CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli, COMMENTI, FOCUS, IN ITALIA, Operazione Spartito

Pucciniano. Alla Procura della Repubblica di Firenze

di ALDO BELLI – La misura è colma, il silenzio di Giani conferma la necessità che la Procura della Repubblica di Firenze apra un fascicolo.

La Regione Toscana ha annunciato per questa mattina alle 12.30 la conferenza stampa di presentazione del 67° Festival Puccini di Torre del Lago. Interverranno il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, la presidente della Fondazione Festival Pucciniano Maria Laura Simonetti, il direttore artistico del Festival Puccini Giorgio Battistelli. In modalità online interverranno i registi delle tre opere in cartellone Stefania Sandrelli, Daniele Abbado e Marco Scola di Mambro.

La mancanza di pudore. A nessun presidente di Regione in Francia, a nessuna autorità di una Contea in Inghilterra o di un Land in Germania, a nessun governatore di uno Stato Federale in America, sarebbe consentito di presentarsi in pubblico senza avere prima risposto alla propria assemblea governativa. La prima a non consentirlo sarebbe la stampa. In Italia, viceversa, pare normale che un presidente di Regione ostenti il proprio disprezzo verso l’istituzione che rappresenta e nei confronti di coloro che l’hanno eletto.

Il Re Tramezzino. Eugenio Giani deve ancora rispondere sulle domande riguardanti la gestione della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago, che furono approvate all’unanimità dal Consiglio Regionale della Toscana il 18 dicembre 2019. Domande sul conflitto d’interessi del Maestro Alberto Veronesi: ad iniziare dalla sua nomina a presidente e dopo in contemporanea anche di direttore artistico, nonché sul marchio e sul nome della Fondazione utilizzati ad uso personale e per scopi privati; la domanda sull’assunzione di un direttore generale senza che lo statuto della Fondazione preveda un direttore generale; sul bando pubblico con il quale è stato ripetuto l’incarico di addetto stampa al coniuge del direttore generale con una commissione di gara composta da una sola persona; sulla destinazione di 15.214 biglietti omaggio.

460 giorni. Questa mattina, il Re Tramezzino sarà a Palazzo del Pegaso alla presentazione del 67° Festival Puccini, esternando sicuramente l’elogio di se stesso. Dopo avere liquidato i primi dell’anno un contribuito di oltre 1 milione di euro alla Fondazione Festival Pucciniano in spregio all’unanime volontà espressa dal Consiglio Regionale di modulare la sovvenzione in base alle verifiche sulla gestione amministrativa ed organizzativa della Fondazione. Verifiche delle quali, dopo 460 giorni, ancora si attende la risposta. Il 29 gennaio scorso il consigliere regionale Silvia Noferi ha dovuto presentare l’ennesima interrogazione affinché il presidente Giani risponda “se successivamente all’Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Regio­nale il 18 dicembre 2019 l’Assessorato e gli uffici competenti hanno svolto le verifiche richieste; e se sì, quali azioni sono state portate avanti e quali sono stati gli esiti”.

Chi, se non la Giustizia. Il presidente e la giunta regionale sono chiamati per legge a rispondere per una duplice responsabilità: essendo la Regione l’organo di vigilanza e di controllo della Fondazione Festival Pucciniano, e avendo la Regione l’obbligo di verificare la corretta gestione dei fondi regionali (in aggiunta ai milioni di euro dei contributi ministeriali). Dovrei aggiungere, in verità anche una terza responsabilità contemplata nel Codice Penale: quella di notiziare le competenti Autorità nel momento in cui vengano a conoscenza di ipotesi di reato nella loro qualità di pubblici ufficiali. E i fatti resi pubblici riguardanti questa Fondazione assumono il rilievo di ipotesi di reato, nella gestione del denaro dei cittadini toscani.

La misura è colma. La tracotanza politica e il disprezzo delle istituzioni non è certo materia della Giustizia, lo è invece il corretto adempimento dell’attività amministrativa pubblica. Qui non si tratta di chiamare la magistratura in supplenza della incapacità della politica, ma di riporre la speranza dei cittadini onesti nei confronti di chi ha il compito costituzionale di salvaguardare la certezza del diritto e il rispetto della legge. Anche in Toscana. La misura è colma. Intervengano la Procura della Repubblica di Firenze e la Corte dei Conti Toscana.