia dell’Opera ci sono delle trame, dei racconti, degli argomenti che si prestano maggiormente ad essere musicati, rispetto a quelli scelti da Puccini? (la mia risposta è sempre SÌ)
  4. Nella storia della Lirica, ci sono compositori che posseggano un senso del teatro maggiore di quello dimostrato da Giacomo Puccini?…
    E qui, signori miei, la mia risposta cambia senza esitazione: NO!