FOCUS, IN ITALIA, Operazione Spartito

Pucciniano 2021. Ariacs e Assolirica: e i cantanti italiani?

Gli artisti annunciati sono stranieri senza motivazioni, mentre il 90% degli artisti italiani vive da un anno in condizioni di precarietà.

Solo a Firenze si continua ad ignorare la realtà del principale Festival a livello mondiale che porta il nome di Giacomo Puccini, che il destino ha voluto figlio nobile della Toscana. Quella che pubblichiamo è l’ennesima dimostrazione che il sistema consolidato dal presidente Alberto Veronesi (2015-2019), nonché direttore artistico, tutt’oggi direttore musicale, prosegue indisturbato, e la spiegazione è semplice: il Festival Puccini di Torre del Lago rappresenta uno dei punti nevralgici del Potere della Cultura in Italia del Partito Democratico, da lì si potrebbe aprire una voragine. La responsabilità istituzionale e politica che si è assunto il presidente della Toscana, il renziano Eugenio Giani, è grave e pesante: al commissariamento della Fondazione, che le ipotesi di reato ormai pubbliche rendono un atto dovuto per l’obbligo di vigilanza della Regione, ha preferito deliberatamente la difesa del Sistema di Potere. Prima con la liquidazione di un contributo di oltre 1 milione di euro a gennaio, e martedì scorso celebrando la sua protezione e benedizione con la conferenza stampa di presentazione del 67° Festival Puccini, la prima edizione firmata dal direttore artistico Giorgio Battistelli (proveniente anch’egli dai suggeritori regionali). Vedremo se la minoranza in Consiglio Regionale troverà il coraggio di costringere Giani a rispondere in aula, e se non lo farà a pretendere che risponda di fronte ad un magistrato. Il Maestro Giacomo Puccini si rivolta nella tomba.(AB)


Il comunicato stampa

Al Direttore Generale Festival Pucciniano
Al Direttore Artistico Festival Pucciniano
Al Sindaco del comune di Viareggio
Al Presidente della regione Toscana
Al Ministro della Cultura
Al Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo
Al Presidente della VII commissione Senato della Repubblica
Al Presidente della VII commissione Camera dei Deputati della Repubblica


Egregi Signori,
La recente presentazione del cartellone del Festival Pucciniano di Torre del Lago 2021, in un momento storico devastante per l’attività artistica italiana, porta nuovamente in luce, dopo i recenti interventi in Senato, il fatto che la dirigenza di Torre del Lago sembri tenere in scarsa considerazione le realtà lavorative di questo paese.

Con grande stupore e disappunto non possiamo non notare che le scelte artistiche di ruoli principali delle produzioni in programma, in particolar modo per un titolo come La bohème, annoverano un certo numero di artisti stranieri non tenendo conto della situazione di precarietà in cui vivono il 90% degli artisti italiani da oltre un anno.
Ci teniamo ancora una volta a sottolineare che non si tratta né di sciovinismo né di populismo e che non si intende in alcun modo discriminare gli artisti stranieri, ma in periodi così drammaticamente difficili in cui la crisi nella crisi si chiama “lavoro”, penalizzare gli artisti italiani in nome di scelte che non hanno alcun valore aggiunto rispetto agli autoctoni ci sembra una grave mancanza etica.

Si sarebbe forse potuto comprendere, anche se non condividere, il coinvolgimento di artisti stranieri di eccezionale fama internazionale che, con la loro presenza, avrebbero potuto attrarre un valore aggiunto di pubblico ed attenzione mediatica, ma sinceramente non ci sembra questo il caso.

Sottolineiamo infine che questa è sostanzialmente una questione di principio. Ariacs ha già avuto modo di segnalare e continuerà a farlo simili comportamenti ogni qualvolta un Teatro, un Festival, una istituzione concertistica operi scelte di questo tipo, che specie e soprattutto in tempi di crisi profonda, inevitabilmente vanno a ledere il patrimonio costituito dagli artisti che vivono e amano questo Paese.

Verona, 25 marzo 2021

Franco Silvestri Presidente Ariacs – Giovanni “Gianluca” Floris Presidente Assolirica